XCOM: Enemy Unknown – Recensione

Se conoscete il gioco degli scacchi saprete quante possibilità esistono per vincere una partita. Se invece non conoscete questo antico esercizio per la mente o peggio ancora, trovate assurdo un cavallo che mangia una torre, provate a sostituire i vostri noiosissimi pezzi con dei soldati armati di tutto punto. Dall’altra parte della barricata invece, mettete alieni di qualsiasi tipo, pronti a far la pelle alle vostre preziose pedine. Condite la “scacchiera” con coperture di ogni tipo, edifici in cui fare irruzione, personaggi da recuperare e da riportare alla base e tante altre varianti. Se questa versione degli scacchi vi solletica, sappiate che in XCOM: Enemy Unknown troverete tutto questo e moltissimo altro. In caso contrario, vi  perderete uno degli strategici più esaltanti e soddisfacenti usciti in questi ultimi anni.

XCOM: Enemy Unknown è il remake di uno degli strategici più apprezzati di sempre. Sviluppato da Firaxis, già artefici della serie Civilization, il gioco propone una meccanica semplice da metabolizzare, ma estremamente complessa da padroneggiare. La storia parte subito mostrandoci una città tedesca in cui si è schiantato un oggetto non identificato. Vi troverete immediatamente a guidare una squadra composta da quattro soldati in un tutorial che in pochi minuti vi porterà a toccare con mano tanto la minaccia aliena, quanto la base del gameplay proposto. Il gioco si svolge a turni e ciò significa che quando toccherà a voi potrete muovervi o attaccare in base a quello che deciderete di fare ed in base alla distanza che avrete dal nemico. Ogni soldato avrà due mosse, usate solitamente per muoversi e per sparare.

Nel caso in cui si voglia eseguire uno scatto (ossia muoversi oltre un determinato spazio per coprire una distanza maggiore), userete entrambe le mosse in un’unica volta. Ciò può essere utile durante alcune ritirate strategiche, piuttosto che per raggiungere coperture migliori durante uno scontro a fuoco, ma vi impedirà di sparare o di difendervi. Una volta terminato il vostro turno, sarete alla mercè dei nemici i quali cercheranno di accerchiarvi e di colpirvi. Migliore sarà il riparo dietro a cui sarete nascosti e minore sarà la loro probabilità di subire danni.  I soldati poi avranno accesso a diverse abilità specifiche e ad armi differenti che, una volta ottenuta la prima promozione sul campo, differenzieranno ancor di più il vostro uomo facendolo specializzare automaticamente in un ruolo. Avrete il cecchino, piuttosto un soldato specializzato in artiglieria pesante, o ancora un assaltatore dotato di fucile a pompa. Inoltre ad ogni specializzazione corrisponderanno diverse abilità come il colpo in testa per il cecchino che aumenta la percentuale per ottenere il danno critico, piuttosto che l’uso del lanciarazzi o la possibilità di eseguire uno scatto e di sparare una volta arrivati a destinazione.

La vita del responsabile dell’XCOM non è però tutta sul campo di battaglia e questo vi sarà molto chiaro una volta raggiunto il vostro quartier generale. Qui dovrete destreggiarvi tra laboratorio, sala di comando, armeria, caserma e tante altre strutture che saranno richieste e che potrete aquistare via via che farete progressi. Anche in questo caso però non sarete lasciati soli e inizierete a padroneggiare questi strumenti un po’ per volta, facendo la conoscenza di personaggi secondari che vi guideranno nelle vostre scelte e che vi introdurranno alle tante meccaniche che dovrete gestire.

Scoprirete che i cadaveri alieni che lascerete dietro di voi serviranno per eseguire ricerche utili a migliorare il vostro equipaggiamento, così come i frammenti delle armi nemiche che lascerete sul campo di battaglia (per fortuna non dovrete raccoglierli). Scoprirete che il Consiglio è composto da tantissimi stati e che intervenire a favore di una nazione, impedisce di farlo verso un’altra, facendo aumentare il panico e rischiando di compromettere i rapporti, e quindi i fondi, con lo stato abbandonato a se stesso. Dovrete lanciare satelliti per migliorare le scansioni per tracciare le minacce aliene, oltre che inviare i vostri bombardieri per abbattere gli oggetti non identificati che solcano i vostri cieli. La cosa interessante è che nonostante si contino tutte queste possibilità, tenere tutto sotto controllo non è troppo complicato, anche se a volte il fattore casualità ci mette lo zampino. Può capitare di vedersi abbattere un borbardiere mandato in ricognizione a causa della semplice sfortuna e senza che il giocatore possa fare nulla. Ancor più delicato poi il rapporto che avrete con la sorte, una volta scesi sul campo di battaglia.

Ogni volta che decidete di attaccare un nemico, prima di effettuare l’attacco potrete visualizzare in percentuale la possibilità che questo vada a segno, più una seconda percentuale che indicherà invece la possibilità di ottenere un colpo critico (ossia con più danno di quello standard). Potrete così decidere di avvicinarvi al nemico per aumentare tale possibilità o di sparare da più lontano.

Questa scelta che all’apparenza sembra scontata, in realtà non lo è affatto poichè se sceglierete di avvicinarvi e sparare, c’è comunque la malaugurata possibilità che il colpo vada a vuoto, lasciandovi maggiormente esposti al fuoco nemico. Anch’esso potrebbe mancare il colpo, ma la legge di Murphy è sempre in agguato. Il rischio quindi durante le vostre operazioni è notevole e tale frase trova un’ulteriore conferma nel fatto che se un vostro uomo viene privato delle sue energie, non solo non potrete più utilizzarlo per il prosieguo della battaglia, ma sarà perso per sempre, insieme a tutte le abilità che avrete contribuito a fargli attenere. Esiste anche la possibilità che il vostro uomo non muoia sul colpo, e che possa riprendersi una volta finita la missione, ma anche in questo caso, sarà la sorte a decidere per lui (e per voi). Questa continua precarietà rende il gioco estremamente complesso ma allo stesso tempo esaltante, insegnandovi che ogni vostra mossa dovrà essere effettuata pensando già alla possibile risposta nemica, in moda da prevenire gli attacchi e contrattaccare con efficacia.

Parlando di nemici dobbiamo dire di essere rimasti soddisfatti dalle diverse tipologie proposte. Si passa dai classici omini grigi che fanno molto anni ’50, passando per alieni dalla forma umana, fino a vere e proprie macchine da guerra bipedi. La varietà è dunque assicurata, considerando anche che ogni tipologia avrà abilità specifiche capaci di darvi parecchio filo da torcere anche a difficoltà normale, ossia la seconda di quattro. Inoltre se volerrete una sfida ancora più dura e per certi versi “realistica”, potrete scegliere di attivare la modalità hardcore (attivabile tramite spunta su qualsiasi livello di difficoltà), in cui il gioco salverà ad ogni scelta effettuata, impedendovi per esempio di ricaricare una missione finita male e lasciandovi a piangere i soldati che avrete perso in azione.

Tecnicamente lo strategico Firaxis si comporta egregiamente, proponendo ambienti piuttosto dettagliati. La presenza di una telecamera che si attiva saltuariamente durante le vostre azioni aggiunge un po’ di enfasi alle vostre battaglie, ma diventa uno strumento a doppio taglio. Quando la telecamera di gioco si avvicina ai soldati e all’ambiente, diventa evidente una certa povertà poligonale, e una scattosità delle animazioni un po’ fastidiosa. Nulla che infici sulla giocabilità, sia chiaro, ma durante il filmato di apertura e per la prima ora di gioco circa, è difficile non accorgersi di quest’approssimazione durante i primi piani e nei movimenti ravvicinati.

Passato il primo momento di enpasse, però ci si accorge anche dell’ottimo level design delle mappe, ricche di coperture e di possibilità per abbattere il nemico nel modo più efficiente possibile. Il design degli alieni ricorda in più occasioni gli extraterrestri visibili nei telefilm degli anni 50 e man mano che si va avanti con la storia, il bestiario e gli scenari diventano ancora più interessanti. Il comparto sonoro funziona da buon accompagnamento con musiche d’atmosfera (mai comunque memorabili) e con suoni ed effetti che risultano plausibili nonostante l’argomento trattato. Discreto il doppiaggio in italiano che permette di godersi l’incedere della vicenda. E’ poi presente anche una modalità multigiocatore online contro un altro giocatore che funziona egregiamente ma che secondo noi potrà essere apprezzata in pieno solo giocando con un amico, anch’esso in possesso del gioco.

XCOM non è un mostro tecnologico, non macina poligoni su poligoni e non rimane nelle orecchie una volta spenta la console. Nonostante tutto è sicuramente uno dei migliori strategici a turni che abbiamo mai giocato. La sua complessità, il costante pericolo che corrono i vostri uomini, la voglia di farli sopravvivere sempre tutti anche nelle situazioni più disperate, rende il gioco estremamente interessante e soddisfacente. Il suo sviluppo su console inoltre non deve intimorire gli appassionati di mouse e tastiera perchè grazie ad uno studio certosino e al suo essere a turni, permette di gestire agevolmente la vostra squadra tramite joypad. Se amate riflettere prima di agire e pensate che premere il grilletto sia solo una piccola parte del divertimento, non dovreste farvelo scappare.

Pro
  • – il genere strategico non si vede tutti i giorni su console, specialmente in una forma così curata
  • – esperienza di gioco vastissima e varia grazie alle decisioni che si possono prendere in battaglia e nella propria base
  • – controlli semplici ed ben strutturati
  • – IA nemica che ben si adatta al proprio stile di gioco
  • – Campagna lunga, duratura e rigiocabile
Contro
  • – Difficile per i neofiti
  • – Tecnicamente non vi farà cadere la mascella, specie durante i primi piani
  • – Multiplayer presente ma di poca importanza ai fini del voto globale

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