Sniper Elite 5 – Recensione

Sniper Elite 5 arriva a diversi anni di distanza dal precedente capitolo ambientato in Italia. Ora lo scenario bellico di questo “simulatore di cecchino” è la Francia del 1944 ma il nuovo gioco di Rebellion rimane fedelissimo alle sue origini e ci propone anche questa volta uno stealth game che non preclude la possibilità di affrontare qualche sparatoria in terza persona (con veloci passaggi alla prima per colpi più precisi). Le modalità non mancano e sono anche piuttosto diversificate, seppur non tutte perfettamente a loro agio con lo spirito fondante della serie, che qui strizza l’occhio anche ad un certo Hitman.

Il nuovo titolo di Rebellion riprende il gameplay di sempre ma lo arricchisce e lo rende ancora più rigiocabile

Sniper Elite racconta da sempre la lotta degli Alleati contro l’esercito nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, mettendoci nei panni di Karl Fairburne, un cecchino che agisce dietro alle linee nemiche per smantellare la minaccia del Terzo Reich. All’interno della Storia, quella con la S maiuscola, i ragazzi di Rebellion inseriscono il solito piano segreto che qui prende il nome di Operazione Kraken e che serve per impostare i diversi livelli da affrontare nella Francia occupata. Lo svolgimento è molto lineare, con missioni che si svolgono in sequenza, ma la loro messa in scena, dopo una partenza che sa di tutorial, lascia enorme libertà al giocatore.

Una delle mappe che dovremo esplorare a fondo

Come già accadeva nel terzo episodio e poi nel quarto, Sniper Elite 5 ci propone livelli open map. In pratica avremo mappe davvero grandi da esplorare per portare a termine gli obiettivi principali e nel frattempo veder saltare fuori molti secondari. Ci troveremo in campagne aperte, in fabbriche, nei pressi di castelli meravigliosi, così come paesi arroccati su una penisola: tutte ambientazioni giganti che sarà un piacere esplorare con calma e circospezione. Trovare un posto rialzato per guardare attraverso il binocolo e iniziare a marcare i nemici diventa prestissimo fondamentale, anche se bisogna mettere in conto che spesso molti soldati rimangono nascosti da qualche copertura e necessitano un approccio più “personale”. In questo torna utile la concentrazione, abilità che permette di evidenziare i nemici per alcuni secondi, compresi quelli nascosti, ma solo se siete loro piuttosto vicini.

I fiori non sono considerati “erba alta” e quindi il nemico ci sta per individuare

Pensare di giocare Sniper Elite 5 in modo aggressivo è assolutamente possibile, ma bisogna considerare che ogni colpo sparato sarà udito a distanze diverse, anche quelli silenziati che quindi non diventano automaticamente irrintracciabili. I coni visivi dei nemici sono buoni già a difficoltà media, con quelli di vedette e cecchini nemici che possono avvistarvi anche da molto distanti, oltre a infliggere danni sanguinanti che consumano in fretta l’energia, ben oltre il danno del singolo proiettile, a meno che non ci si curi un fretta. Tutto questo per dirvi che se è vero che colpire i nemici da distanze siderali dà un sacco di soddisfazione, anche grazie alla rinnovata, dettagliatissima e cruentissima Kill Cam a raggi X, ci sono un sacco di modi per agire indisturbati, dall’equipaggiamento non letale che comprende mine e proiettili con la punta in legno, fino alla possibilità di mettere a nanna i cattivi invece che pugnalarli a morte. Se vi state chiedendo perché mai dovreste farlo, visto che un soldato stordito può essere svegliato dai compagni, la risposta sta unicamente nei punti esperienza extra che potrete fare vostri alla fine della missione in base al numero di soldati ancora ko. Questo approccio pacifista permette comunque di nascondere i nemici in speciali casse che li rendono così irrintracciabili per quelli che rimangono di ronda.

Il cannone di quella base crea un forte rumore che possiamo sfruttare per rendere inudibili i nostri colpi

I livelli diventano presto enormi parchi giochi in cui l’esplorazione diventa importante per molti motivi. Oltre a scoprire documenti che possono attivare ulteriori missioni secondarie, avrete almeno un bersaglio da eliminare e una richiesta che indica un modo speciale per farlo fuori, la quale vi ricompenserà con una nuova arma che si aggiungerà al vostro arsenale. Potrete poi trovare differenti punti d’ingresso da cui iniziare la missione nei tentativi futuri e diversi tavoli da cui modificare le armi e che aggiungono sempre un nuovo componente alla vostra scelta. Tutto questo può funzionare solo grazie ad un level design grandioso che, specialmente dalla seconda missione, rende davvero speciale ogni approccio alla mappa. Senza andare a scomodare mappe avanzate, già la prima propone un paesino sul mare con tanto di chiesa e albergo, con bunker sulla spiaggia, cannoni per la contraerea nell’entroterra, varie fattorie, un frutteto una base nemica e una base con una grande postazione radio che sarà anche il vostro obiettivo principale. Poi sceglierete voi se farla saltare piazzando cariche esplosive sui pilastri, piuttosto che entrare nella struttura e disattivarla dall’interno per un approccio più furtivo ma sempre efficace.

La personalizzazione è estrema anche nelle regole e nelle dinamiche di gioco

Sniper Elite 5 è uno stealth game che chiede molto al giocatore ma che gli permette comunque di approcciarlo nel modo che preferisce. Questo concetto è chiarito benissimo dalle tantissime personalizzazioni con cui potrete piegare il gameplay. Potremo modificare molti parametri che vanno dalla precisione della fisica del proiettile, includendo la sua caduta ed eventualmente lo spostamento orizzontale causato dal vento, così come le capacità più o meno elevate dei nemici di reagire alle vostre azioni, sia nelle fasi di combattimento, sia quando vedono qualcosa che non va. Dal punto di vista dell’IA ho notato alti e bassi, con situazioni in cui i soldati continuavano ad entrare da una porta per poi essere messi fuori combattimento, fino ad accerchiamenti che mi hanno obbligato a cambiare posizione per evitare il fuoco incrociato. La personalizzazione è enorme e, oltre all’esperienza di gioco generale, coinvolge anche la modifica delle armi con canne, caricatori, silenziatori, grilletti, mirini, impugnature e molte altre caratteristiche che offrono sempre pro e contro molto chiari, aumentando per esempio la gittata o il danno, ma anche il rumore prodotto allo sparo. Aggiungeteci proiettili subsonici, perforanti, a lunga gittata, oltre a quelli non letali, e avrete un sacco di possibilità per vendere cara la pelle.

La modalità sopravvivenza è un piacevole diversivo all’azione stealth della campagna

Fin qui vi ho parlato unicamente della modalità per giocatore singolo. Onestamente credo che approcciare in solitaria un titolo come questo sia il modo migliore, ma se volete, sappiate che potrete affrontare ogni singola missione anche in cooperativa con un altro giocatore online, compresi ovviamente gli amici. Il ritmo investigativo e stealth molto probabilmente si romperà presto, ma per farsi quattro risate rigiocando qualche missione già finita in solitaria, questa coop è assolutamente perfetta. Se vi appassiona la cooperativa a ondate e volete abbandonare per un po’ le dinamiche stealth c’è poi la modalità sopravvivenza che chiama in causa fino a quattro giocatori che devono difendere diverse postazioni dall’assalto nemico. Le mappe per ora sono solo tre, ma si rifanno ad aree viste nella campagna principale e propongono quattro diverse linee di difesa su quattro obiettivi ciascuna, da sbloccare completando quella precedente. Utile per sparare senza pensieri, questa modalità condivide l’esperienza con il personaggio della campagna, quindi potrete salire di livello e sbloccare abilità, gadget e quant’altro, anche giocando a questa modalità secondaria.

Una delle poche invasioni in cui abbiamo trovato il giocatore che impersonava il povero Karl

Per chi cerca la competizione contro altri giocatori, ci sono poi due scelte. La prima è un classico deathmatch che può essere a squadre, tutti contro tutti o su due diverse parti di mappa invalicabili in cui l’unico modo per vincere è colpire dalla distanza i giocatori dell’altra squadra. Le modalità funzionano, ma ci sono molti altri giochi che propongono questa possibilità in modo migliore. In più ritrovarsi tutti a fare camping non incrocia minimamente il mio concetto di divertimento, ma qui si va sui gusti personali. Diversa la modalità Invasione che permette di entrare nella campagna di un giocatore nei panni di un cecchino dell’Asse. La grandezza delle mappe che normalmente è un enorme pregio, in questa modalità diventa un problema perché il giocatore potrebbe essere ovunque. Se viene avvistato da altri soldati la sua posizione compare sulla mappa, così come l’uso di particolari telefoni può offrire indicazioni sia al giocatore invaso che all’invasore, con anche la possibilità di piazzare trappole esplosive su queste stazioni, ma ci sono state partite in cui non ho mai visto la spia alleata, altre in cui tutto si è risolto in pochi istanti perché la spia si è fatta notare dalle truppe dell’Asse e io ero casualmente nel posto giusto al momento giusto e altre in cui ho vinto solo perché l’invaso è stato fatto fuori dai soldati mossi dalla IA. Francamente non mi ha detto molto, ma io detesto le invasioni (che per fortuna si possono bloccare dalle opzioni) e questo sistema non mi aveva convinto granché nemmeno in Deathloop, dove comunque era strutturato molto meglio grazie a mappe più piccole.

Le missioni in coop partono con le migliori intenzioni, ma poi finiscono sempre così

Il lavoro svolto da Rebellion sul questo nuovo capitolo è sicuramente buono, ma non mancano momenti altalenanti in qui qualcosa va storto nell’aspetto grafico. Ho visto nemici incastrarsi nel terreno, muretti invalicabili accanto ad altri identici su cui basta premere un tasto per scavalcarli e altre stramberie che non rovinano l’esperienza ma che spezzano un po’ a sorpresa il coinvolgimento. Le animazioni non sono sempre collegate al meglio, eppure il gioco riesce a divertire se giocato nella giusta ottica. Il level design delle aree è fenomenale, con alcune di esse che risultano intricate ma anche estremamente adattabili all’approccio del giocatore, grazie a passaggi di ogni tipo. Il lavoro svolto è incredibile anche per quanto riguarda il design generale che riesce e riprodurre ambienti diversissimi senza dimenticare i dettagli. La distruttibilità ambientale è quasi nulla, ma parlando di un gioco prevalentemente stealth, almeno nella sua modalità principale, ci si può passare sopra. Riguardo la componente audio, il suono delle armi e dell’ambiente è riprodotto con grande attenzione, le musiche entrano in campo senza strabiliare, mentre il doppiaggio stavolta è unicamente in inglese, sottotitolato in italiano. Spiace constatare questa scelta visto che il quarto capitolo, specialmente nella parte di Karl Fairburne, aveva un doppiaggio molto valido. Infine, per i possessori di console next-gen, Sniper Elite 5 offre con una risoluzione che raggiunge i 4K ma che si adatta alle varie situazioni pur di consentire l’uso costante dei 60 frame per secondo. I caricamenti sono invece rapidissimi per avviare una missione (questione di pochissimi secondi) e il Dual Sense su PS5 fa un buon lavoro sia con i grilletti adattivi e la resistenza che offrono in base all’arma usata, così come per le vibrazioni che rimandano anche il battito cardiaco aumentato durante le azioni più concitate.

Disattivare allarmi con le fucilate non è il massimo, ma funziona… a patto che ce ne sia solo uno…

Sniper Elite 5 non è così diverso dal capitolo che l’ha preceduto, eppure i passi avanti sono stati notevoli. Oltre alla componente grafica e tecnica che inciampa qua e là ma che rimanda comunque un ottimo feeling grazie ad ambientazioni meravigliose, è stato ampliato il ventaglio di possibilità date al giocatore per agire in modi diversi, aumentando la rigiocabilità generale. Alcune situazioni ricordano Hitman (pur senza tutta la questione dei travestimenti), così come altre chiamano in causa i ricordi di uno Splinter Cell o alcune soluzioni alla Metal Gear. Nomi importanti su cui questo nuovo capitolo di Rebellion non sfigura affatto, specie se si guarda la sua modalità principale in singolo. Tutte le ulteriori modalità, compresa la campagna Coop, andrebbero prese in considerazione come semplice diversivo, per non rischiare di contaminare il gameplay di un gioco in cui essere metodici e pazienti. Anche perché se si chiama Sniper Elite, un motivo ci sarà…

Pro
  • – Campagna varia e rigiocabile
  • – Mappe molto grandi
  • – Ottimo level design
  • – Fisica del proiettile
  • – Grandissima personalizzazione
  • – Tante modalità
Contro
  • – Qualche bug grafico
  • – IA nemica non sempre adeguata
  • – Alcune modalità verranno abbandonate presto
  • – La solita missione bonus a pagamento fin dal day-one

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