Wargroove 2 – Recensione

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Quando nel 2019 uscì un piccolo indie chiamato Wargroove era difficile prevedere uno strategico così solido e divertente sotto diversi punti di vista. Eppure, il gioco di Chucklefish ha saputo proporre battaglie a turni sorprendentemente impegnative, in netta contrapposizione con uno stile cartoonesco. Oggi, grazie all’esperienza maturata, il team londinese propone Wargroove 2, sequel che prova ad alzare l’asticella qualitativa e le ambizioni generali. Missione riuscita? 

Un mondo fantasy in fermento 

La trama di Wargroove 2 si evolve all’interno dell’universo fantasy proposto dal capostipite, proponendolo alcuni anni dopo. Le tre fazioni principali hanno concordato una tregua e poi hanno formato un’alleanza, dedicandosi ciascuno ai propri piani personali tra le terre di Aurania. Anche se non avete approfondito il capostipite potrete tranquillamente godervi questo sequel senza alcun problema. Vi basterà considerarlo un gioco a sé stante dove scoprire rapporti di forza e legami tra personaggi e intere fazioni. 

In questo secondo capitolo abbiamo più campagne da poter giocare nell’ordine che preferiamo. Ognuna è dedicata ad una delle principali fazioni, ma c’è anche la novità assoluta rappresentata dalla fazione di Faahri. Questi sono studiosi abili con le arti magiche che inizieranno un viaggio per svelare i misteri legati ai poteri di alcuni antichi cristalli. Il tutto coinvolgendo, nel bene nel male, le altre fazioni presenti. 

Tanti personaggi da conoscere… o riscoprire!

Storie e campagne

Ogni campagna è ovviamente suddivisa in più missioni ed è possibile superare la doppia cifra pensando al numero di ore necessarie a completarle. Non mancano neppure sfide secondarie che possono ulteriormente aumentare il contatore per i più esperti. Non aspettatevi, però, chissà quale evoluzione delle varie trame tessute in questo Wargroove 2. Ciò nonostante, le storie sono ben raccontate, presentano numerosi dialoghi e sono tenute assieme in modo coerente e adeguato al mondo di gioco nel quale sono inserite. Il tutto permettendoci anche di scoprire qualche informazione in più proprio sul mondo di gioco stesso.

Detto ciò avremmo sperato in un filo logico che potesse unirle tutte. Così invece si predilige una gestione delle varie storie quasi totalmente a compartimenti separati. Questi elementi riescono a mettere in risalto le scene più comiche e il clima di leggerezza che pervade nelle varie vicende, ma che dall’altro mette in secondo piano alcuni momenti più riflessivi e importanti, senza dargli la giusta importanza.

Durante le campagne è impossibile non elogiare la stratificazione delle varie mappe.

La strategia che ci piace 

Il gameplay di Wargroove 2, ripropone le stesse meccaniche strategiche che hanno caratterizzato il predecessore, aggiungendo diverse finezze che lo rendono ancora più articolato. Durante le campagne gli scontri si svolgono su più round strutturati su mappe estremamente varie. Sono presenti opzioni bonus, malus e ripari di ogni sorta da poter sfruttare durante spostamenti e attacchi vari. Queste situazioni ci obbligano a studiare le varie morfologie che caratterizzano il terreno prima di ogni mossa. Saremo così spronati a gestire con attenzione gli spostamenti per attaccare l’avversario o per catturare edifici utili per aumentare il denaro necessario a richiedere rinforzi. 

Gli scontri ricalcano lo stile del coloratissimo Advance Wars, con un risultato che evidenzia gli attacchi delle unità con un focus dettagliato. Il risultato riesce a sottolineare anche le varie animazioni dedicate alle truppe. 

Abbiamo diversi edifici dai quali richiedere i rinforzi e questo impreziosisce il lato strategico delle battaglie.

Unità e combattimenti

A prova di ciò va elogiata la varietà delle unità presenti in Wargroove 2, in grado di evolvere il classico sistema del sasso-forbice-carta. Troveremo spadaccini, arcieri, cavalieri, macchine d’assedio, maghi, lancieri e truppe speciali suddivise tra le varie fazioni. Inoltre non mancano nemmeno veri e propri eroi, con potenziamenti e attacchi speciali in grado di ribaltare l’esito di uno scontro.

Nonostante così tante variabili e parametri da dover calcolare sulle mappe a caselle, risulta encomiabile il miglioramento sul fronte del bilanciamento generale. I combattimenti, inoltre, risultano abbastanza impegnativi e se sottovalutati rischiano di portare a rovinosi e improvvisi game over. L’unico problema rimane il layout dei vari menù non proprio semplice da digerire. Ci sono tantissime voci su schermo ed elementi che si sovrappongono e obbligano a qualche sforzo quando si prova ad avere tutto sotto controllo.

Le truppe alate possono solo essere colpite con gli attacchi a distranza, mentre loro potranno danneggiare i nemici indistintamente.

Le altre modalità

Oltre alle campagne abbiamo una modalità Conquista che – come nei più tipici roguelike – presenta mappe randomiche e sfide via via più impegnative dove mettersi alla prova e scongiurare una morte permanente. Si tratta di una modalità piacevole ma che sostituisce le modalità Puzzle e Arcade tanto apprezzate per varietà e qualità nel predecessore. Inoltre, queste mappe su Conquista non godono della stesso qualità riscontrata sulle arene delle campagne, e questo rovina un po’ la festa. 

Ovviamente su Wargroove 2 tornano anche l’editing e la possibilità di sfidare online fino a quattro giocatori, anche se su Nintendo Switch non abbiamo avuto l’occasione di utilizzarla più di tanto, con la maggior parte degli utenti che sicuramente preferisce dedicarsi alle varie opzioni offline. 

Ultimo, ma non per importanza, due parole di elogio per il comparto tecnico di Wargroove 2, apprezzabile tra fluidità delle varie animazioni e assenza di bug. Il comparto grafico migliora limitatamente lo stile cartoonesco che orami rappresenta un marchio di gabbrica dell’intero brand. La pixel art esalta le varie animazioni, soprattutto durante gli attacchi speciali, e risulta godibile senza richiedere chissà quali ingenti sforzi agli sviluppatori. 

La modalità Conquista aumenta la rigiocabilità, ma non presenta la stessa qualità delle partite delle campagne.

Commento finale 

Questo Wargroove 2 rappresenta in tutto e per tutto un degno successore, un po’ più grande e ambizioso del capostipite. Il maggiore bilanciamento e la varietà del gameplay strategico è evidente, mentre sul fronte della modalità c’è stato qualche taglio di troppo. Nonostante questo resta una piccola perla che farà la gioia dei vari fan e, perché no, dei semplici curiosi. 

Pro

– Diverse campagne ben variegate

– Gameplay strategico rifinito e bilanciato

– Tantissime unità che impreziosiscono gli scontri

– La modalità Conquista è una buona alternativa…

Contro

– … ma avremmo preferito rivedere le altre modalità disponibili nel predecessore

– Un po’ di caos nel layout dei vari menù in battaglia

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