Tekken Tag Tournament 2

La storia dei videogiochi insegna che quando non si ha il coraggio di innovare, le serie rischiano di rimanere impantanate nella sicurezza della loro formula. In altre parole, se una serie è caratterizzata da un gameplay che le ha portato fortuna e successo, la tentazione per gli sviluppatori è quella di offrire sequel che, nonostante il tentativo di inserire piccole novità qua e là, in fondo si rivelano un more of the same. Non li si può biasimare: perché snaturare qualcosa che piace? Cambiando troppo un gioco poi non sarebbe più come i fan lo vogliono. Non sarebbe più “lui”. L’altra faccia della medaglia, però, è quella di ritrovarsi con una pletora di episodi troppo simili fra loro. D’altro canto, chi cambia deve saperlo fare bene: cambiando male, le cose peggiorano. Questa è una sfida che devono affrontare tutti gli studi che si celano dietro saghe videoludiche di successo, e la sindrome degli episodi troppo simili tra loro è frequente soprattutto quando non ci si può spostare più di tanto da certi binari. Prendiamo i picchiaduro: alla fine si tratta sempre di suonarsele. Non si può innovare più di tanto, perché si tratta di un genere piuttosto chiuso. Namco questo lo sa bene, e una serie mitica come quella di SoulCalibur è già finita nel vortice da tempo con episodi che sono solo un lontano ricordo dei grandi giochi visti una decina di anni fa. Anche Tekken ha pagato pegno, e anche se la qualità è sempre rimasta alta ultimamente il calo è stato evidente: chiedete a un fan qualunque di paragonare Tekken 6 con il grandioso Tekken 3. Fortunatamente non si può dire che i ragazzi della software house nipponica non pensino ai loro fan, ed ecco così Tekken Tag Tournament 2, uno spin off che, per ammissione stessa di Namco, è stato pensato proprio per i fan della serie tenendo conto dei loro feedback.

La formula di Tekken è davvero vincente. Permette ai più esperti di snocciolare combo stratosferiche, ma è generosa anche con i principianti. Ormai lo sanno anche i muri: i quattro pulsanti principali del pad corrispondono ognuno a un arto del corpo del nostro lottatore, e sono gli unici pulsanti che serviranno per lottare. Agli altri tasti potremo quindi comodamente assegnare combinazioni scomode da eseguire (per esempio, la pressione di due tasti contemporaneamente che altrimenti verrebbe difficoltosa normalmente), e combinando questi comandi potremo eseguire prese e mosse speciali. Potremo parare semplicemente indietreggiando rispetto all’avversario e non usando un tasto dedicato (proprio come in Street Fighter), mentre i salti hanno una portata e un’importanza minima nel computo totale. Per scattare in avanti sarà infine sufficiente dare due tocchi alla direzione sul D-pad, e facendo lo stesso verso l’alto o verso il basso potremo muoverci nelle tre dimensioni (rispettivamente verso lo sfondo e verso il primo piano). Questo è quanto. Anche chi non si è mai avvicinato a un Tekken scoprirà con piacere quanto è semplice e intuitivo il sistema di controllo, che permetterà ai principianti di cavarsela discretamente già dal primo incontro e di osare qualcosa in termini di combo già dopo alcuni match. Mosse speciali e combo non troppo lunghe potranno già essere padroneggiate dopo pochi minuti di gioco, anche se (e ci mancherebbe!) solo i virtuosi che dedicano ore e ore al duro allenamento possono padroneggiare come si deve un lottatore scoprendone punti di forza e punti deboli. E questo farà felice lo zoccolo duro dei fan, che vorranno sentirsi appagati da performance di alto livello. Giocando a TTT2 si prova un grande senso di libertà e un’incredibile voglia di sperimentare tutte le possibilità offerte.

Il gameplay è tecnico come non mai, pensato per i giocatori davvero hardcore, che potranno sbizzarrirsi con prese speciali, combo più o meno lunghe e complesse, mosse per anticipare l’avversario e contrattaccare allo stesso tempo e le temutissime juggle combo: si tratta di combinazioni dove l’avversario viene scagliato in aria e ripetutamente colpito prima di toccare terra. In questo stato è completamente vulnerabile, non può difendersi e parare, ed è proprio qui che il giocatore cinico ed esperto deve infierire per dominare gli incontri. Ci vogliono tempismo e freddezza. Come se non bastasse ogni colpo ha un numero di frame che ne determina la velocità, un range specifico, e così via. Anche le arene determinano lo svolgimento degli incontri: alcune offrono muri dove sbatacchiare gli avversari e balconate frantumabili, evolvendosi così in scenari dinamici e diversi, altre presentano pavimenti instabili e che possono essere distrutti (scendendo letteralmente al piano di sotto), altre ancora uno spazio infinito dove suonarsele. Di certo, non ce n’è nessuna uguale a un’altra. A rendere il tutto ancora più ghiotto (o complicato, se volete) c’è la possibilità di combattere in due. Dopotutto, lo dice il titolo: scelta una coppia di lottatori, dovremo fare i conti anche col sistema tag e tutto ciò che ne consegue. I modi con cui potremo far entrare in scena il compagno di merende sono innumerevoli: tramite la pressione di un tasto, avverrà un tag semplice. In questo caso il nostro amico ci darà il cambio senza fronzoli, ma visto che per effettuare il cambio ci vorranno alcuni attimi durante i quali saremo vulnerabili, è una tecnica rischiosa e consigliabile solo quando l’avversario è lontano o a terra. Molto meglio eseguire una presa tag, col nostro personaggio che afferrerà l’avversario e il nostro partner che entrerà in scena per mazzuolarlo dando al contempo anche il cambio. Poi ci sono gli assalti tag, combo in cui potremo chiamare in causa il partner che ci aiuterà ad allungare una juggle per poi uscire velocemente di scena (se ben utlizzate, queste possono essere anche fin troppo devastanti). Esistono anche combo specifiche, eseguibili solo con una determinata coppia di guerrieri che hanno un particolare legame familiare o di amicizia. Per far fruttare al massimo queste tecniche dovremo inevitabilmente tener conto della “rabbia”: quando il nostro primo personaggio avrà ricevuto abbastanza legnate e la sua barra di energia sarà piuttosto bassa, la barra di energia dell’altro lottatore inizierà a lampeggiare: significherà che sta letteralmente morendo dalla voglia di menar le mani. Facendolo entrare in battaglia, a quel punto, ci permetterà di sfruttare per una manciata di secondi un maggiore potere offensivo del personaggio “arrabbiato”. La barra di energia del lottatore in panchina, poi, andrà man mano riempiendosi di nuovo (senza però mai tornare come nuova): questo ci costringerà a usare anche un buon livello di strategia e di capire con esattezza quando conviene cambiare guerriero. A chi non piacesse il sistema tag, infine, va segnalato che sarà possibile combattere con un solo personaggio: a quel punto la barra vitale del lottatore andrà riempiendosi in automatico e il lottatore entrerà automaticamente in uno stato di rabbia non appena la sua barra di energia scenderà sotto un certo livello. Giocare uno contro uno sarà equilibrato, ma potrà capitare anche di giocare con un solo personaggio contro una squadra di due: in questo caso la questione comporterà (a seconda del tipo di giocatore) sia vantaggi che svantaggi piuttosto evidenti. Ne uscirà un combattimento non propriamente bilanciato, ma è un difettuccio a cui possiamo non dare troppo peso.

Non appena iniziato il gioco, capiremo ben presto che TTT2 è stato concepito pensando a partite multigiocatore. Nella griglia delle opzioni, le modalità online, tanto per fare un esempio, vengono prima di quelle offline. Ma a quelle penseremo dopo: per prendere confidenza con i comandi sarà consigliabile buttarci dapprima sulla modalità Allenamento, dove imparare mosse speciali e combo (una marea) tramite le immancabili move list, e sulla modalità Laboratorio: qui, tramite un ridicolo espediente che vede come protagonista Violet (una versione sciroccata di Lee) e la sua azienda, dovremo superare alcune sfide utilizzando Combot, un robot lottatore: sarà l’occasione per imparare alcuni fondamentali seguendo istruzioni e suggerimenti di Violet, come movimenti, prese, juggle combo, meccaniche tag e così via. Il tutto sarà permeato da un’aura particolarmente demenziale ed esilarante. Potremo anche spendere i punti ottenuti in questa modalità per equipaggiare Combot con mosse speciali prese in prestito da altri personaggi. Una volta padroneggiati i fondamentali, potremo buttarci nelle solite modalità: Arcade, Attacco al tempo, Sopravvivenza. Va detto che il gioco non presenta nessun tipo di trama o storia, e anche completando la modalità Arcade si assiste solo a un filmato (che può essere serio o assolutamente demenziale) dedicato al personaggio in questione. Non possiamo dimenticare nemmeno la modalità Fantasma, per combattere contro avversari controllati dalla CPU di livello sempre crescente: un altro buon modo per accrescere le nostre abilità. Con amici potremo invece cimentarci in battaglie Versus, anche due contro due (ognuno controlla un lottatore), ma il meglio il gioco lo dà online: sia che decidessimo di giocare partite del giocatore o partite classificate, o di organizzare tornei e partite con amici, giocando su Xbox 360 abbiamo potuto sperimentare un ottimo matchmaking (si trovano sfidanti in pochi secondi) e un netcode generalmente stabilissimo, in grado di offrire un’ottima esperienza. Sarà pure possibile impostare filtri, e per aumentare di grado il gioco ci suggerirà di combattere contro giocatori con un livello vicino al nostro: un ottimo metodo per evitare dilettanti allo sbaraglio o nerd assetati di sangue. Inoltre, durante le attese sarà anche possibile pestare un bel Mokujin per allenarsi anziché annoiarsi. Chiudiamo con una sola delusione: la scelta di Namco di chiudere già la World Tekken Federation, un insieme di record, statistiche e dati che avrebbe fatto contenti tutti i più grandi appassionati di Tekken. Il gioco è arrivato nell’autunno 2012, è crediamo che sia un peccato aver preso questa decisione dopo solo poco più di un anno.

Qualsiasi modalità dovessimo scegliere, una delle cose da cui rimarremo più colpiti è l’incredibile roster. Trattandosi di un gioco pensato per i fan era ovvio aspettarsi qualcosa del genere, ma si rimane comunque senza fiato di fronte a una possibilità di scelta così massiccia. Praticamente tutti i lottatori mai apparsi in un torneo del pugno di ferro si sono qui dati appuntamento per dare vita a un totale di una sessantina di personaggi selezionabili. Il colpo d’occhio è impressionante. Si parte con l’immancabile e allegra famiglia Mishima: Heihachi, Jinpachi, Kazuya, Jin. Troveremo tutti i personaggi più famosi della serie, come le sorelle Williams, Xiayou, Paul Phoenix, Yoshimitsu, King, Lee, Law, Ganryu; tutte le novità un po’ più recenti come Asuka, Lili, Alisa, Marduk, Christie, Bruce, Raven, Bryan, Steve, Bob, Zafina. Senza considerare le presenze “animalesche” Kuma, Panda, Roger Jr. e Alex, e personaggi presi dagli episodi più vecchi e poi scomparsi come Ogre, Michelle e Kunimitsu. Certo, ci sono alcuni personaggi che copiano lo stile di altri e l’immancabile personaggio “mimo” che imita a turno gli stili altrui (poteva mancare Mokujin?). E incredibilmente, nonostante il numero sbalorditivo di lottatori, il roster riesce a essere abbastanza bilanciato. Sbloccando alcuni elementi e guadagnando denaro combattendo potremo anche vestire i personaggi in modo diverso scegliendo da una rosa (non molto ampia, purtroppo) di vestiti e indumenti, personalizzandoli poi con i colori che più ci piacciono e con disegni ed equipaggiamenti strambi. Alcuni di questi oggetti equipaggiabili potranno anche essere usati con una mossa speciale dedicata, quasi sempre demenziale ed esilarante, ma comunque molto lenta e che non cambia affatto il gameplay: è evidente che questa piccola novità sia stata introdotta solo per farsi quattro risate. Avremo buone possibilità di personalizzazione anche cambiando le musiche degli scenari e dei menu con un’apposita modalità.

Il comparto tecnico risponde senza dubbio a tutto ciò che chiedevano i fan: modelli poligonali dei personaggi e textures sono quanto di meglio questa generazione possa offrire, e le arene sono tutte suggestive, prese da alcuni dei posti più belli e famosi del mondo. La bellezza del comparto grafico è accentuata dalla possibilità di giocare in 3D nel caso disponeste di un televisore con questa tecnologia, di occhialini e del cavo apposito: ottima la profondità e ottimo il senso di tridimensionalità, si tratta senza dubbio del miglior 3D che abbiamo provato finora in un videogioco. Le musiche non sono da meno, con pezzi davvero strepitosi e un doppiaggio un po’ particolare: ogni personaggio parla la sua lingua. Ergo troveremo Eddy Gordo e Christie e parlare brasiliano (portoghese), Lili parlare francese e così via. Una scelta sfiziosa che non ci è affatto dispiaciuta, considerando che ci saranno ovviamente i sottotitoli pronti a tradurre per noi. In definitiva, ce la sentiamo di consigliare questo gioco innanzitutto agli appassionati del pugno di ferro che finalmente -dopo gli ultimi deludenti episodi- troveranno pane per i loro denti. E consigliamo TTT2 anche a chi non si è mai avvicinato a Tekken perché sarebbe ora di cominciare e questo gioco è quello giusto per farlo. Pazienza se manca una vera e propria modalità impegnativa per il singolo giocatore, il cuore di questo titolo è la lotta e tutto punta solo a combattere. Chi se ne importa del pretesto? Qui c’è da giocare potenzialmente all’infinito. Il gameplay immediato ma al contempo profondo non può non conquistare, così come il carisma di ogni personaggio. Come resistere a quel cucciolone di Paul? O a quel vecchio marpione di Heihachi? O all’innocente furia distruttiva di Alisa? Tekken Tag Tournament 2 è sicuramente uno dei migliori picchiaduro tridimensionali di questa generazione di console.

Pro
  • – Gameplay da manuale, battle system appagante e profondo ma al contempo immediato
  • – Comparto grafico e sonoro eccellente
  • – Un numero monumentale di lottatori selezionabili
  • – E’ così che Tekken deve essere
  • – Online ben fatto
  • – Uno dei migliori beat’em up di questa generazione
Contro
  • – Mancanza di una modalità davvero corposa per il single player
  • – La World Tekken Federation ha già chiuso i battenti
  • – I combattimenti 1 VS 2 possono rivelarsi un po’ sbilanciati e poco equilibrati

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