Party Hard – Recensione

Feste, stealth e humour nero

Alla fine dello scorso aprile è stato rilasciato sullo store Xbox, al prezzo di 12,99 euro, un gioco indie decisamente atipico. Party Hard propone infatti una soluzione assolutamente goliardica che risponde per le rime a quei vicini di casa rumorosi e molesti a cui non importa un fico secco di dar fastidio ai dirimpettai. Tale rimedio, drastico ma sicuramente efficace, è quello di far fuori tutti i partecipanti alle feste che organizzano, in un misto tra stealth e puro delirio surreale, tra trappole da piazzare e fughe da compiere.

La storia narra le vicende di un serial killer che, essendosi stufato del caos provocato dalle feste realizzate dai suoi vicini, decide di intraprendere un viaggio intorno gli Stati Uniti per eliminare tutti i partecipanti a questi momenti di allegria. Se la parte narrativa si dimostra immediatamente bizzarra, lo è ancora di più il gameplay visto che, strano a dirlo, eliminare ballerini stereotipati, clown e body builder dalle buffe movenze, richiederà ingegno e strategia. I comandi di gioco sono elementari: con il tasto X possiamo utilizzare l’arma da mischia (solitamente un semplice coltello), con il grilletto destro potremo eseguire brevi scatti, con quello sinistro attiveremo invece un sesto senso che ci dirà tutte le azioni da poter svolgere, con il tasto Y possiamo interagire con l’ambiente ed infine, tenendo premuto A, possiamo ballare in modo imbarazzante per allontanare le persone vicine a noi. Lo sfruttare nel migliore dei modi ogni opportunità offerta nello stage sarà l’elemento più importante per togliere di mezzo un cospicuo numero di “festaioli”. Interagendo con l’ambiente potrete ottenere situazioni molto diverse: far esplodere gli amplificatori, avvelenare il cibo, spingere giù dal tetto chi ci capita a tiro o darlo in basto agli squali, sono solo alcune della azioni che potrete effettuare per far regnare ancora una volta il silenzio. Inoltre, cosa non da poco, ogni volta che la festa inizia, troverete variazioni casuali in ogni livello che sposteranno un elemento o creeranno situazioni completamente diverse: quella che nel tentativo prima era una camera da letto potrebbe essere ora un laboratorio per meta anfetamine che durante la partita verrà anche assaltato dagli SWAT, facilitandovi il compito.

Prima di avviare ogni stage, solitamente potremo scegliere il personaggio con cui desideriamo affrontarlo. Quindi se dovremo eliminare i partecipanti al party che si svolge su un tetto è meglio selezionare il killer che può lanciare i nemici. Invece se preferite fare una vera e propria carneficina, a vostro rischio e pericolo potrete utilizzare anche il maniaco con la motosega, il quale è anche dotato di un’ abilità specifica che gli permette di eliminare un grosso numero di nemici in un area ristretta. In totale sono selezionabili cinque personaggi e per sbloccarli tutti e renderli disponibili anche negli stage precedenti, non dovrete fare altro che procedere, rovinando feste su feste. I livelli sono tutti caratterizzati da un grande numero di festaioli, solitamente sulla cinquantina, che si muoveranno in modo imprevedibile, e risultando quindi difficili da studiare. Ovviamente chiunque vi veda compiere un omicidio si precipiterà al telefono più vicino per allertare la polizia, la quale, non potrà essere eliminata facilmente. Le uniche possibilità sono colpire l’agente che vi da la caccia con una trappola precedentemente attivata, usare degli aiuti telefonici che comprendono anche dei body guard personali (e moltissimo altro) o continuare a scappare sperando che… si stanchi di inseguirvi! Queste folli situazioni sono all’ordine del giorno in Party Hard, riuscendo a rendere ridicolmente divertente anche una intelligenza artificiale che aiuta la creazione di situazioni con gente che urla, pompieri che arrivano stirando la gente in strada, infermieri che provano a rianimare i morti a pedate e tante altre situazioni che vanno viste con i propri occhi.

Ultimamente sono sempre più frequenti i titoli che adottano lo stile grafico a 8 bit e anche Party Hard non si fa scappare l’occasione proponendo un comparto tecnico incredibilmente dettagliato, nonostante i limiti imposti da pixel grandi e grossi. Le ambientazioni sono tutte diverse tra loro: potremo fare i guastafeste su tetti, yacht, fattorie, addirittura bus e metropolitane. Ci ha stupito la cura maniacale degli sviluppatori per quanto riguarda gli oggetti presenti in ogni stage; non troveremo mai delle stanze sguarnite o vuote, ma luoghi arredati con criterio e pieni di dettagli a volte insignificanti, a volte determinanti per accogliere trappole e aiuti esterni. Ci è piaciuto molto anche il comparto sonoro, soprattutto quello musicale, che presenta un nuovo pezzo ad ogni stage, senza però perdere in qualità. Doppiaggio e sottotitoli sono invece in inglese ma non comportano alcun problema visto che la storia è praticamente un pretesto.

Party Hard ci ha davvero convinti grazie al suo stile di gioco bizzarro e allo stesso tempo funzionale. Anche se l’obiettivo da portare a termine è sempre lo stesso, il modo con cui si cerca di farlo è completamente in mano al videogiocatore. L’avere a che fare con situazioni sempre differenti anche all’interno dello stesso stage, modificato di volta in volta, aumentano anche la rigiocabilità di un titolo che potrebbe sembrarvi eccessivamente complesso nelle prime partite, ma che comunque, grazie al suo humor nero esagerato, saprà farvi ridere spesso e volentieri. Ovviamente non è un gioco adatto ai patiti dei giochi stealth più puri o ai giocatori più piccoli per via di una violenza attenuata ma comunque espressa attraverso i pixel presenti. Rimane però un ottimo esempio di quello che i giochi indie possono permettersi, se programmati con stile e con la voglia di creare qualcosa di tanto estremo, quanto irrimediabilmente divertente nella sostanza.

Pro
  • – Uno stealth goliardico e bizzarro
  • – Le variazioni casuali costringono a cambiare sempre la strategia
  • – Le interazioni ambientali sono esilaranti
  • – Buona caratterizzazione dei cinque personaggi
  • – Ottima varietà delle ambientazioni
  • – Comparto tecnico notevole
Contro
  • – Una maggiore varietà dei nemici non ci sarebbe dispiaciuta
  • – La IA nemica non è mai brillante
  • – Alla lunga risulta comunque ripetitivo

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