Warhammer Age of Sigmar Champions – Recensione

Da quando Magic The Gathering ha smesso di essere solo cartaceo diventando anche digitale, la fila per produrre un card game valido, appassionante e sempre aggiornato si è allungata parecchio. Alcuni brand sono nati dal nulla come il GWENT presentato come “minigioco” in The Witcher 3, altri come Hearthstone si sono appoggiati a brand storici come Warcraft per arrivare a conquistare i cuori dei propri giocatori. Tra i tanti mondi fantasy già esistenti, sembrava strano che Warhammer fosse ancora fermo ai box, nonostante un universo ricchissimo da cui pescare per proporre carte di qualsiasi genere. Ora però Warhammer Age of Sigmar: Champions è sceso in campo e, dopo la versione per Steam, ha scelto Nintendo Switch, console apparentemente perfetta grazie al touch screen quando la si usa in portabilità. Vediamo com’è andata.

Partendo dalle buone notizie vi dico subito che Warhammer Age of Sigmar: Champions è un free to play scaricabile gratuitamente sulla vostra console al “prezzo” di appena 300 Megabyte circa. Il peso molto basso in termini di spazio ha comunque permesso di inserire una buona varietà di carte per una dinamica che si dimostra abbastanza differente rispetto a quella di altre uscite analoghe. Ogni giocatore ha dalla sua parte del tavolo quattro posti in cui inserire le carte del proprio mazzo, suddivise in un numero di guerrieri e maghi variabile a seconda della classe scelta. Il posizionamento di una carta non dipende quindi dal mana, ma semplicemente da cosa avrete pescato.

Posizionando una carta questa avrà dei valori variabili ad ognuno dei quattro angoli, i quali segnaleranno il danno che quella carta andrà ad infliggere all’eroe avversario. Ognuno degli spazi in cui si potrà inserire una carta ha poi un campione con quattro missioni specifiche che, se portate a termine, attiveranno una benedizione molto potente da usare a proprio vantaggio. Le carte giocate quindi di norma non si combattono tra loro, ma vanno ad infliggere danni direttamente all’eroe di turno, anche se particolari magie o abilità potranno offrire differenti azioni utili per ripulire il campo avversario.

Va inoltre considerato che ad ogni turno non si pesca automaticamente una carta, ma si hanno due azioni che possono andare dal giocare due carte già in mano, così come pescarne due nuove se quelle che già avete non vi soddisfano. Il risultato è un gioco diverso rispetto al solito e meno familiare di quanti ci si aspetterebbe, con strategie che richiedono di studiare molto bene le proprie possibilità guardando anche al futuro della partita, senza considerare unicamente il turno del momento. Questo sistema si dimostra per certi versi più complesso e meno immediato rispetto a quelli di un Hearthstone, tanto per fare un esempio illustre, chiedendo al giocatore di conoscere fin da subito le carte che ha nel mazzo, riducendo la possibilità di improvvisare. I tre tutorial iniziali sono poi molto sbrigativi e questo getta un po’ troppo presto nella mischia i giocatori appena arrivati, lasciandoli nei primi momenti un po’ spaesati. Molte dinamiche si imparano semplicemente giocando, ma questa maggiore profondità potrà piacere ai giocatori più esperti, così come potrebbe scoraggiare i nuovi arrivati che, dopo aver giocato i tutorial, potrebbero ritrovarsi con più domande che risposte.

Il modo migliore per iniziare a risolvere i dubbi è iniziare a giocare contro la CPU in battaglie per giocatore singolo livellate per introdurre il giocatore a sfide via via più complesse. Questa modalità principale in single player serve per sbloccare i quattro mazzi base e fa da anticamera alle battaglie contro altri giocatori, ma rende evidente un problema insito nell’aver portato il gioco su Nintendo Switch. Per farla breve, Warhammer Age of Sigmar: Champions funziona solo se la vostra console è collegata a internet. Se siete in casa non c’è problema, ma se siete fuori casa, vista l’assenza di una sim nella console, non avrete modo di giocare fintanto che non troverete un hot spot che vi permetta il collegamento. Inoltre va considerato che se desiderato giocare davanti alla TV, dovrete abbandonare gli intuitivi controlli touch e optare i macchinosi controlli tramite controller, con cursori da spostare per evidenziare e giocare le carte. Riassumendo: il modo più semplice di giocare è farlo a casa ma in portabilità, soluzione che sembra farci tornare all’epoca di Wii U.

Essendo un card game non si può propriamente parlare di aspetto tecnico, ma si può invece puntare sul lato artistico, cosa che, con Warhammer di mezzo sembra una battaglia già vinta in partenza. In effetti le cose funzionano fin da subito, con carte ben caratterizzate e con unità e magie graficamente valide e riconoscibili, specie per chi bazzica già questo universo fantasy. Qualche piacevole effetto speciale per i colpi e le arti magiche concludono un lato semplice ma non certo banale. L’unica cosa che potrebbe dar fastidio in questa prima fase è la mancata traduzione delle carte e delle loro descrizioni, per ora disponibili solo in inglese. Speriamo che il successo del gioco e ulteriori porting su altri sistemi, posso portare aggiornamenti di vario tipo, compresa una traduzione che renderebbe più semplice un gioco che nasce già con una certa complessità. Infine va almeno nominata la possibilità di ottenere in game la versione digitale di carte reali possedute, collegando il proprio account ad uno smartphone in grado di leggere i QR code (praticamente tutti).

Warhammer Age of Sigmar: Champions è un’uscita insolita per molti motivi, ma è anche un’interessante novità nel sempre più ricco catalogo dei card game free to play. Prima di spingere il giocatore ad acquistare carte (anche in versione fisica vista la caratteristica di importazione menzionata poco fa) richiede un periodo di formazione utile per apprendere le caratteristiche del gameplay. Poi vengono presto fuori tutte quelle dinamiche fatte di cristalli ed energia che portano alla mente quelle meno apprezzate dei giochi mobile, ma la sostanza è comunque parecchia. Il suo più grande problema è però la necessità di essere sempre connessi anche se si gioca in solitaria, caratteristica che su Switch limita molto la fruibilità rendendola funzionale solo nel caso in cui si giochi in portabilità tramite il touch screen ma nel raggio di una connessione Wi-fi. Inoltre è ancora troppo presto per pronunciarsi sulle dinamiche di gioco e sul bilanciamento delle quattro fazioni e delle carte. È insomma un gioco in divenire con buone idee e qualche criticità. Essendo però gratuito nella sua forma base, è comunque consigliatissima una prova per vedere se le insolite dinamiche possono fare al caso vostro.

Pro
  • – Meccaniche inedite
  • – Quattro diverse fazioni con carte specifiche
  • – C’è spazio anche per il giocatore singolo
  • – Partite PvP senza problemi
  • – Missioni e premi da ottenere
Contro
  • – Tutorial troppo sbrigativi
  • – Necessaria una connessione costante
  • – Controlli via joypad macchinosi
  • – Dinamiche da gioco mobile
  • – Molti acquisti in app, comunque opzionali

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