XEL – Recensione

Il mondo è bello perché è vario. Iniziamo con questa frase per dipingere in maniera chiara qual è il feeling che mi ha portato a interessarmi a XEL, qualche settimana fa. Promettendo a sé stesso e ai giocatori di garantire un’esperienza nuova e interessante, che strizza l’occhio agli Zelda classici, XEL si è insinuato rapidamente nel cuore di tantissime persone, me compreso.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana… Una ragazza atterrava su una terra misteriosa.

La storia dal principio.

La storia di XEL ci vede entrare nel vivo dell’azione con l’atterraggio di emergenza di una misteriosa navicella spaziale su un pianeta sconosciuto. Dalla navicella spunta fuori una ragazza con i capelli blu e una strana pietra preziosa sulla fronte. A svegliarla è un tenerissimo robottino che comunica tramite i suoni e che lei, stranamente, capisce alla perfezione. Iniziando a muovere i primi passi in questo mondo, scopriamo lentamente diverse informazioni importanti. Prima tra tutte, non siamo su un pianeta, ma su una base spaziale di nome XEL.
A farcelo sapere è Desmond, un ragazzo che troviamo dopo aver sconfitto un OverSeer, molto simile ai Guardiani di Zelda Breath of the Wild. Secondariamente, scopriamo che l’umanità si è estinta, e XEL è l’ultimo baluardo dell’umanità. Nonostante questo, la base spaziale sta crollando nell’oblio a causa delle sempre più frequenti battaglie contro robot e umani impazziti. Reid, questo è il nome che Desmond assegna alla ragazza, ha perso la memoria subito dopo l’atterraggio su XEL. Come se non bastasse non rientra nell’identikit di nessuna delle specie umane rimaste su questa strana terra. Non è né buona, né cattiva, perciò viene aiutata dal piccolo paese di Needle Eye per scoprire sé stessa e capire chi è davvero.

XEL
Il primo incontro tra Reid e Desmond. Da notare come le cutscenes siano inspiegabilmente pre-renderizzate.

Tutto molto carino, ma come si gioca?

Da questo momento inizia la ripetitiva quanto azzeccata formula d’esplorazione, che ricorda più un Metroidvania con visuale dall’alto che uno Zelda-Like. Il gioco si apre molto gradualmente al giocatore, e permette di abituarsi con molta calma al gameplay e all’ambiente. L’esplorazione si sviluppa nella stessa maniera di Zelda Ocarina of Time, con l’unica differenza che la visuale è dall’alto piuttosto che alle spalle della protagonista. Perfino il salto dai bordi delle piattaforme più alte è presente! Le differenze con gli Zelda 3D spuntano fuori quasi subito, però, specie quando si combatte.
In quel caso l’ispirazione è chiaramente degli Zelda più classici, con spadate rapide, schivate e alternanza tra momenti di attacco e difesa. Tutto rientra, perlomeno a livello di gameplay, tra le ampie definizioni di Zelda-Like, anche nella rasccolta del gran numero di risorse, nel sistema di cucina (che, anche a distanza di due o tre ore di gameplay, non viene spiegato) e nel crafting (che, a nostra impressione, sembra essere legato quasi esclusivamente al potenziamento delle armi).
Ultimo, ma non per importanza, è il meccanismo dei Time Core, che permette con la pressione del tasto LB (L su Switch e L1 su PS4/5 quando sarà uscito anche sulle altre console) di aprire un portale sul passato per poter superare determinate zone, rendendo l’esplorazione ancora più dinamica e interessante, seppur legata al contesto specifico. Fin qui tutto bene: anche l’UI è funzionale e ben sviluppato, e sembra non lasciare nulla al caso. C’è da farci un po’ l’abitudine, ma il sistema, seppur un po’ austero, funziona bene e si lascia giocare.

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L’inizio dei Wilds, zona in cui Reid scopre di poter aprire i portali spazio-temporali.

Il lato tecnico, bene o male…

Dove iniziano le note dolenti e, ahinoi, restano, è sul fronte tecnico e di pura funzionalità del gioco. Se l’esperienza di XEL vi interessa e vi piace, partiamo a priori consigliandovi esclusivamente la versione PC, specie se avete un computer abbastanza potente. La versione Nintendo Switch è purtroppo martoriata da una miriade di problemi, sia di stabilità che di bug, spesso anche in grado di distruggere il vostro salvataggio. Mi è personalmente successo. In alternativa sottolineiamo che la versione PC supporta comodamente i 60FPS, ammesso però che abbiate un PC davvero forte e performante. Anche con un Lenovo IdeaPad L340 siamo riusciti a far girare il gioco solo ed esclusivamente a qualità bassa, senza Vertical Sync e senza applicazioni aperte in background che potessero togliere potenza alla Nvidia GTX 1050 montata nel dispositivo, e solo in quel caso il gioco è riuscito ad andare attorno ai 98/100 FPS.
I problemi di carattere tecnico, però, non si fermano solamente alla versione Nintendo Switch.
Crediamo che le problematiche del titolo siano radicate nel codice sorgente del gioco, dato che abbiamo potuto constatare sostanzialmente gli stessi problemi tra le due versioni. A partire proprio dall’effetto pop-up davvero pesante e ingiustificato su entrambe le versioni, fino ad arrivare a vari e frequenti momenti in cui, misteriosamente, Reid si blocca nell’ambiente e non riesce più a muoversi, costringendo quindi a un reset del gioco perdendo progressi. Fino poi ad arrivare alla regina delle situazioni assurde, in cui premendo X per aprire la mappa completa del gioco nel menù principale cambiava anche l’ordine degli equipaggiamenti, come se fossero aperte due finestre di menù contemporaneamente.

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Reid mentre trova la sua spada, all’inizio del gioco.

Commento finale

Insomma, XEL è una delle storie con gli incipit narrativi più belli che abbia visto in un indie recente. Il problema è che le sue mancanze gravissime sul fronte tecnico lo rendono spiacevole molto più spesso di quanto si voglia ammettere. Il doppiaggio è buono, i testi sono scritti bene, anche se solo in inglese e nelle principali lingue europee, italiano escluso. Il setting e gli ambienti sono fantastici e richiamano alla memoria altri titoli storici come Spiral Knights (MMORPG per PC gratuito del 2011 che vi consigliamo vivamente!), e le musiche seguono perfettamente gli ambienti facendo un ottimo uso degli strumenti sintetici per dipingere un ambiente che sembra naturale, ma in realtà non lo è per niente. Tutto questo, purtroppo, non è abbastanza.
Se a tutti i pesanti problemi tecnici si aggiunge una visuale fin troppo lontana dall’azione, il risultato è presto detto: XEL è stato messo in vendita prematuramente. È incompleto, pieno di problemi e sbavature. Eppure è dannatamente interessante, e mi riporta spesso a pensarci e a volerci giocare. L’unica cosa che possiamo dirvi con sicurezza è che conviene aspettare qualche patch che ne migliori la stabilità, perché al momento è un ottimo titolo, ma solo concettualmente. Speriamo di vederlo migliorare nelle prossime release su console.

Pro
  • Idea interessante e innovativa
  • Buona l’implementazione dei Time Core
  • Ottima scrittura
  • Musiche e ambienti ben pensati
Contro
  • Un groviera di coding
  • Troppi bug, spesso gravi
  • La versione Nintendo Switch è ingiocabile
  • Pessima ottimizzazione su PC
  • Sembra tecnicamente incompleto

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