Muse Dash – Recensione

L’estate è un ottimo momento per giocare ai propri giochi preferiti: c’è chi si lancia in avventure lunghe e complesse caratterizzate al meglio dal genere degli RPG e chi invece preferisce partite rapide e veloci per rilassarsi e finalmente “staccare” il cervello. Per chi fa parte di questa seconda categoria arriva come un treno Muse Dash su PC e, soprattutto, Nintendo Switch, un rhythm game nipponico all’ennesima potenza che, grazie alla sua semplicità e simpatia, apre le porte di questo genere a chiunque abbia voglia di mettere alla prova riflessi e orecchio.

Guardandolo attraverso immagini statiche, Muse Dash sembra un classico platform in 2D, con nemici buffi e protagoniste toste e sexy, ma ben lontano dalla natura da rhythm game che invece dimostra fin dalla prima partita. Ad appena una pressione di un tasto dalla schermata di avvio ci si ritrova a scegliere tra decine di canzoni che corrispondono ai livelli da superare. Nella versione completa (l’unica disponibile su Switch e venduta a circa 30 euro), a queste canzoni se ne aggiungono altrettante , arrivando a un centinaio abbondante di brani tipicamente nipponici ma anche molto vari ed orecchiabili. Oltre alla quantità c’è anche una qualità invidiabile che potrebbe scontentare giusto quei giocatori che da questo genere di produzioni desiderano pezzi celebri. Qui non troverete nulla del genere ma canzoni che spaziano attraverso il pop, il rock e addirittura il jazz, con una strabiliante eleganza e con un livello musicale davvero eccellente. Non tutte le canzoni vi rimarranno in testa, ma è davvero difficile trovarne anche solo una che possa lasciare interdetti o addirittura non piacere.

Per giocare a Muse Dash servono solo due tasti, svelando così la natura mobile dell’uscita originale. Questo però non è affatto un segno di superficialità, ma solo una scelta di game design che lascia perplessi solo nei secondi che precedono l’inizio del primo livello. Vi troverete a muovervi automaticamente da sinistra verso destra, con una serie di nemici che vi verranno incontro al livello del suolo e in aria: un pulsante servirà a colpire i primi e un altro a malmenare quelli che proveranno a passare sopra la vostra testa. Dietro a questa semplicità estrema, con i nemici che prendono il posto delle note nei più classici rhythm game, si cela un gioco che sa essere tanto accondiscendente a livello facile, quanto tosto e spietato ai livelli difficile e master. Qui le note, ops, i cattivi da malmenare si susseguono senza sosta seguendo un ritmo che rende perfetta la fusione tra azione e musica, aiutando a rendere le vostre performance migliori davvero memorabili.

Senza una trama a tenere insieme le gesta delle tre protagoniste, si potrebbe pensare che la progressione sia piuttosto fiacca: nulla di più sbagliato! Oltre allo sblocco di nuove canzoni completando quelle disponibili e salendo di livello, ad ogni level up otterrete una serie di “oggetti” che, raggiunto un certo numero, sbloccheranno i tre personaggi principali, ulteriori skin (alcune anche piuttosto sexy) e aiutanti che potranno rendere meno difficoltoso portare a termine le sessioni più complesse. Anche le tre protagoniste hanno caratteristiche diverse, compresi poteri speciali che si differenziano ulteriormente attraverso le skin che sbloccherete. Non sempre potrete procedere su canzoni nuove, viste che ad ogni brano superato (anche brillantemente) non corrisponde uno sblocco, ma in quel caso potrete rigiocare uno stage già completato, magari provandolo ad un nuovo livello di difficoltà superiore, oppure tentare di realizzare una combo ininterrotta dall’inizio alla fine della sessione. Ogni livello di difficoltà di ogni canzone ha obiettivi specifici che possono andare dall’ottenere un punteggio minimo, così come sconfiggere tutti i nemici grandi o piccoli dello stage, quindi sarà davvero impossibile non avere qualcosa da fare nel caso aveste già completato almeno una volta i brani sbloccati. E poi, vista la qualità, sarà un piacere riascoltarli/rigiocarli.

Grande importanza è stata data poi al punteggio in generale, che sarà possibile pubblicare online ma solo collegando il proprio account Google. Se però non doveste averlo, per ora potrete avere solo classiche in locale: non proprio il massimo nel 2019. Il comparto tecnico è molto semplice ma allo stesso tempo perfetto per il tipo di gioco e di azione che si voleva creare. Lo sviluppatore PeroPeroGames ha puntato tutto su colori brillanti, animazioni semplici e nemici vari nel design, seppur sempre molto kawai. Il risultato grafico ricorda alcuni cartoni animati un po’ scemi ma molto piacevoli da vedere, conquistando definitivamente il giocatore attraverso il montaggio sonoro che invece è eccellente sotto ogni aspetto. Il posizionamento dei nemici, i due livelli su cui compaiono, eventuali sovrapposizioni, bonus da prendere, trappole da saltare e boss da sconfiggere pestando sui tasti, arrivano a portata nel momento in cui servono alla musica per dettare il ritmo: questo, applicato sul gran numero di canzoni presenti, è davvero strabiliante, specie per un titolo indie. Purtroppo non esiste un comparto multigiocatore simultaneo, ma la divisione del controller in due parti, con tutto il lato destro che comando il colpo a terra e tutto il sinistro che governa quello in aria, potrebbe dar via ad un multigiocatore “insolito” ma sicuramente divertente.

Muse Dash funziona dall’inizio alla fine e quello che forse manca, specie in versione Switch, è una lista di brani da ascoltare anche mentre non si gioca. Quella sarebbe la ciliegina sulla torta per un rhythm game pensato per essere giocabile da tutti, senza però dimenticare la cattiveria tipica di queste produzioni quando si tratta di “dominare” davvero un brano. Qui troverete oltre un centinaio di brani originali e di qualità, diversi sbloccabili in termini di personaggi e aiutanti, e livelli di difficoltà crescenti che vi attireranno per farvi mettere alla prova. D’altronde con soli due tasti, il gioco non può essere così difficile, giusto? Beh, scopritelo con questo concentrato di ritmo ed energia da cui è davvero difficile staccarsi.

Pro
  • – Canzoni di qualità a non finire
  • – Sbloccabili interessanti
  • – La costruzione dei livelli è impeccabile
  • – Tre livelli di difficoltà con sfide specifiche
  • – Graficamente semplice ma ipnotico
Contro
  • – Serve un accont Google per postare i propri punteggi
  • – Niente multigiocatore in locale
  • – Deve piacere lo stile nipponico di grafica e sonoro

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