Paper Mario: The Origami King – Recensione

Mario, carta, fantasia e umorismo

Sarà che il mio primo vero videogioco è stato l’originale Super Mario Bros. ma quando arriva una nuova avventura con l’idraulico di Nintendo protagonista è sempre un’allegra festa. Non sempre sono pietre miliari, ma molto spesso sono uscite di grande valore. Così, quando un po’ a sorpresa è stato presentato il nuovo Paper Mario: The Origami King quell’allegria che precede i titoli di Mario ha conquistato sia me che i tanti giocatori che adorano queste produzioni e, per fortuna, il risultato finale non ha deluso nemmeno questa volta.

Sono quasi trent’anni che Mario non è più solo sinonimo di platform grazie a saghe spin-off che lo hanno visto guidare go-kart, praticare sport di ogni genere e anche partecipare ad avventure con risvolti da JRPG. La serie di Paper Mario ha abbracciato spesso queste ultime dinamiche arrivate al top con Paper Mario e il Portale Millenario, uscito su GameCube nel 2004. Se quella storia rimane ancora oggi insuperata, Paper Mario: The Origami King gioca moltissimo sulla natura cartacea di questo mondo, proponendo una minaccia tutta particolare ma azzeccata.
Mario e Luigi vengono invitati anche questa volta al Castello di Peach ma quando arrivano trovano ad attenderli una principessa trasformata in un origami dal malvagio re Olly che è, appunto, il Re Origami del titolo. Avvolgerà poi il castello con cinque nastri colorati e lo porterà sulla cima di un monte, come farebbe ogni cattivone che si rispetti. Il compito di Mario e della sua nuova compagna Olivia, sorella di re Olly, sarà ovviamente quello di riportare tutto alla normalità, salvando la principessa dopo aver dissolto i cinque nastri che lo porteranno a zonzo per un regno cartaceo e bellissimo.
Storia semplice come sempre, ma resa divertente da momenti comici inaspettati e da situazioni che ci mostrano il mondo di Mario in un modo alternativo e sorprendente rispetto a come lo conosciamo, dando carattere anche a quei poveri Goomba che da sempre calpestiamo senza pietà.

Grande motivo di allegria e di sorpresa arriva anche dal mondo che andremo a visitare, davvero ricco di sorprese e di scenari meravigliosi. Già le prime fasi, con un semplice paesaggio ricco di prati, nascondono scorci e situazioni spassose. Non mancano poi ulteriori “ambienti” tipici del Regno dei Funghi ma sono sempre presentati con una visione alternativa che li rende più nuovi di quanto si pensi. Inoltre al loro interno si celano un sacco di segreti, dai toad che vanno ritrasformati colpendo qualche elemento che non ci convince, fino agli strappi strambi, buchi dell’intelaiatura del mondo che vanno tappati usando i coriandoli che troveremo lungo il percorso, colpendo oggetti e sconfiggendo nemici. Questi segreti sono raccolti in una lista che tiene traccia dei nostri progressi e che quindi ci avvisa se abbiamo trovato tutto quello che cercavamo in una specifica località. In più, potremo contare su oggetti che faciliteranno un po’ la ricerca, aiutandoci per esempio a scovare quel toad che proprio non vuole essere trovato.

Il mondo di Paper Mario: The Origami King si basa moltissimo sulle monete d’oro tipiche di Mario, rendendole lo strumento perfetto per comprare oggetti che ci aiuteranno a combattere in modo differente o “aiuti” di diverso tipo anche sul campo di battaglia. Prima di approfondire questo aspetto bisogna però chiarire che questa nuova uscita non può definirsi un vero e proprio JRPG visto che mantiene per esempio l’uso di valori numerici per punti vita e punti danno, ma elimina il concetto di level up, facendo “salire di livello” Mario solo in punti specifici della storia e non combattendo a ripetizione schiere di nemici. Sconfiggere Koopistrici e altre minacce è comunque utile perché ci fornisce monetine che ci riportano al concetto dell’uso del denaro. Ogni cosa si compra in questa nuova avventura, compresi oggetti che arricchiscono le dinamiche di combattimento.

Se pensate di trovare battaglie a turni come nei classici JRPG, dovrete ricredervi almeno in parte. È vero che i combattimenti si svolgono attraverso attacchi che alternano quelli di Mario a quelli dei nemici, ma è anche vero che all’inizio di ogni vostro turno, dovrete cercare di allineare gli avversari facendo ruotare l’area di scontro circolare in cui voi sarete al centro. Divisa in quattro dischi che vanno dall’interno all’esterno e in dodici spicchi, avrete alcune mosse per mettere in formazione i nemici così che possiate colpirli in linea retta attraverso il salto o in un’area 2×2 con il martello. Questa fase di apertura che può chiudere immediatamente uno scontro senza dare modo al nemico di attaccare richiama senza nasconderlo alcune meccaniche da puzzle game, proponendo almeno trenta differenti varianti su cui potrete anche allenarvi all’interno di una palestra che si sblocca dopo alcune ore. Questa fase iniziale inoltre è a tempo, con secondi che però si possono aumentare spendendo un po’ delle monetine che avrete raccolto. Se invece vorrete ulteriore aiuto potrete assoldare i toad liberati affinchè lancino oggetti contro i nemici o funghi curativi verso di voi. Questo e l’utilizzo di speciali oggetti come fiori di fuoco, scarpe speciali e martelli potenziati rendono il combattimento sempre vario, anche se la parte puzzle potrebbe non piacere a tutti.
Queste meccaniche che chiedono di mettere i nemici in formazione cambiano quando si affrontano i boss, con il cattivo di turno che ora è al centro dell’arena e con Mario che deve raggiungerlo usando delle frecce presenti nei vari settori ruotabili. Attaccare le diverse parti del corpo del nemico o da specifiche angolazioni, sarà la chiave del successo, tenendo però presente anche le caselle che attivano gli Arti Magni, speciali braccia utilizzabili anche durante l’esplorazione, che in battaglia permettono di colpire, ribaltare o eseguire speciali azioni molto dannose contro il boss del momento.

La parte artistica di questa nuova opera Nintendo è come sempre eccellente, con una grafica che rende onore a Switch (che comunque ha visto ambienti e mondi ben più complessi) grazie ad un’ispirazione davvero esagerata. Le aree che attraverseremo saranno tutte favolose e la rappresentazione dei nemici fatti in origami sono dettagliatissimi, tanto che ci sarebbero piaciuti degli extra con le istruzioni vere e proprie per realizzarli a casa nostra. Colori vivaci rendono ogni avvio una piccola gioia, così come i tanti dialoghi tutti in italiano che caratterizzano e tratteggiano questa magica avventura. Di valore anche gli effetti sonori e soprattutto le musiche, specie quando irrompono all’interno del gioco con siparietti da musical. Lo stile Nintendo può piacere o meno, però il livello generale della produzione è indiscutibile.

Paper Mario: The Origami King è prima di tutto un’avventura geniale, ispirata e oltremodo simpatica. Intelligent System prende una storia semplice e classica ma la arricchisce con idee e colpi di classe che la rendono spassosa e talvolta sorprendente. L’idea degli origami è stata sviluppata con cura e i designer si sono davvero sbizzarriti, sia per i nemici, sia per le ambientazioni. Tutto funziona alla grande se non fosse per un battle system originale che però potrebbe conquistarvi, così come annoiarvi dopo l’ennesimo scontro in cui bisogna allineare i nemici. Queste considerazioni sono estremamente personali e se io sono stato positivamente colpito da questo nuovo modo di approcciare le battaglie, voi potreste essere di diverso avviso. Rimane comunque un titolo estremamente consigliato per il divertimento che può offrire, sia in termini di gameplay che di situazioni e chi ama Mario e il suo mondo non può farselo scappare per giocarlo sia sulla propria TV, sia nella comodità della portabilità.

Pro
  • – Trama semplice ma ricca di spunti
  • – Situazioni sempre nuove e insolite
  • – Ambientazioni bellissime
  • – Battaglie originali e con parecchie trovate, specie contro i boss
  • – Spassoso con una traduzione eccellente
Contro
  • – La fase puzzle delle battaglie può non piacere a tutti
  • – Meno JRPG di quanto si pensi

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