Thymesia – Recensione

Ormai coosciamo il successo dei soulslike su tutto il mondo dei videogiochi, con grandi e piccoli sviluppatori che ne prendono ispirazione per portarci opere sempre più eccezionali. Questo accade in particolare nel mondo dei giochi indipendenti, costellato da vari titoli più o meno interessanti. Team 17, produttore indipendente di successi come Overcooked o Worms, ha voluto fare una scommessa buttandosi appunto in questo genere, grazie anche all’aiuto dei ragazzi di OverBorder Studio che hanno dato alla luce Thymesia, rilasciato lo scorso 18 agosto su tutte le piattaforme, compreso Nintendo Switch, seppur in Cloud Version. Pronti per questa cupa avventura?

Thymesia – Un mondo di pestilenza

Veniamo accolti in Thymesia da alcune scene che vogliono fare il punto della situazione sul regno di Ermes, territorio boschivo in cui è ambientato il titolo. Ci troviamo in un’ambientazione prettamente dark fantasy, con colori cupi e presupposti di trama per nulla felici e spensierati. Per essere più precisi, il regno ha sempre basato la sua forza sul potere dell’alchimia, portando al potere anche alcune persone, detti alchimisti, capaci di maneggiare quest’arte in modo magistrale. Nonostante ciò, nel punto più alto del suo splendore, il regno viene colpito da un tragico evento: una pestilenza inizia a colpire la popolazione rendendola tremendamente aggressiva. A questo punto entra in gioco il nostro protagonista, Corvus, l’ultimo alchimista rimasto in circolazione.

Grazie alla sua conoscenza è stato in grado di manipolare la pestilenza e controllarla, diventando a tutti gli effetti l’unico in grado di poter salvare il regno. Fatto particolare ed interessante è che noi vivremo l’avventura di Corvus partendo dalla fine, ovvero con il nostro protagonista che ha perso parzialmente la memoria, facendoci rivivere i suoi ricordi grazie all’aiuto di Aisemy, principessa ed erede al trono, che è scomparsa alla caduta del regno. Una trama generalmente consistente e ricca di particolari, visto che durante ogni nostra missione sarà possibile trovare, sparsi per le mappe, dei fogli ricchi di lore ed avvenimenti passati. Questi, messi assieme, ci offriranno un quadro più completo di cosa sia accaduto al regno, con i tesi e dialoghi tradotti in italiano, anche se un doppiaggio vero e proprio è assente.

Thymesia – Tra Bloodborne e Sekiro

Veniamo ora al vero cuore di Thymesia, ovvero il gameplay. Essendo un soulslike, più o meno tutti ci possiamo aspettare una base di partenza abbastanza standard, almeno nello stile di combattimento. Anche se le ambientazioni cupe richiamano decisamente il mondo di Bloodborne, i combattimenti ci fanno sentire di più nel mondo di Sekiro. Corvus può utilizzare un attacco standard con la sua sciabola tramite il dorsale destro che se usato in successione può garantire delle combo. Con il dorsale sinistro abbiamo la parry con il pugnale, che può anche essere utilizzato in successione. Fattore fondamentale da tenere in considerazione è che tutti i nemici, essendo affetti da questa pestilenza, quando vengono colpiti con attacchi normali non perdono subito e definitivamente i loro punti vita, ma bensì la barra dei punti vita viene a colorarsi di verde e potrà rigenerarsi con il tempo.

Per ovviare a questa situazione Corvus è dotato di un artiglio speciale in grado di privare i nemici della capacità rigenerativa e quindi distruggere anche la barra verde che verrà a crearsi. Questo è possibile tramite un attacco “pesante” eseguito con il grilletto destro: se questo stesso attacco viene invece caricato, Corvus estrarrà della pestilenza, impossessandosene, per poi la tramutarla in un’arma speciale e utilizzabile per attaccare una sola volta. Per fare un esempio, se affrontiamo un nemico che usa una falce, caricando l’artiglio potremo “prendere in prestito” la falce del nemico per usarla contro di lui. Proseguendo nell’avventura ad un certo punto potremo anche sbloccare queste armi pestilenziali, le quali diverranno a tutti gli effetti delle abilità del nostro personaggio dotate di un could down per il riutilizzo. Ultimo attacco offensivo di cui è dotato Corvus è il lancio di piume a distanza, che serve per bloccare esclusivamente una serie di attacchi che illumineranno di verde l’avversario prima dell’offensiva. Se non verranno bloccati tramite le piume, verremo travolti senza poter rispondere.

Accanto a questo tipo di gameplay sono presenti anche molti elementi da GDR, partendo banalmente da come si livella il personaggio. In Thymesia è possibile raggiungere al massimo il livello 25: ovviamente il sistema che ci fa progredire di livello è lo stesso di tutti i souls, ovvero spendendo le “anime” che otteniamo dai nemici sconfitti. Diversamente però i livelli si possono distribuire solamente su tre caratteristiche: attacco, vitalità e pestilenza. Ovviamente ognuna di queste è legata a delle specifiche abilità. In parallelo è presente, appunto, un albero delle abilità, le quali si sbloccheranno una volta raggiunto un certo livello nella singola caratteristica richiesta, variando notevolmente il gameplay e dando un sentore di GDR a tutta l’avventura. In aggiunta, queste abilità saranno intercambiabili in qualsiasi momento, purché siano sbloccate, per trovare il giusto approccio ai boss che incontreremo.

Le problematiche in un indie

Dal punto di vista tecnico i ragazzi di OverBorder Studio hanno voluto dare vita a qualcosa che forse è stato eccessivamente ambizioso. Anche se le ambientazioni sono molto suggestive e ben curate, avere un gameplay così dinamico e scenografico può provocare alcuni cali di frame in alcuni momenti. Questo si può ovviare se si gioca da PC, date le svariate opzioni presenti nel menù di impostazioni grafiche, ma non dovrebbero esserci problemi su console vista che la sua uscita su console next-gen come PS5 e Xbox Seires X|S. Su Switch non dovrebbero esserci problemi visto che il dispositivo Nintendo si appoggia su un server cloud, rendendo però obbligatorio il suo utilizzo mentre si è collegati ad un buon wi-fi.

Inoltre, seppur il level disegn delle mappe presenti una struttura solida e curata, in alcune ambientazioni l’assenza di evidenti riferimenti spaziali può far perdere il giocatore, che si troverà a proseguire a tentativi, sperando di imboccare la strada giusta. Al contrario la caratterizzazione dei boss risulta ottima, con la presenza di creature molto diverse, facendoci sbizzarrire su come possa essere meglio affrontarne una piuttosto che un altra. Ad accompagnarci abbiamo una curatissima colonna sonora che ci fa immergere in ogni ambientazione e in particolare in ogni boss fight. Dispiace per l’assenza del doppiaggio che avrebbe dato molto più carattere in alcune situazioni. Ultima piccola nota riguardo la longevità: tenete conto che finita una zona e battuto il suo boss si sbloccheranno delle missioni secondarie nell’area, aumentato quindi la vita del titolo.

Commento finale

L’azzardo di Team 17 e OverBorder Studio con Thymesia ci ha portato un titolo discreto, ma non perfetto. L’idea di base convince, come il gameplay del resto, divertente e versatile al punto giusto, ma dispiace per i problemi tecnici riscontrati che creano eccessive frustrazioni al giocatore, soprattutto in un titolo che punta alla precisione nel frame per sferrare un contrattacco. Oltretutto, bisogna dire che lo stampo da gioco indie è ben visibile, di conseguenza se arrivate da un titolo di From Software, la differenza è più che evidente. Generalmente però Thymesia sa farci divertire e se amate le ambientazioni cupe e dark fantasy ci andrete a nozze.

Pro
  • – Gameplay accattivante
  • – Ambientazioni dark fantasy
  • – Sfida di buon livello
Contro
  • – Cali di frame
  • – Assenza di doppiaggio
  • – Mappe tavolvta dispersive

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