Splatoon 2 – Recensione

Alla faccia di chi pensava che la casa di Kyoto fosse solo platform e giochi di kart, oltre che chiusa al mondo dell’online, Splatoon arrivò come un fulmine a ciel sereno. Il suo stile, i suoi personaggi, le sue armi e soprattutto il suo originale concept, ricordava una partita di paintball per via della vernice sparata, così come un’allegra sfida con le pistole ad acqua. Per farla breve, il gioco riuscì ad accalappiare anche chi solitamente detesta i classici sparatutto online, permettendo allo stesso tempo di allestire sfide serrate e molto più tecniche di quanto si possa pensare. Se tutto questo rese celebre la nuova IP Nintendo, con Splatoon 2 si è voluto creare un seguito che possa aggiungere e modificare diversi elementi, senza però toccare l’anima festaiola e trasgressiva che lo caratterizza. Spoiler alert: impresa riuscita

Negli ultimi due anni sono cambiate alcune cose a Coloropoli, anche se la sostanza è più o meno sempre la stessa. Le Sea Sirens Stella e Marina sono state rimpiazzate da Alga e Nori, la piazza cittadina è un po’ diversa da come la ricordiamo e sono comparsi alcuni nuovi personaggi che ci vogliono aiutare a diventare “tipi davvero in gambero”. Dall’hub principale potremmo scegliere di buttarci subito nella grande porta che ci conduce alla lobby per le partite multigiocatore online.

Se conoscete le dinamiche e non vedete l’ora di salire di livello e guadagnare monete per acquistare i vestiti e gli equipaggiamenti che man mano si sbloccheranno ogni volta che porterete a casa un livello in più, questa è la scelta da fare. Se invece siete un Inkling alla prima esperienza e volete prendere confidenza con Splasher, Rulli e Secchiostri, vi conviene seguire quella figura con l’ombrello che scompare in un tombino non appena vi avvicinate.

Scoprirete che questo sfuggevole personaggio altri non è che Marina, una delle Sea Sisters che sta cercando di recuperare la sua collega scomparsa. In altre parole, entrando nel tombino, avvierete la componente single player di Splatoon 2, strutturata da una serie di livelli da attraversare usando l’inchiostro della vostra arma, la vostra abilità di diventare un veloce calamaro e una buona dose di riflessi misti ad ingegno, specie negli stage più avanzati.

Ad aspettarvi ci saranno cinque “mondi” con un numero variabile di sfide da superare, diversi collezionabili da reperire e un sacco di octariani da splattare. Non mancheranno nemmeno i boss di fine mondo ad aspettarvi, un po’ come succedeva già nel primo capitolo. La grande differenza sta però in una maggiore varietà di situazioni, dovute anche alla presenza di più armi che vi verranno affidate durante il vostro peregrinaggio. Ciò significa che ogni stage per essere davvero archiviato, dovrà essere completato con tutte le nove armi che pian piano vi verranno affidate. Un inutile ripetizione di stage già completati? Non proprio, perché se sulle prime la differenza sempre poca, proseguendo vi accorgerete che affrontare uno stage con un Rullo, quando questo era stato pensato per uno Splasher a carica (una sorta di fucile di precisione), richiederà rischi e approcci molto diversi.

Per certi versi la modalità single player di Splatoon 2 è stata arricchita parecchio. Non è solo questione di avere più modi per completare gli stessi livelli, ma anche della loro realizzazione spicciola; gli elementi interattivi con cui potremo agire sono tanti e spesso caratterizzano solo uno degli stage. Correre sulle rotaie mentre si spara a nemici volanti, srotolare dei tappetoni colorati necessari per passare, o combattere su piattaforme sospeso contro dei grandi missili spara inchiostro, sono tutte variabili che stimolano il giocatore in modi simili ad un platform di qualità, mantenendo però il focus sull’azione frenetica di uno sparatutto in cui conta anche una buona mira.

Per essere un gioco dedicato principalmente al multigiocatore online, questo antipasto single player è davvero molto ricco. A voler essere pignoli, vista la portabilità di Nintendo Switch, spiace constatare la mancanza di match offline contro la CPU, possibilità che avrebbe permesso di giocare le modalità competitive anche quando non si possiede una connessione. Alcuni livelli per giocatore singolo hanno degli avversari che sono in tutto e per tutto Bot, quindi è strano non poterli affrontare anche nelle modalità apposite.

Passando al comparto multigiocatore online, anche provandolo in anteprima abbiamo trovato una community bella attiva. Pur mancando ancora la grossa fetta di pubblico che arriverà sui server dal day-one in avanti, abbiamo potuto giocare parecchie partite, scoprendo che tutto quello che ha fatto la fortuna del primo capitolo è ancora al suo posto, seppur rivisto sia nelle armi, sia nelle mappe. Queste, tanto per cominciare saranno inizialmente otto e si alterneranno ogni due ore, suddividendosi tra partite amichevoli, Partite Pro e Partite di Lega.

Le prime saranno le uniche che potrete affrontare all’inizio e offriranno unicamente la modalità Mischie mollusche, quella in cui vince la squadra che avrà colorato più terreno di scontro al termine dei 3 minuti. Per partecipare alle partite Pro bisogna invece essere almeno di livello 10, così da potersi affrontare in tre diverse modalità tra zone da controllare, torri in movimento e Bazookarp che rappresenta una sorta di cattura la bandiera in cui l’oggetto da riportare alla base è una potente arma. Ricevendo una valutazione di almeno B- nelle partite Pro si sbloccheranno le partite di Lega che invece richiedono di affrontare i match insieme ad almeno un amico o, ancora meglio, con una squadra di amici al completo.

Ogni modalità di Splatoon 2 funziona e intrattiene, anche grazie ad una serie di mappe molto ispirate che nascondono una serie di passaggi più o meno alternativi con cui potrete colorare molto vicino alla base avversaria (sempre che non vi eliminino prima). Ci sono torri opposte legate da una strada a zig zag, ci sono centri sportivi, aree portuali e addirittura un palco in attesa di un concerto. Per le prime ore si tratterà solo di colorare, ma anche affrontando partite su partite che si andranno a concentrare su sole due mappe per volta, la voglia di affrontare lo scontro e di scoprire qualcosa di nuovo su queste aree, è sempre molto forte.

Questa voglia di continuare a combattere deriva anche dalle armi che potremo usare. Le vecchie glorie ritornano in tutto il loro splendore (anche se hanno subito qualche piccola variazione che arricchisce il loro impatto strategico), ma non si contano le novità che potremo ottenere migliorando sempre più. Ad aerografi, secchi e gatling sparacolore, si aggiungono ombrelli e repolper duplo, con abilità esclusive che variano l’esperienza e le contromosse da usare quando ci si imbatte in un avversario. Ad esse sono poi legate bombe assortite e supermosse completamente inedite che mescolano le carte e rendono le battaglie una vera apoteosi di inchiostro e ribaltamenti di fronte.

Entrare in possesso di questi strumenti richiede monete di gioco, ma non vanno sottovalutati nemmeno un adeguato equipaggiamento comprensivo di scarpe, indumenti e accessori per la testa. Oltre all’estetica si deve fare in conti anche con il numero di abilità che possono nascondere, ma se quelle che saltano fuori non fossero di nostro gradimento, ecco che in Splatoon 2 ci viene in soccorso il personaggio di Echino che si premura di distruggere le abilità che non ci servono, per creare frammenti da usare per costruirci quelle che invece vogliamo. Un sistema che riprende le idee già viste in molti altri giochi, ma capace di dare uno scopo anche dopo aver raggiunto il livello 30 e aver sbloccato tutti i set di armi disponibili al day-one.

Gli equipaggiamenti principalmente si comprano nei vari negozi, ma c’è un modo tutto nuovo per ottenere premi. Sto parlando della nuovissima modalità Salmon Run, la rivisitazione in chiave Inkling dell’Orda vista in una marea di sparatutto online, primo tra tutti Gears of War. In giorni specifici visionabili dal menu di gioco, si aprirà la bottega di Ursus, il proprietario della Ursus & Co. che vi metterà alla prova contro i Salmonidi. Questa nuova razza di nemici sarà presente unicamente su due diverse mappe completamente differenti da quelle giocabili nella parte competitiva. I nemici che incontrerete in questa modalità cooperativa fino a quattro giocatori avranno la pessima abitudine di scagliarvi contro sette diversi miniboss che, una volta distrutti, lasceranno sul terreno delle uova d’oro. Queste saranno il vostro biglietto per il successo visto che, riportando alla base il numero minimo richiesto, potrete passare all’ondata successiva.

Le ondate saranno in tutto tre ma la varietà è garantita dalla presenza di variabili climatiche dell’area stessa come nebbia o alta e bassa marea, così come dall’apparizione casuale dei Salmonidi che vi verranno contro. Portare a termine l’impresa vi frutterà punti che si aggiungeranno ad un contatore, il quale, ad ogni centinaio di punti ottenuti, vi offrirà un premio da ritirare davanti alla lobby. L’aver inserito una nuova possibilità di combattere contro dei nemici nuovi di zecca è grandiosa e sa coinvolgere anche se non si conoscono gli altri partecipanti. Inoltre la comunicazione tra membri della squadra funziona anche con le due frasi preimpostate sulla croce direzionale, dimostrando che alla fine ci si può coordinare benissimo anche con quello che da molti sarà visto come un limite.

Ad ogni modo Splatoon 2 è il primo gioco a beneficiare dell’App per smartphone che ci permetterà di raggiungere amici per giocare, di chattare vocalmente con loro e, in questo caso, di effettuare acquisti online, utilizzando sempre e comunque la moneta di gioco. Purtroppo nel momento in cui abbiamo creato questo video non era ancora possibile testare questa misteriosa applicazione, ma contiamo di farlo al più presto per potervi poi dare un nostro feedback.

Come già successo con il primo capitolo, anche Splatoon 2 trasuda stile a non finire, facendo assomigliare le aree di scontro a dei gioiosi parchi giochi, a dispetto delle tremende batoste contro cui potreste incorrere. Non ci sono rallentamenti di sorta, l’effetto inchiostro risulta perfetto e la prontezza dei comandi è eccellente. Personalmente ho disattivato i sensori di movimento perché preferisco le levette analogiche, ma chi li vuole utilizzare non avrà difficoltà. Il comparto grafico si dimostra quindi più che valido, con personaggi e nemici studiati ad arte per impressionare in positivo. Purtroppo dispiace constatare la totale assenza di un qualsivoglia Split screen per due giocatori sulla stessa console. Chissà se sarà ripristinata in futuro attraverso uno dei tanti aggiornamenti che Nintendo ha promesso per un anno o se invece è stata totalmente eliminata poiché scarsamente utilizzata… Nulla da dire infine sul comparto audio, che si dimostra eccellente anche questa volta grazie ad un insieme di versi, di suoni e di musicalità che accompagna perfettamente la natura della produzione. Anche stavolta vi troverete con dei motivetti in testa senza nemmeno accorgervene.

Splatoon 2 è un perfetto sequel. Amplia le dinamiche già viste nel predecessore, aggiunge la divertente modalità Salmon Run, perfeziona le armi presenti e rende maggiormente personalizzabile il proprio equipaggiamento. Avviare una partita non è stato problematico nemmeno durante il nostro periodo di prova, accentuando la sensazione che fossi già in tanti a divertirci nelle nuove e riuscite mappe. Dispiace trovare qualche impedimento di troppo (perché tra una partita e l’altra non posso cambiare il set di armi senza abbandonare il gruppo?), così come vedere la mancanza dello split screen o l’assenza dei bot, ma paragonati all’esperienza che ci aspetta nella sua interezza diventano problemi da poco. Chi ama gli sparatutto e ha un Nintendo Switch non può farselo scappare.

Pro
  • – Giocabilità ancora una volta stellare
  • – Online senza intoppi
  • – Single player godibile e ben sviluppato
  • – Salmon Run spassoso e vario
  • – Stile e colore a non finire
Contro
  • – Offline si gioca solo la storia
  • – Niente split screen

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