The Suicide of Rachel Foster

Non abbiate paura, non tutti i luoghi disabitati presentano fantasmi (?)

Oggigiorno non è poi così facile trovare un gioco ben scritto, con una storia intrigante capace di tenerti sulle spine e che sia anche un”avventura grafica con sentori thriller, in cui vuoi realmente sapere cos’è successo. In questo caso i ragazzi di One O One Games, con l’aiuto di Deadalic Entertainment ci sono riusciti, portando sul mercato la loro piccola oper chiamataThe Suicide of Rachel Foster. Il gioco è in uscita oggi, 19 febbraio e da come avete potuto capire dal titolo non è proprio una produzione adatta a bambini e famiglie.

Inaspettatamente bloccati in un hotel disabitato saremo in grado di portare luce sul caso di Rachel?

La nostra protagonista è Nicole, una ragazza ormai diventata adulta talvolt asarcastica e con uno spirito indipendente. Ha perso la madre ormai da anni e attualmente sta affrontando il lutto per la più recente morte del padre. Sua mamma, deceduta per una grave malattia terminale, sul letto di morte le lasciò una lettera da aprire solo nel momento in cui fosse rimasta sola al mondo. Proprio qui inizia la narrazione, con Nicole che legge la lettera postuma, nella quale viene descritto tutto l’amore che solo un genitore sa spiegare ed un consiglio più forte, quello di recarsi nell’hotel di proprietà della famiglia e di venderlo per lasciarsi completamente alle spalle il passato travagliato. Nicole segue il consiglio e si sposta verso l’albergo, situato in zona montuosa, per incontrare l’avvocato di famiglia con cui firmerà tutte le carte necessarie per la vendita dello stabile. Una volta giunta nel luogo però l’avvocato non è presente, lo stesso le ha lasciato un messaggio per cui a causa della tormenta che si sta abbattendo in quella località è impossibilitato a muoversi e Nicole per gli stessi motivi non è più in grado di lasciare l’hotel. Durante la sua permanenza forzata il telefono dell’hotel inizia a squillare e alzando la cornetta una voce disturbata inizia a minacciare Nicole, dicendole di non vendere l’hotel perché Rachel, la ragazza che morì nell’edificio anni fa si trova ancora lì. Da qui in poi iniziano le indagini di Nicole per scoprire cosa sia veramente successo a Rachel e cosa sta succedendo nell’albergo, attraverso una storia che si infittisce parecchio.

Se la sceneggiatura rappresenta il punto forte dell’intero gioco, dall’altra parte il gameplay non è poi nulla di eccezionale. Non aspettatevi qualcosa di dinamico e pieno di jump scare, come può essere il più classico Outlast, ma bensì uno stile più vicino all’avventura grafica con in sottofondo sempre un sentore ansiogeno, quasi come se potrebbe succede qualcosa di inaspettato da un momento all’altro. La maggior parte del gioco è incentrato nell’esplorazione dell’hotel che può sembrare un posto alquanto piccolo, ma che in realtà cela molti anfratti bui e inaspettati. Anche per questo motivo Nicole è dotata di una mappa che può consultare in ogni momento, la quale viene anche aggiornata di volta in volta, segnando l’azione che è stata richiesta. Seguendo le indicazioni di Irving, poliziotto che aiuta la giovane contattandola telefonicamente, andremo anche a risolvere banali questioni, come può essere l’andare a riattivare la caldaia dello stabile o ispezionare varie stanze dismesse, e così facendo stabiliremo anche un buon rapporto con l’agente; il tutto mentre il ritrovamento di innumerevoli strani indizi porteranno alla luce le inquietanti vicende sulla morte di Rachel. Oltre all’esplorazione in lungo e in largo dell’edificio e l’utilizzo di utensili per risolvere i più disparati problemi logistici, il gioco ci permette anche di rispondere a tono nei dialoghi telefonici, potendo scegliere la risposta tra due opzioni. Queste non mi sono sembrate vere e proprie decisioni fondamentali per il proseguimento della storia, come potevano essere quelle in Heavy Rain, ma piuttosto delle risposte più banali sul come porsi rispetto a chi abbiamo dall’altra parte della cornetta. Di conseguenza non credo che il poter rispondere il modo diverso possa sbloccare un finale alternativo, ma mai dire mai; è anche probabile che gli sviluppatori abbiano voluto celare qualche segreto nascosto tra gli anfratti dell’oramai decadente hotel.

Prendendo in considerazione il settore tecnico c’è fa dire che i ragazzi di One O One Games hanno fatto un lavoro eccellente; anche solo il semplice fatto di vedere piccole cut scene o animazioni qua è là in vari momenti di gioco denotano l’impegno dell’intera casa di sviluppo, trattandosi comunque di un titolo Indie. Durante tutta la durata del gioco sono presenti più eventi scriptati come una porta che si chiude da sola oppure riflessi di luce in movimento mentre tutto il resto è fermo, elementi forse un po’ old school, ma che danno un effetto tutto particolare all’ambientazione creata. Ribadendo ancora il fatto che è un gioco indie, non aspettative una grafica eccessivamente curata, ma neanche qualcosa di troppo datato. Nota di merito a tutto il comparato sonoro presentato, dal doppiaggio magistrale (anche se solo in lingue inglese) che trasmette realmente i sentimenti di Nicole e Irving durante l’intero svolgersi della storia. Fino ai rumori ambientali in grado farti avvertire, quando necessario, quel senso di terrore e farti domandare “cosa starà succedendo in quella stanza? Siamo sicuri che ci voglio entrare?”. Lo stesso vale per le musiche, evocative e ben piazzare nei giusti momenti.

In conclusione, The Suicide of Rachel Foster è quell’avventura molto narrativa che non ti aspetti da un piccolo studio indipendente, ma che non ha nulla da invidiare a grandi titoli tripla A dello stesso genere. Il suo punto forte è tutto nella narrazione e costruzione di una storia intrigante ben articolata, raccontata e vissuta passo per passo insieme ai protagonisti. Il gameplay in sé non è nulla di entusiasmante, talvolta ripetitivo nel fare su e giù per tutto l’hotel, ma la voglia di sapere cosa sia realmente successo può aiutare a superare questi momenti, anche grazie ad un comparto tecnico discreto e un uso del suono ambientale davvero notevole. Se anche voi volete fare luce sul caso di Rachel Foster, non dovrete intraprendere le strade montuose, ma andare su Steam e supportare questi talentuosi sviluppatori comprando il loro gioco per 17 euro.

Pro
  • – Narrazione ben strutturata
  • – Comparto sonoro sorprendente
  • – Sa essere pauroso, senza essere un horror stereotipato
Contro
  • – Gameplay talvolta ripetitivo
  • – Gameplay limitato, più da spettatore

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