Monster Hunter Rise: Sunbreak – Recensione

Come sempre accade per Monster Hunter, a circa un anno dall’uscita del gioco “base” (qui la nostra recensione Switch e qui quella PC), arriva l’espansione definitiva e totale che stavolta prende il nome di Monster Hunter Rise: Sunbreak. Capcom aggiunge ulteriori contenuti ad un gioco già di per sé gigante, rendendolo perfetto per i giocatori esperti che hanno costruito armi e armature, cacciato mostri sempre più grandi e padroneggiato le meccaniche di ciascuna tipologia di arma. Tutti questi ingredienti vengono elaborati ed espansi anche in Sunbreak, con novità e dinamiche che speriamo di ritrovare anche nelle uscite future, compreso un certo Monster Hunter World 2. Vediamo di che si tratta.

Prima di comprare Sunbreak

Monster Hunter Rise: Sunbreak è un’espansione che può sembrare costosa, con i suoi 40 euro necessari per ampliare il gioco, ma posso già dirvi che vale il prezzo richiesto. Potreste però ritardare l’acquisto nel caso non abbiate ancora sconfitto la Narwa, mostro che si affronta alla fine della storia di Rise e che corrisponde alla missione a 7 stelle “Dea del tuono”. Tanto per darvi un’idea, dovrete completare le missioni Villaggio fino ad arrivare alle missioni a 6 stelle e poi anche quelle della Base di Caccia fino appunto a sbloccare le missioni da 7 stelle. Per venire incontro a chi è rimasto indietro, il gioco mette a disposizione un’armatura molto potente e un’arma per ciascuna tipologia che avvantaggia molto nella scalata ma, se volete godervi il gioco, dovreste dedicarvi alle sue meccaniche senza queste facilitazioni, visto che poi, una volta sbloccata l’espansione Sunbreak, vi aspetteranno sfide molto toste e l’esperienza maturata si farà sentire.

La nuova minaccia di Sunbreak

Partire per Elgado, il nuovo hub che contiene tutti gli NPC utili come il fabbro e il mercante, è un’attività da end game, che si sblocca solo quando sarete abbastanza navigati da gestire quello che vi aspetta. È infatti attraverso queste nuove missioni che si approccia per la prima volta al Grado Maestro, da sempre sfida finale per i giocatori esperti. La storia mette sotto i riflettori tre mostri spaventosi come il Lunagaron, il Garangolm e Malzeno, ma non mancano variazioni di vecchie conoscenze come il Bishaten Sanguigno e l’Almudron Lavico, oltre al ritorno di mostri del passato come Astalos ed Espinas. Non aspettatevi decine di mostri nuovi, ma apprezzerete comunque le modifiche apportate alle vecchie conoscenze, “potenziate” al grado Maestro. Anche i nemici più semplici posso mettervi ko in fretta grazie a nuovi attacchi. Non tutti sono stati aggiornati in modo significativo, ma dove non arrivano grossi cambiamenti al moveset, arriva l’aumento dei danni e la maggiore barra delle loro energie che, come sempre è invisibile al giocatore. Con i mostri del grado Maestro ovviamente arrivano anche nuovi materiali e relativi equipaggiamenti da creare, con alcune modifiche alle vecchie abilità furia che ora vengono sostituite da gioielli più gestibili.

Nuovi mostri, nuove aree…

Tutti questi mostri li troveremo sia nelle vecchie mappe, sia nelle due nuove aree, ossia la Giungla e la Cittadella. Entrambe sono un piacere da esplorare, con la prima che può sembrare piuttosto semplice a prima vista, ma che nasconde un’ampia parte sotterranea fatta di gallerie e aree più ampie. La parte superiore invece comprende alcune spiagge e un’isoletta su cui c’è un tempio che porta rapidamente alla zona inferiore. La cittadella si dimostra subita più varia e ricca, grazie a diversi ambienti, compresa una foresta, una zona innevata e, ovviamente un castello in rovina in cui alcuni mostri avranno fatto il nido. Oltre alla bontà di queste due aree, va evidenziata la grande capacità di creare una progressione validissima, che tiene alta la curiosità anche a distanza di ore, aggiungendo pian piano elementi alla storia (comunque semplice e in linea con quanto visto nella serie), ma anche elementi di gameplay inediti.

La Cittadella è la mappa più intricata e bella del pacchetto

… e nuove dinamiche di caccia

Gli insetti filo per esempio ora sono ancora più centrali, grazie all’abilità scambio, una nuova funzione che permette di portare in battaglia più mosse speciali legate agli insetti filo visto che si possono alternare due diversi set da personalizzare prima di partire. In questo modo per esempio chi usa la balestra leggera può scegliere di saltare sul mostro per poi fissargli addosso una granata, oppure di schivare lateralmente in modo molto rapido, sparando anche diversi colpi. Se invece preferite la spada lunga potrete alternare il colpo dall’alto con due fendenti rapidi mentre si viene trascinati contro il mostro, effettuando danni in sequenza dopo pochi secondi dai colpi inferti. Ogni arma inizierà con alcune abilità aggiuntive che potranno essere inserite e alternate premendo un dorsale e i tasti A+X (su Switch). Inoltre questo scambio permette anche di effettuare una veloce e ampia schivata che compensa il tempo necessario per effettuare il cambio mosse.

In coop è meglio, ora anche con NPC

Le novità non sono certo finite qui e, per venire incontro all’uso più frequente delle abilità filo, per le mappe sono apparsi insetti filo d’oro e rubino, in grado di aumentare gli effetti durante la cavalcatura del mostro. Sono poi comparse alcune nuove creature endemiche, tra cui la ragnonetta che può essere usata per agganciare un mostro e tirarlo verso di sé, facendolo anche andare a sbattere contro ostacoli e muri con ulteriori trappole. Le aggiunte sono davvero tante e si focalizzano su tutte le componenti, compresa la dinamica delle missioni Furia. Queste sfide che portavano Monster Hunter nel mondo dei tower defence, non sono state molto gradite dalla community e per questo, invece che potenziarle, in Sunbreak sono state eliminate. Al loro posto sono però arrivate missioni cooperative per giocatore singolo, da affrontare con specifici NPC presenti nel nuovo avamposto. Già l’idea di inserire dei BOT per aiutare il cacciatore ha come risultato una maggiore immersività nel mondo di gioco, visto che fino ad oggi, era sempre e solo in nostro personaggio a doversi rimboccare le maniche per salvare villaggi in cui gli abitanti non muovevano mai un muscolo per salvarsi. Qui finalmente le cose sono cambiate in meglio, addirittura in modo inaspettato, visto che i vari personaggi hanno ruoli specifici e comportamenti che simulano benissimo le gesta di altri giocatori in battaglia. Tutti hanno armi diverse e c’è chi cura, chi cavalca mostri per aiutare e chi fa da tank e comunque distrae il bersaglio mentre noi proviamo a tagliargli la coda.

Monster Hunter Rise Sunbreak - Garalgolm
Fate attenzione alle braccia del Garalgolm perchè hanno attacchi elementali diversi!

La bellezza della semplicità

Ovviamente nulla è cambiato in termini tecnici, mentre dal lato artistico è bello rilevare la cura con cui sono state create le due nuove mappe, in special modo la Cittadella, e come sono stati rappresentate le tre creature principali, ispirate ai celebri mostri occidentali di Frankenstein, del Lupo mannaro e di Dracula, con movenze ed effetti speciali notevoli e spettacolari. Pur essendo un gioco relativamente leggero quindi, Monster Hunter Rise Sunbreak si presenta in gran forma sia su Switch, sia su PC, senza richiedere chissà quali configurazioni per girare fluido. Per quanto riguarda l’audio sono state rielaborate diverse musiche, compresa quella che sancisce il completamento della missione, con sonorità più occidentali di quanto non accadesse nell’avventura a Kamura del gioco base.

Commento finale

Monster Hunter Rise: Sunbreak è l’ultimo mattone della solidissima esperienza di Monster Hunter Rise. La facilità con cui i più esperti potevano superare le sfide nel gioco base è stata finalmente bilanciata da scontri davvero accesi, tanto che quando nelle fasi iniziali ci è stato proposto di sconfiggere due mostri nei canonici 50 minuti, abbiamo preferito concentrarci sull’abbattimento di mostri singoli che possono richiedere anche 30 minuti ciascuno, specie se siete ancora in fase di potenziamento. Tanto avremo tempo di costruire armature e armi più potenti nelle decine e decine di ore che ci separano dalla caduta di Malzeno e… da un end game enorme che traghetterà anche i cacciatori più incalliti verso la prossima uscita. Infine, ricordate che il supporto gratuito al gioco continuerà ancora per un bel po’, portando nuovi contenuti e aggiornamenti, senza richiedere ulteriori spese.

Pro
  • – Nuovi contenuti in ogni aspetto (mostri, mappe, abilità filo…)
  • – Difficile e sfidante
  • – End game gigantesco
  • – Le missioni con gli NPC sono eccellenti
Contro
  • – Per ottenere gli equipaggiamenti migliori bisogna ripetere molte cacce
  • – Essendo un’espansione per chi ha finito Rise, se siete indietro non potrete avviarlo
  • – Il modo di presentare i tutorial è ancora confusionario e poco chiaro

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