Persona 4 Arena Ultimax – Recensione

Per la serie “Picchiaduro invecchiati bene”

Anche se può non sembrare così ai meno attenti, il mondo dei picchiaduro è abbastanza ricco e florido. Il motivo per cui saltano fuori sempre i soliti nomi è perché non è affatto semplice creare titoli che possano competere contro certi capisaldi, ma di certo c’è chi ci prova. Due dei titoli che sono stati colpevolmente dimenticati nel tempo sono stati Persona 4 Arena e il suo sequel Persona 4 Arena Ultimax.

Ora, a distanza di dieci anni dal primo episodio, ATLUS ha pensato di ridare luce all’opera di Arc System Works per portandoci la versione definitiva di queste uscite, raccogliendole all’interno di un unico pacchetto, venduto alla metà del prezzo canonico. Il loro arrivo su PlayStation 4 (e PS5 in retrocompatibilità), Nintendo Switch e PC farà felici diversi fan.

Il picchiaduro di Arc System Works torna dal passato per farsi conoscere anche dai giocatori di oggi

Storie da leggere

Le storie sono lunghe visual novel da leggere (in italiano), inframmezzate da saltuari combattimenti.

La versione di Persona 4 Arena Ultimax rilasciata in questi giorni comprende praticamente tutto quello che è uscito sotto forma di DLC, a parte alcune tracce audio di cui noteranno la mancanza solo i fan più attenti. Per il resto il gioco ha tutto quello che serve per divertire, sia per chi vuole giocare in solitaria, sia per chi vuole competere online. Nel primo caso è utile far presente che il gioco propone sia la modalità storia del primo Persona 4 Arena, ambientata un paio di mesi dal finale del JRPG Persona 4, sia la storia di Persona 4 Arena Ultimax, che si svolge pochi giorni dopo quanto visto nel primo capitolo picchiaduro. Già questo farò felici molti giocatori, ma va ricordato che la struttura della narrazione non è delle più fluide: in pratica si tratta di seguire tutta la vicenda come se si trattasse di una visual novel, con dialoghi anche molto lunghi tra i vari personaggi, incastrati in schermate parecchio statiche. Talvolta salta fuori qualche breve spezzone anime (la cui risoluzione purtroppo è rimasta ferma allo standard di 10 anni fa), ma la stragrande maggioranza del tempo lo passerete a leggere dialoghi che stavolta sono stati doppiati sia in inglese che in giapponese. Per fortuna i testi sono tutti in italiano, ma se avete comprato un picchiaduro per combattere, non troverete qui la risoluzione più immediata del vostro desiderio.

Tanti modi per combattere in singolo

Passando dal menu Storia a quello Battaglia della schermata principale, vi troverete davanti modalità molto più immediate nel farvi scendere in battaglia. La prima chiamata Arcade, dice tutto fin dal nome e ripropone gli scontri in sequenza fino al boss finale: semplice e immediata è sempre un piacere da affrontare. C’è poi la modalità attacco a punti in cui si cerca di ottenere il punteggio migliore da caricare nelle classifiche online, la modalità Versus che ci permette di affrontare un avversario a nostra scelta guidato dalla CPU o di combattere contro un secondo giocatore in locale, e infine c’è la modalità Golden Arena, probabilmente la più riuscita. A conti fatti possiamo considerarla una modalità Survival, in cui si affrontano nemici in sequenza recuperando solo una parte dell’energia persa, ma la sua particolarità è che dopo le vittorie otterremo anche punti esperienza e faremo salire di livello il nostro personaggio, potendo scegliere di investire i punti ottenuti in diverse statistiche come forza, magia, resistenza, agilità e fortuna. Il bello è che anche se si perde e non si riesce a completare uno dei percorsi scelti all’inizio, il personaggio che abbiamo utilizzato mantiene il livello e le competenze raggiunte, comprese alcune abilità che scimmiottano il meccanismo dei Social Link visti nell’originale JRPG. Scegliere di far salire di livello tutti i protagonisti è un ottimo modo per trovare il proprio preferito e, allo stesso tempo fare pratica con le tante dinamiche che il gioco propone.

Imparare a combattere con i Persona

Iniziare subito a combattere è sempre un’ottima scelta, specie se si ha già un po’ di esperienza con il genere, ma passare in rassegna la sessantina di lezioni che propone il tutorial farà bene a chiunque. Qui infatti vengono spiegate le tante possibilità di movimento che comprendono parate aeree, scatti, difese perfette e anche eliminazioni istantanee, nel caso vadano a segno le mosse più potenti. Oltre a ciò però bisogna familiarizzare anche con la doppia natura dei nostri personaggi, che possono colpire in modo debole e potente attraverso due pulsanti frontali, ma che possono chiamare in aiuto anche i loro Persona per effettuare colpi di altrettante intensità. Se però l’avversario colpisce queste entità magiche a cui loro sono legati, bloccheranno temporaneamente uno degli indicatori a forma di carta che compare sotto alla barra delle energie. Questi indicatori si ricaricano, ma trovarsi senza alcuna unità, significa non poter utilizzare per un po’ i propri persona e dover rinunciare alle mosse speciali ad essi legati. Aggiungeteci che alcuni personaggi hanno più carte rispetto ad altri, che esiste un’autocombo per venire incontro ai giocatori meno esperti ma che può essere interrotta o schivata dai più abili, e una marea di varianti alle mosse speciali basi, e avrete il solito, grande gioco di Arc System Works che dimostra una profondità enorme anche dopo 10 anni di attività.

Online (molto) competitivo

Riguardo la modalità online vanno dette due cose, una positiva e una che dipende dal vostro stato mentale e competitivo. La prima è il gioco adotterà in estate il sistema di Rollback già visto per esempio nell’ultimo Guilty Gear -Strive- e in The King of Fighters XV. Si tratta di una tecnologia che diminuisce il problema del lag tra giocatori distanti, riuscendo, nel migliore dei casi, a proporre scontri che appaiono fluidi e senza intoppi, proprio come se giocaste in singolo o con un amico in locale. Attualmente i server non sfruttano ancora questa tecnologia, quindi capita di vedere scatti e problemi non proprio piacevoli, ma con un po’ di pazienza la situazione migliorerà. La seconda cosa su cui riflettere riguarda invece il fatto che, essendo questo un titolo abbastanza di nicchia, online incontrerete giocatori spietati che non hanno mai davvero smesso di allenarsi e stanno giocando fin dalla sua prima uscita del 2012. Tenetelo bene a mente quando vi troverete a combattere sulla grande rete, perché la stragrande maggioranza degli incontri sarà contro giocatori di altissimo livello.

Arte, stile e pixel

Relativamente al lato artistico e tecnico ci sono molti pregi e alcuni piccoli difetti. Partendo da questi, risulta subito evidente che Persona 4 Arena Ultimax è più una riedizione completa del gioco originale, che una vera rimasterizzazione. È vero che le arene sono state ripulite e ora sono effettivamente più belle da vedere rispetto al passato, ma gli sprite 2D dei personaggi mostrano fin da subito pixel piuttosto evidenti, soprattutto nei dettagli dei vestiti e dei Persona. Questa mancata pulizia grafica viene comunque vinta senza tanti problemi dallo stile inconfondibile della saga ATLUS, ripresa perfettamente da Arc System Works, sia nei personaggi, sia nei menu e negli elementi di contorno. La presenza di 22 lottatori diversi, che arriva a 37 grazie a molte variabili “ombra” degli stessi e adeguatamente modificati, offre da subito un scelta notevole e trovare il proprio preferito diventa una questione di gusti tanto nelle mosse speciali che possono mettere in campo, quanto di carisma e di design. Solo applausi per le musiche che accompagnano i combattimenti, con alcuni ritorni e arrangiamenti che offrono anch’essi una buona dose di fan service.

Commento finale

Persona 4 Arena Ultimax non diventò il picchiaduro dell’anno nel 2012 e non lo diventerà nemmeno questa volta, ma ciò non toglie che porti con sé una qualità invidiabile. Il modo in cui sono raccontate le due storie non è invecchiato bene e, nonostante la traduzione in italiano dei testi, troverà un buon riscontro solo tra i fan più devoti che desiderano scoprire come si sono evolute le relazioni tra i protagonisti. Gli altri avranno però da divertirsi con le modalità offline, specialmente con l’Arcade e con la Golden Arena, con le sue dinamiche fatte di level up e sfide sempre più toste. L’online andrebbe considerato solo dai più esperti, ma già così, con 22 personaggi totalmente diversi e altre 15 versioni ombra comunque diversificate, c’è parecchia carne al fuoco. Considerando poi il costo piuttosto abbordabile, la bellezza del design e l’ottimo Combat System, i fan dei picchiaduro giapponesi dovrebbero dargli una possibilità, soprattutto se non hanno mai avuto modo di provarlo.

Pro
  • – Tutto lo Stile di Persona in un picchiaduro
  • – Combat System complesso ma scalabile
  • – Modalità offline numerose
  • – Nell’online arriverà il sistema Rollback in estate
  • – 22 personaggi tutti diversi più 15 versioni alternative
Contro
  • – Le due Storie sono visual novel con alcuni veloci intermezzi picchiaduro
  • – Online si trovano esperti che si sono allenati per anni
  • – La parte grafica è rimasta in larghissima parte la stessa di 10 anni fa

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