Tarnishing of Juxtia – Recensione

L’anima di un Souls Like in Pixel-art

Siete ancora incastrati nel loop di Elden Ring e non riuscite a trovare un titolo con lo stesso spirito e sfida di gioco? E se vi dicessi che il mondo Indie è sempre pronto a portare una risposta ai vostri desideri? Oggi parliamo infatti di un titolo indipendente, disponibile solamente su PC per ora, creato dai ragazzi di Actual Nerd e rilasciato da Mastiff. Si tratta di un titolo sicuramente ambizioso a metà tra un souls-like ed un metroidvania, con una pixel-art ad accompagnarlo che ricorda molto titoli come Blasphemous. Sperando di avere attirato la vostra attenzione con questa breve introduzione, allacciate le cinture perché stiamo per entrare in The Tarnishing of Juxtia.

Come anticipato in precedenza il titolo è stato rilasciato solo su Steam per ora, ma a dirla tutta lo stile di gioco potrebbe benissimo abbracciare qualsiasi console in futuro, soprattutto Nintendo Switch, ormai diventata periferica di riferimento per il mondo indie. Ma effettivamente cosa ci offre questo Tarnishing of Juxtia? A differenza dei più comuni souls-like, il titolo è molto esplicito nella sua narrazione, con un’introduzione chiara e dialoghi lungo il percorso per nulla oscuri o indecifrabili. Per quanto ne sappiamo il nostro protagonista viene riportato in via da una potente divinità, Juxtia appunto, la quale era sovrana ed adorata in tutto il regno conosciuto. Un gioco però, è stata spodestata ed i suoi adoratori si sono dispersi. La divinità ci donerà nuovamente la vita in cambio della riconquista del regno a suo nome, così da riportare ordine e pace. Lungo in nostro percorso Juxtia sarà sempre al nostro fianco apparendo nei momenti salienti e durante ogni nostra vittoria, congratulandosi e sostenendo ogni nostro passo, ma non sarà la sola. Durante il nostro viaggio avremo la possibilità di incontrare molti personaggi interessanti, i quali sapranno raccontarci le loro personali storie, ma anche quella generale del regno ormai caduto in oblio. La storia suscita interesse ed anche ben approfondita negli avvenimenti del regno, anche se manca la traduzione in lingua italiana e profonde descrizioni su armamenti ed armature come siamo stati abituati ormai nei vari souls, ma, nonostante tutto i dialoghi presenti sanno come portare avanti la curiosità nel giocatore, spingendolo a proseguire.

Per quanto riguarda il gameplay, abbiamo un ibrido tra souls-like, metroidvania ed anche RPG. Il nostro protagonista possiede una barra della vita che può essere recuperata utilizzano delle bende che potranno aumentare nel numero di usi avanzando nel gioco. Ha poi una barra del mana ed una della stamina; in aggiunta, aprendo il menù sarà possibile analizzare tutte le caratteristiche del personaggio come forza, destrezza e vigore, tutte rappresentate da un simbolo ed un colore ben distinguibile. Iniziando la partita tutte le caratteristiche saranno al livello 1, non è presenta la scelta di una classe quindi, e potranno essere incrementate a nostro piacimento nelle fontane (arriviamo anche a spiegare questo a breve). Passiamo agli equipaggiamenti, sarà possibile indossare quattro pezzi di armatura differente tra elmo, busto, guanti e schinieri, ognuno dei quali con differenti caratteristiche di protezione. Le armi equipaggiabili invece sono due, intercambiabili in ogni momento di gioco; inoltre, ogni arma ha un valore che scala su una o più caratteristiche, proprio come le classiche armi nei souls, ed ovviamente possono essere potenziate. In aggiunta, le armi possono essere di varie tipologie tra leggere e pesanti, queste ultime possono anche caricare il colpo per infliggere una quantità ingente di danni. Essendo presente una barra del mana, il nostro protagonista può anche lanciare diversi incantesimi, ma potrà equipaggiarne solamente due per volta; sarà quindi cruciale la scelta della nostra build, tenendo a mente che il mana viene recuperato con il tempo e non tramite consumabili. Altro importante elemento della build sono i gifts: questi possono essere associati ai talismani, ovvero offrono alcune abilità per lo più passive, ma decisamente cruciali per il nostro protagonista. Ultimo, ma non meno importante è un dono unico che ci viene fornito alla sconfitta di ogni boss, questo è effettivamente un’abilità da usare in combattimento che può essere caricata solamente se si colpisce un nemico più volte in combo. Nella parte bassa dello schermo è infatti presente una barra che va a riempirsi durante le combo in combattimento attivando la reliquia del boss e dandoci un boost temporaneo a mana e stamina.

Nell’unire tutti questi elementi di gameplay, bisogna ammettere che il sistema di combattimento funziona benissimo una volta che ci si è presa la mano, dato che utilizziamo solamente un pulsante per attaccare e la velocità di esecuzione cambia unicamente in base all’arma scelta. Inoltre, come ogni souls-like che si rispetti possiamo eseguire una capriola per schivare attacchi nemici ed avere qualche frame di invincibilità. Oltretutto, il numero di armamenti e armature è veramente vasto, dandoci la possibilità di creare varie build, dato che inoltre ogni arma può essere potenziata fino a tre volte incrementando il suo potere. Sottolineando ancora la similitudine con le opere souls, va considerato che ogni nemico sconfitto ci darà una valuta di gioco da spendere per livellare in nostro personaggio oppure fare acquisti dai mercanti; se verremo sconfitti le nostre “anime” rimarranno del punto di morte e potremo andare a recuperarle, se falliremo queste verranno perse per sempre. Al contempo i nostri “falò” sono rappresentati da fontane nelle quali potremo lavare le nostre bene, ricaricando le nostre possibilità di cura appunto, livellare le nostre caratteristiche oppure cambiare gli incantesimi e talismani. Anche il level design delle varie mappe non è affatto da sottovalutare, con varie sezioni platforming, alcune anche impegnative, ma dalla semplice costruzione e shortcut ben posizionati quando necessario.  In aggiunta tutta l’ambientazione di gioco è decisamente notevole ed ispirata, tra varie unicità di nemici, NPC, equipaggiamenti e soprattutto boss da affrontare, curati con una pixel-art decisamente di alto livello e più che piacevole agli occhi. Piccole pecche se così vogliamo dire al sonoro, una scelta delle musiche che non entusiasma, sicuramente si avverte l’incalzare durante qualche scontro con boss importanti, ma per il resto sembra quasi essere assente. Allo stesso modo abbiamo trovato scomoda la scelta di design della mappa da consultare, molto asettica e delle volte anche scomoda da navigare.

The Tarnishing of Juxtia risulta essere un titolo convincente, specie se si pensa che è il primo ambizioso gioco dei ragazzi di Actual Nerd. È anche perfetto? No, ma si presenta come una buonissima base per progetti futuri di alta qualità. La profondità di gioco è molto più interessante di quanto possa sembrare ad un primo sguardo, come d’altronde la narrazione. Nonostante questo, in alcuni punti il titolo si presenta un po’ legnoso, mancando delle classiche dinamiche più accelerate che si trovano in diversi metroidvania. In sua difesa però, tutte le sue caratteristiche da souls-like sono nel punto giusto e cosa più importante, ci si diverte molto a giocarlo. Le sfide con i boss, tutti unici e ben curati in ogni aspetto, saranno esaltanti e non mancheranno neanche i colpi di scena. The Tarnishing of Juxtia è quindi assolutamente consigliato per un pubblico non troppo esigente che ama i titoli indie con qualcosa da raccontare.

Pro
  • – Molte build creabili
  • – Una narrazzione notevole ed interessante
  • -Livello di sfida decisamente buono
  • – Pixel-art fantastica
Contro
  • – Non presente la lingua italiana
  • – Gameplay legnoso in alcuni punti
  • – Colonna sonora non al top

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