MotoGP 22 – Recensione

La simulazione vince ancora

L’anno scorso abbiamo lasciato la serie di MotoGP con un sistema di guida impegnativo e il rammarico verso la mancanza di alcune sfide storiche che comprendessero imprese compiute da alcuni piloti del passato. MotoGP 22 prende atto di queste critiche e inserisce nelle sue storiche modalità qualcosa che francamente non avremmo neanche osato chiedere. D’altra parte sceglie anche di alzare la posta riguardo al livello di realismo, diventando ancora più esigente in fatto di difficoltà in pista. Per questo, mai come oggi, è necessario analizzare ogni aspetto per capire cosa offre e a chi è indirizzato.

Presente e passato

MotoGP 22 si occupa giustamente del Mondiale in corso, proponendo tutti i piloti, le moto e i team che corrono in pista, inserendo le nuove regole relative l’elettronica come il Ride-Height Device e, ovviamente le piste ufficiali. Su questi contenuti si sviluppa la carriera, contenuto sempre piacevole da affrontare ma anche molto simile a quanto visto l’anno scorso, con la partenza consigliata in Moto3 per imparare a gestire la moto più permissiva del gruppo (che non significa “banale”), e iniziare con calma la scalata verso la classe regina mentre si gestisce il proprio team. Torna la parte manageriale, ma la parte principale continua ad essere, giustamente, quella in pista, dove potrete gestire weekend completi e approfittare delle varie sfide proposte per ottenere punti da investire nei potenziamenti alla moto. Manca ancora una qualsiasi componente per definire il proprio pilota fuori dalla pista, ma anche stavolta, quando si è nei box e si prendono decisioni insieme ai meccanici per rendere la moto più adatta alle proprie esigenze, è facile sentirsi parte di questo mondo.

Il primo dei tanti filmati che ci accompagnano nell’ottima NINE Season 2009

La più bella sorpresa che ci propone MotoGP 22 è però scoprire il modo in cui Milestone si è occupata della modalità NINE Season 2009, completamente dedicata al campionato mondiale di quell’anno e in grado di far fare un grosso salto di qualità al modo in cui vengono trattate le modalità storiche nei videogame. Un po’ come succede da anni per i giochi di wrestling che ci raccontano la carriera di un atleta, Milestone ha deciso di creare un documentario giocabile che integra spezzoni di video d’epoca e sessioni giocate, e che ci racconta cosa è successo tredici anni fa, in quel 2009 che ha portato Valentino Rossi a vincere il suo nono e ultimo titolo mondiale. Non pensate però che questo sia solo un modo per glorificare il talento dell’italiano, perché tutte le gare saranno caratterizzate da diversi “episodi” che ci raccontano anche le imprese di altri piloti.

Ogni circuito propone più sfide e ci mette nei panni di diversi suoi protagonisti

Questi episodi altri non sono che missioni diverse da portare a termine con il pilota che ci viene assegnato: ad esempio in Qatar dovremo prima guidare nei panni di Casey Stoner e cercare di arrivare primi davanti a Rossi, completando possibilmente anche un obiettivo secondario che ci chiede di tagliare il traguardo con un vantaggio superiore ai 5 secondi. Poi passeremo a Rossi che da quarto dovrà superare Lorenzo e Capirossi e staccare il terzo di almeno 1 secondo, e infine dovremo guidare con Lorenzo che dalla quinta posizione dovrà risalire fino alla terza staccando Dovizioso e Capirossi. Questa modalità è narrata interamente in italiano e potersi godere i filmati originali di quell’incredibile periodo sportivo è davvero un grande regalo per tutti gli appassionati.

Simulazione a tutti i costi

Quest’anno è stato introdotto anche il Ride-Height Device che arricchisce la parte elettronica

Non mancano le solite modalità personalizzabili che comprendono gare singole e addirittura campionati che possono essere impostati sulle moto del momento, su quelle del 2009 o su quelle di cilindrate storiche, con relativi piloti. Poi ci sono le classiche modalità online e quest’anno troviamo anche un validissimo split screen per due giocatori. Sembra tutto grandioso e per qualcuno potrebbe anche esserlo, ma prima di effettuare l’acquisto occorre sapere che il gioco si dimostra, anche quest’anno, molto simulativo, per certi versi forse anche più dell’anno scorso. Spiace scaricarvi in testa questa doccia fredda dopo quanto detto, ma la realtà dei fatti è che MotoGP 22 è stato pensato per far divertire in pista principalmente i patiti di questo sport che vogliono simulare (per quanto sia possibile con un pad) la guida in pista di questi mostruosi missili su ruote.

Tra piloti ufficiali e leggende del passato quest’anno ci sono circa 70 piloti e rispettive moto

Capita di sbagliare la staccata e andare dritti in curva anche seguendo le traiettorie ideali, così come è facile finire con il muso sull’asfalto se si frena un po’ troppo durante una piega. I cordoli sono scivolosi come ci si aspetterebbe e accelerare di colpo all’uscita di una curva fa slittare il posteriore in modo incontrollabile, anche se avete attivato alcuni aiuti che facilitano il compito ma non fanno miracoli. Tutte queste caratteristiche sono ovvie per chi sa come funziona una moto e la sua fisica, ma in un videogioco ci si aspetterebbe di poter regolare con più efficacia queste difficoltà che di fatto possono frenare il divertimento. Per fortuna i rewind sono illimitati e si può sempre riavvolgere il tempo per migliorare il modo in cui è stata affrontata una sessione, però, specie all’inizio, è davvero frustrante ricorrere a questa possibilità quasi per ogni curva.

Se continuate a cadere, vi troverete davanti a questa scelta, ma la difficoltà dovuta dalla simulazione resta comunque alta

Poi si impara: i tutorial proposti da Milestone offrono un valido aiuto anche per farci familiarizzare con l’elettronica della moto, tra intensità del freno motore, potenza erogata, anti impennata e controllo della stabilità, e si riesce anche a proseguire nella modalità NINE Season 2009 visto che, alla mal parata, si può abbassare il livello di competitività degli avversari, ma occorrono molte ore di tentativi ed errori per avere davvero il controllo della situazione e sentire finalmente la moto. Gli aiuti presenti sono concreti, ma non quanto si potrebbe aspettare un giocatore a cui piacciono i racing game, ma senza esagerare: occorrerebbe un sistema di guida più scalabile perché non è detto che un appassionato della MotoGP vista in TV voglia anche impegnarsi così tanto per rivivere i momenti visti nella tranquillità del proprio divano. E anche i più esigenti in termini di realismo potrebbero trovare poco chiari alcuni comportamenti in pista che portano ad inefficaci frenate o ad improvvise slittate quando l’asfalto non sembra dover rimandare quelle sollecitazioni. Queste imprecisioni non capitano spesso, e i problemi più concreti li riscontreranno i giocatori “medi”, però ogni tanto sono saltati fuori ed è giusto parlarvene.

Moto meravigliose… come l’anno scorso

La modalità fotografica saprà darvi soddisfazione anche quest’anno, grazie a modelli davvero dettagliati

Il comparto tecnico di MotoGP 22 si comporta bene, ma non sembra aver fatto decisi passi avanti rispetto alla scorsa edizione. I dettagli delle moto sono fantastici e, con la presenza della modalità NINE Season 2009, è stato fatto un enorme lavoro di riproduzione di moto, caschi e tute di quell’annata. Giocato su console next-gen il titolo si presenta fluido in ogni situazione, con l’Unreal Engine che ormai viene sfruttato con competenza dallo sviluppatore milanese. A volte qualche texture su alcune strutture appare con leggero ritardo e sullo sfondo, molto in lontananza, qualche piccolo elemento può apparire dal nulla, però il gioco è solido e si vede. Forse qualcosa è stato fatto riguardo le animazioni di caduta dei piloti, ma se così fosse sarebbe un miglioramento molto lieve. Gli effetti sonori sono ben realizzati, con i suoni dei motori che differiscono sia in base alla cilindrata, sia in base ad alcuni modelli. Infine il commento in italiano delle gare continua ad essere gestito da Guido Meda che apre e chiude le sessioni giocate in modo piacevole.

Commento finale

Correre con MotoGP 22 è esaltante, ma bisogna saperlo fare… o essere disposti ad imparare

MotoGP 22 è un ottimo gioco, ma non è il classico gioco adatto a tutti, nemmeno tra gli appassionati di questo sport. Chi vuole rivivere le competizioni di quest’annata e quelle incredibili del 2009 ma non ha intenzioni simulative rischia di prendere un titolo in cui effettuare discretamente una semplice curva sarà una sfida anche nel time attack. Domare le moto è fondamentale e per farlo occorre pazienza e conoscenza dei tracciati, prima ancora che delle possibilità di frenata e accelerazione del proprio mezzo. Se siete disposti a sudare un po’, specie all’inizio, potrete trovare un titolo che saprà darvi un sacco di soddisfazioni, anche raccontandovi una bellissima annata sportiva. Se invece arrivate dall’edizione 21 e sperate in qualcosa di più semplice e gestibile, sappiate che nulla è cambiato e anzi, l’asticella della simulazione si è spinta addirittura un po’ più in alto.

Pro
  • – La modalità NINE Season 2009 è spendida
  • – Carriera completa, come l’anno scorso
  • – Tutti i tracciati ufficiali 2022 e 2009
  • – Gameplay molto simulativo
  • – C’è lo split screen
  • – Fluido, veloce e bello
Contro
  • – Per molti il gameplay sarà troppo simulativo
  • – Necessita tempo per imparare a giocare
  • – Alcuni comportamenti della moto poco chiari
  • – Online solo per veri appassionati

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