RIDE 3 – Recensione

Chi pensa ai racing game generalmente pensa alle corse su quattro ruote. Da anni però l’italianissima Milestone dimostra la sua passione per le moto proponendo uscite che percorrono tutte le sfumature di questo mondo. La somma videoludica di questo amore culmina con Ride serie nata per permetterci di collezionare mezzi effettivamente in commercio ed elaborarli per renderli più performanti e in grado di competere a gare di livello sempre più alto. Questa meccanica che molti sintetizzano definendola “alla Gran Turismo”, in Ride 3 tocca il punto più alto della serie e, per quanto ci riguarda, dell’intera produzione Milestone.

I motivi per cui Ride 3 convince dopo pochi istanti sono parecchi. Il primo, come già accaduto con MotoGP 18, è che stavolta l’Unreal Engine 4 che è andato a sostituire il precedente motore usato dagli sviluppatori, rende molto più piacevole domare le moto proposte. La fisica gioca un ruolo fondamentale in un titolo come questo e la gestione dei pesi diventa fondamentale sia durante le frenate, sia durante gli spostamenti in sella mentre si piega in curva. Grazie al vasto catalogo di moto proposte e senza andare ancora ad approfondire il discorso relativo ai modelli di una stessa categoria, è facilissimo accorgersi della differenza che intercorre per esempio tra una Supermoto e una Naked, senza nominare la categoria delle Superbike. Vi basterà iniziare una delle quattro “patenti” disponibili nella carriera per vedere come vengono gestiti questi aspetti, obbligandovi anche a cambi di guida e ritmo in base alla classe su cui sarete e al tipo di tracciato su cui vi muoverete.

Dopo esservi fatti un’idea, iniziando la carriera vera e propria vi accorgerete di essere entrati in una sorta di showroom virtuale che vuole raccontarvi i mille modi di vivere e guidare una due ruote. Questo effetto deriva da una serie di riviste divise su sei livelli di difficoltà che andranno scalati dal basso e che si sbloccheranno attraverso le stelline che potrete conquistare vincendo gare. Ognuna di queste riviste digitali vuole raccontarvi una speciale classe di moto, facendovi correre un minimo di 5 gare con una o più mezzi, in base a quelli che avrete nel garage. Una vi verrà regalata per iniziare, insieme a 10.000 crediti, ma già prendendo l’oro nei diversi test drive, potrete sbloccare la moto con cui li avrete affrontati. Il menu è semplice e intuitivo, pur dimostrandosi elegante e vi segnala subito quale rivista potrete iniziare a giocare in base al possesso di almeno una moto specifica. Nel caso non ne aveste una niente paura perché il concessionario aspetta solo voi.

Le moto che Milestone ha inserito in Ride 3 sono oltre 200 già nel gioco base, permettendo a tutti di cavalcare il mezzo che molti di noi usa tutti i giorni, così come mostri derivati dalle versioni da MotoGP. Insieme all’eccellente modellazione poligonale, che spicca soprattutto grazie all’ottimo modalità fotografica, vanno segnalate tutte le modifiche strutturali che si possono installare, andando ad arricchire i settaggi relativi alla personalizzazione dell’assetto, oltre ad intervenire sulla potenza erogata. Ci sono marche reali e componenti di vario tipo che, insieme alle livree personalizzabili, vi faranno giocare con questo aspetto tanto amato in questo genere di uscite. Inoltre, altra cosa da non sottovalutare, ogni mezzo avrà una descrizione accurata che vi permette di conoscere meglio il capolavoro d’ingegneria che starete per guidare, aumentando la percezione di stare davvero sfogliando un enorme catalogo giocabile. Tutto ciò è poi personalizzabile con le ormai classiche personalizzazioni alla giocabilità che coinvolgono aiuti alla guida e vari livelli si simulazione fisica, da quella più arcade e permissiva, a quella più spietata che potrebbe farvi cadere anche solo accelerando in modo inappropriato.

La carriera monopolizzerà la vostra fame di due ruote, con gare che si susseguono una via l’altra senza il bisogno di qualificazioni o giri di prova come accadeva in MotoGP18. La fluidità si riscontra quindi anche nel ritmo di gioco, con un continuo cambio di moto e strade, che vi porterà a correre ogni gara in uno dei 27 tracciati da cui potrete scegliere da 1 a 4 ulteriori varianti, tra circuiti esistenti e da altri “aperti”, ispirati a location reali come Tenerife o il Lago di Garda. Se però volete correre in completa libertà, magari sperimentando le modifiche effettuate ad un mezzo specifico, potrete sempre buttarvi sulla corsa veloce o su modalità secondarie ma sempre apprezzate come i Time Attack. Nelle gare standard va detto che il comportamento dell’IA avversaria non vi colpirà particolarmente per via di piloti che tentano dei sorpassi anche tra loro, ma che non danno mai l’idea di ostacolare davvero il giocatore. Il ruolo più grande in questo caso deriva dalla pura potenza della moto che cavalcano, mostrandosi quindi più o meno veloci, ma non particolarmente interessati a chi corre tra loro. Se vorrete bypassare questo problema (che comunque si supera abbastanza facilmente se si chiude un occhio e si agisce sulla difficoltà relativa) potrete dedicarvi alle sfide online che si suddividono tra gare dirette contro altri giocatori in contemporanea e altre che si svolgono in modo asincrono, con il confronto dei tempi su sfide proposte settimanalmente da Milestone stessa. Non sempre sono garantite corse con i giocatori al completo – e in quel caso subentra la CPU nei posti lasciati vuoti – ma il divertimento è assicurato grazie ad una buona stabilità generale.

Essere l’ultimo titolo rilasciato dopo essere passati all’Unreal Engine ha permesso a Ride 3 di essere il più rifinito in tutti gli aspetti. La fluidità e la pulizia grafica sono finalmente elevati, con qualche elemento a bordo pista ancora migliorabile, ma con una fluidità che su console standard si assesta senza problemi sui 30fps. Se disponete di una console mid-gen il discorso migliora ulteriormente, con la possibilità di scegliere se puntare tutto sulla qualità del 4K o spingere sulla fluidità che, in questo caso arriva ai 60fps. Questo aggiornamento a schermo è il nostro preferito perché saprà regalare emozioni davvero forti nel caso si scelga di guidare con la visuale “interna” attiva, in cui il rombo viene attutito dal casco e la visuale si sposta seguendo la testa del pilota, offrendo un’esperienza difficile da gestire ma sicuramente d’impatto.

La più grande macchia in questo comparto si dimostra ancora una volta la caduta del pilota, troppo “manichino” e poco umano. Sarebbe bastato far portare le braccia a copertura del torace per evitare di vedere il nostro disteso a terra con gli arti in avanti, come se avesse ancora il manubrio tra le mani. La parte audio non fa grande sfoggio di musica, ma si rifà con i motori delle moto, tutti molto diversi tra loro in base al modello che starete guidando. Non conoscendo tutti i 230 mezzi non saprei dirvi quanto rispecchino fedelmente le controparti reali, ma la registrazione sembra di qualità, specie quando si ascoltano i rombi più potenti e tirati. Ottima infine la localizzazione dei testi che, provenendo da una software house italiana, nasce in originale già localizzata e quindi non dimostra mai problemi di traduzione. Il poco doppiaggio presente che accompagna principalmente i filmati è anch’esso molto valido.

Ride 3 è uno dei migliori lavori di Milestone degli ultimi anni: dimostra la loro passione unendola però ad un comparto grafico e tecnico non perfetto, ma sicuramente migliorato rispetto a MotoGP18 che comunque ha solo sei mesi sulle spalle. La quantità di moto, tracciati e di gare da affrontare in modalità Carriera sono poi quello che ogni appassionato ha sempre desiderato, unendo il desiderio di collezionare moto bellissime a quello di elaborarle per renderle ancora migliori. Chiunque ami il mondo delle due ruote potrebbe amarlo molto più di altre uscite recenti di questo sviluppatore, fosse solo per il fatto che, come il Gran Turismo d’annata, propone anche mezzi da tutti i giorni che possono essere elaborati e migliorati; un elemento che, con una carriera ben fatta come questa, rende facilissimo ritrovarsi a macinare chilometri e gare senza nemmeno accorgersene.

Pro
  • – Guidabilità ben ricreata
  • – 230 moto davvero diverse
  • – 27 tracciati tra ufficiali e aperti
  • – Carriera eccellente
  • – Online funzionale
  • – Bello da vedere e da giocare
Contro
  • – IA poco reattiva verso il giocatore
  • – Cadute ancora troppo rigide
  • – I tracciati “aperti” sono comunque chiusi

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