Onrush – Recensione

Da piccoli noi maschietti giochiamo con le automobiline facendole correre e scontrare. È una legge universale che si interrompe solo quando diventiamo troppo grandi per continuare a farlo. A quel punto però subentrano i videogiochi. Eppure nell’ultimo periodo i racing game arcade sono numericamente scarsi, con l’ultimo vero grande titolo tripla A che risponde al nome di Burnout Paradise e che, se si esclude la recente remastered, risale addirittura a dieci anni fa. A colmare questo vuoto riempiendo il nostro schermo con auto e moto che si schiantano tra loro esplodendo ci pensa Onrush, ultima creatura di Codemasters e nello specifico degli ex membri di Evolution Studios, responsabili di esclusive PlayStation come Motorstorm e Driveclub. Solo che, sorpresa sorpresa, stavolta non si vince arrivando primi.

Vedendo un’immagine di Onrush è facile classificarlo come gioco di guida arcade. Eppure il titolo si trova in un inedito limbo che potremmo piazzare tra il già citato Burnout e Rocket League proponendo un battaglia su ruote che rinuncia alla palla, ma anche al traguardo. Si corre su tracciati chiusi ma per vincere non serve compiere tre giri o distruggere un numero predefinito di avversari, bensì bisogna seguire le regole della modalità scelta e rispettarne le linee guida cercando di non essere demoliti nel frattempo.

Strutturato come un FPS alla OverwatchOnrush propone alcune modalità chiaramente ispirate a questo genere di uscite. Due di queste non snaturano troppo il concetto di racing game (in Overdrive basta consumare più in fretta il proprio turbo e in Countdown bisogna attraversare dei checkpoint a tempo), ma in Lockdown si deve mantenere il possesso di un’area luminosa che corre con noi lungo il tracciato, mentre la modalità Switch si basa su una sorta di “gioco delle armi” in cui il veicolo che guiderete cambierà ogni volta che verrete eliminati passando per le quattro classi principali proposte: moto, buggy, auto e truck. Capita l’originalità del titolo, approfondiamo il discorso.

Onrush si sviluppa attraverso una componente per giocatore singolo, o comunque in cooperativa con altri giocatori online, e una competitiva: la prima propone una novantina di eventi che mischiano insieme i dodici tracciati presenti, le vetture e le modalità, mentre la seconda è attualmente limitata alle sole partite veloci, con una componente classificata che arriverà nel breve periodo. Infine non può mancare una modalità libera che vi permetterà di giocare come vorrete e con chi vorrete, BOT compresi. Qualsiasi sia la vostra scelta guadagnerete esperienza, salirete di grado, sbloccherete casse contenenti elementi estetici e, in generale, sentirete l’adrenalina scorrere.

La possibilità di giocare a Onrush come si desidera è una delle sue più grandi caratteristiche, anche se è evidente che giocare con amici lo fa funzionare al suo massimo. Diversamente, giocare online con sconosciuti non mi ha colpito come pensavo, forse perché in questo modo, nonostante il gioco continui a ripetere che per vincere occorre restare uniti, i giocatori finiscono per comportarsi da lupi solitari, senza poter unire le forze in strategie specifiche. Con l’arrivo delle partite classificate le cose dovrebbero andare meglio, anche perché le otto classi a disposizione sono sufficientemente varie.

I mezzi che guiderete hanno infatti una diversa guidabilità, con le moto più agili ma deboli negli scontri fino a truck pesanti e implacabili che però curvano con qualche difficoltà in più. Non essendo un gioco che punta sull’arrivo al traguardo, la velocità massima mi è sembrata la stessa per ogni veicolo, ma la differenza tra le classi sta tutta nelle loro abilità. Non avrete tasti da premere per attivarle, ma saranno quasi tutte passive e contestuali.

Una delle due moto stordisce gli avversari che ha intorno quando atterra da un salto violento, una buggy accumula turbo extra eseguendo avvitamenti, un truck fornisce uno scudo quando si trova accanto agli alleati e un’auto sottrae turbo agli avversari che lo circondano. A queste peculiarità si aggiunge quella che altrove definiremmo la “Ultimate” qui chiamata Rush, che si attiva dopo aver consumato un gran numero di turbo: oltre a far scattare il vostro mezzo in avanti a gran velocità, vi fornirà bonus durante gli scontri facilitando i takedown e aggiungerà scie di fuoco, muri e quant’altro per rendere più efficace questo temporaneo momento di gloria.

Unire queste abilità come una squadra porta inevitabilmente vantaggi, ma per farlo occorre una comunicazione che solitamente manca quando si gioca con sconosciuti. Eppure giocando a Onrush è difficile non divertirsi anche in queste condizioni. Il motivo sta tutto nella sua enorme immediatezza, capace di spingerci a correre attraverso spiagge, foreste, colline e in generale in zone principalmente naturali piene di bivi e salti, mentre alimentiamo un turbo che si ottiene anche travolgendo i poveri gregari guidati dalla CPU. Queste “corse” mi hanno ricordato per certi versi il film Mad Max: Fury Road, con esplosioni, piloti che volano via (specie quei poveretti in moto) e una devastazione ininterrotta che ci segue per tutta la durata della sfida, con respawn che riportano i piloti in gara al centro dell’azione per non far mai diminuire il ritmo.

L’unico dubbio che mi attanaglia è sulla durata dell’attrattiva: Onrush gioco subito le sue carte in modo molto onesto, facendo immediatamente capire al giocatore la sua natura ed evitando di scendere a compromessi. Questo però significa anche che in breve tempo si vede tutto quello che ha da offrire. Anche la progressione è piuttosto debole, facendosi sentire solo nello sblocco di eventi via via più complessi nella modalità Carriera. Per il resto, l’ottenimento di oggetti solo estetici che evitano di compromettere gli equilibri delle classi, allo stesso tempo appiattisce l’apertura di queste casse premio ed eliminano l’eventuale possibilità di personalizzare le classi. Per questo occorre che Codemasters dedichi tempo e contenuti extra alla sua uscita, aumentando il numero dei tracciati, delle classi e, perché no, delle modalità che attualmente sono solo quattro, seppur divertenti.

Lo spettacolo offerto da Onrush si rivela efficace grazie ad un comparto tecnico molto valido. Con dodici piloti in pista, più altri dodici gregari pronti per essere distrutti, il gioco scorre ad una fluidità notevole, avvicinandosi senza difficoltà ai 60fps anche su Xbox One standard, unica console che, a detta degli stessi sviluppatori non raggiunge quel traguardo. Le vetture e le moto sono tutte di fantasia e la loro modellazione poligonale non è certo complessa, ma hanno una fisicità che si fa sentire in ogni situazione. Vederle correre lungo i tracciati proposti è davvero uno spettacolo, specie perché in ogni momento c’è qualcosa che esplode, tra scintille e scie colorate.

I tracciati stessi sono poi ben studiati, con salite, discese, bivi, salti e sezioni spesso particolari. Inoltre c’è la possibilità di selezionarli a diversi orari del giorno e addirittura in base alle stagioni, con cambiamenti climatici che forniscono una varietà visiva concreta. Pollice in giù in ambito di design solo per i piloti, visibili principalmente nelle statistiche post partita e caratterizzati in modo un po’ superficiale. A contribuire in modo significativo all’adrenalina offerta non poteva mancare una colonna sonora che vanta canzoni elettroniche e techno perfette per l’azione che dovrete sostenere. Validi e adattissimi allo spirito arcade anche gli effetti sonori che riproducono in modo esagerato ogni cosa. Il gioco è in italiano sia nei testi, sia nel doppiaggio che caratterizza gli eventi della carriera e alcune frasi presenti anche durante la gara.

Onrush è un gioco molto innovativo che cerca di fondere la frenesia degli scontri online in stile FPS, con le gare su ruote. Questo intento tutt’altro che semplice trova un ottimo risultato nel prodotto finito che ha il solo compito di dover continuare ad aggiungere contenuti per non infangarsi nel tracciato che ha così testardamente voluto. Per fortuna quello che c’è funziona fin da subito, dal gioco online che trova rapidamente una partita in cui fare danni a quello per il giocatore solitario che potrà comunque sbizzarrirsi grazie ad un’intelligenza artificiale ben sviluppata sia nel supportarlo, sia nell’ostacolarlo.

In attesa della modalità competitiva classificata e di ulteriori novità contenutistiche, tutti gli amanti dei giochi arcade che amano l’azione senza sosta, le esplosioni e un sistema a classi funzionale, dovrebbero tenerlo in seria considerazione. Peccato per l’assenza dello split screen (caratteristica improponibile in queste condizioni), ma per il resto Onrush ha tutte le carte in regola per dettare un nuovo standard e, perché no, fare da apripista ad un nuovo ed inedito genere.

Pro
  • – Veloce, adrenalinico e brutale
  • – Gameplay inedito e riuscito
  • – Si può giocare in singolo e online senza limitazioni
  • – Classi di veicoli diversificate
  • – Tracciati ottimi e adatti a tutte le modalità
  • – Visivamente notevole
  • – Soundtrack valida
Contro
  • – Necessita di più contenuti sul medio-lungo periodo
  • – Giocare online con sconosciuti impedisce il vero gioco di squadra

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