Ys IX: Monstrum Nox – Recensione

Ys ritorna su PS4 e ci porta tra misteri e prigioni

Chi ama gli action RPG conoscerà sicuramente la saga di Kingdom Hearts. Ma se siete stati attenti, vi sarete accorti che negli ultimi anni lo sviluppatore Nihon Falcom ha portato qui in Europa anche i suoi ultimi capitoli della serie Ys. L’ultimo ad arrivare è stato Ys VIII: Lacrimosa of Dana, un’avventura eccellente che abbiamo premiato sulle nostre pagine e che ci ha spalancato le porte della serie, facendoci sperare l’arrivo del capitolo successivo. Ora Ys IX: Monstrum Nox è finalmente arrivato su PlayStation 4 e, in attesa della sua versione per Switch e PC, vi raccontiamo se può essere considerato un degno successore dell’amatissimo capitolo numero 8.

Intanto Ys IX: Monstrum Nox ha una storia più intricata rispetto al passato. Anche questa volta impersoneremo Adol Christin ma, al contrario dell’ottavo capitolo, conoscere le sue imprese passate può aiutare a capire meglio certe dinamiche. Non è fondamentale sia chiaro, ma aiutano a cogliere qualche riferimento, compreso il motivo scatenante che dà il via alla storia. Adol è un avventuriero sempre a caccia di nuove terre da esplorare e questo lo porta nella città di Balduq insieme al suo fidato compagno di viaggio Dogi. Arrivato in città però, a causa delle sue precedenti imprese, il nostro viene arrestato e portato nella grande torre che funge da prigione e che dà il soprannome alla città, definita infatti Prison City. Durante il suo tentativo di fuga Adol incontrerà una certa Aprilis, misterioso personaggio che gli sparerà contro una pallottola magica che lo trasformerà in un Monstrum, creatura dai notevoli poteri soprannaturali ma anche condannata a non lasciare più la città. L’unico modo per risolvere il problema sarà aiutare proprio Aprilis contro la Grimwald Nox, dimensione da cui fuoriescono pericolose creature. Al nostro fianco ci saranno altri giovani trasformati in Monstrum da Aprilis; con loro formeremo la squadra insieme a cui dovremo combattere per ottenere la libertà, chiarendo anche il mistero che sembra legare la prigione a Grimwald Nox. Purtroppo lo sviluppo degli avvenimenti rallenta (talvolta troppo) lo scorrere del gioco ma, specie nella seconda metà, tutto trova un ritmo che sa come rendere epico il vostro viaggio fino al finale.

La storia è quindi un elemento centrale della vicenda e per fortuna la paura di ritrovarmi ad esplorare e combattere solamente in luoghi angusti, è stata eliminata dalla possibilità di gironzolare in lungo e in largo per la città, venendo bloccato solo quando la trama lo richiede o quando non si è ancora in possesso di uno dei doni dei nostri compagni. Lo sblocco di queste abilità è legato alla progressione attraverso i vari capitoli della trama principale, in cui andremo a conoscere meglio gli altri Monstrum che prima di noi sono stati maledetti da Aprilis. Alcuni dei loro background non possono considerarsi particolarmente originali, ma coinvolgono e rendono più facile simpatizzare per loro. Ogni nostro compagno ha una caratteristica abilità che verrà sbloccata per Adol dopo averlo aiutato, permettendogli così di correre in verticale, di planare o di attivare una visuale che rileva segreti e muri da distruggere. Ognuna di queste nuove possibilità sarà utile nei dungeon (che ora si sviluppano anche in verticale) ma anche nella città vera e propria, sbloccando nuovi luoghi da raggiungere grazie alla rinnovata mobilità del protagonista.

Veniamo dunque al sistema di combattimento, punto cardine della produzione e della serie in generale. Muovere Adol e gli altri Monstrum è sempre una gioia, con una reattività eccellente che permette di attaccare, saltare, parare e schivare con naturalezza. Poco dopo l’avvio entreranno in scena mosse speciali caratteristiche che potranno poi essere sviluppate ulteriormente, così come armi ed equipaggiamenti da migliorare attraverso l’uso dei materiali che avrete rinvenuto dai mostri. La componente RPG è gestita alla perfezione, dimostrandosi presente ma dosata con attenzione, entrando in scena con i giusti tempi e facendoci imparare le varie nozioni in modo fluido, aumentando così la voglia di sperimentare e di modificare l’approccio grazie ad una notevole personalizzazione. I membri del party anche stavolta potranno essere cambiati al volo, così, se vi sembra che le abilità di Adol non siano particolarmente efficaci contro un mostro o un boss, potrete passare in un istante ad un altro personaggio in grado di infliggere più danni. Riguardo i combattimenti è utile sapere che questi si svolgono sia all’interno di dungeon specifici, sia all’interno della città, sia nella dimensione del Grimwald Nox, in cui dovremo tenere testa a delle vere e proprie orde, ergendoci a difesa di un pilastro magico. In qualsiasi situazioni vi troviate, i controlli sono estremamente reattivi e semplici, ma lo scontro, a difficoltà Normale, potrebbe essere troppo semplice. A questo riguardo noi abbiamo selezionato la difficoltà “Difficile” (la terza su sei) e abbiamo sempre combattuto prestando attenzione alle energie e dovendo anche utilizzare oggetti di cura all’interno dei dungeon. Se cercate una sfida almeno discreta, questa è la difficoltà da cui iniziare.

Il comparto tecnico non è mai stato un punto di forza della serie Ys, impossibilitato a rivaleggiare in termini di fondi contro altri colossi del JRPG. Per questo motivo il gioco potrebbe essere inizialmente straniante per colpa di modelli poligonali e ambienti che ricordano la generazione di PlayStation 3. Questo genere di dettaglio grafico è anche quello che permette al gioco di arrivare su Nintendo Switch ma per i possessori di PS4 o addirittura PS5, quanto viene trasmesso sullo schermo potrebbe sembrare di poco conto. Per fortuna, dietro ad una realizzazione tecnica piuttosto grezza, c’è un design che fa funzionare a dovere i personaggi, le mappe, le ambientazioni e ovviamente anche i boss. Magari nessuno di questi risulterà memorabile e indimenticabile, ma durante l’avventura sarà un piacere avere questo mix di contenuti. Dove non arriva la grafica, arriva invece la componente sonora, ottima in ogni frangente e in special modo durante le battaglie, quando le sonorità rock sostengono ed amplificano l’azione a schermo. Questa è quasi sempre fluida e godibile, anche se qualche inspiegabile calo di frame rate talvolta appesantisce l’hardware. La nota dolente della produzione è però la mancata traduzioni in italiano dei testi che rimangono in inglese e potrebbero impedire ad alcuni giocatori di godersi al meglio questo valido capitolo.

Ys IX: Monstrum Nox non raggiunge l’altissimo livello del precedente Lacrimosa of Dana, ma si impegna e porta a casa un ottimo risultato. La parte relativa alla storia scivola su qualche dialogo troppo lungo, ma nel complesso funziona sempre, specie dopo un inizio un po’ verboso ma necessario. I combattimenti invece convincono fin da subito e, tra l’altro, migliorano significativamente mentre si acquisiscono abilità e compagni di viaggio con cui combattere. La parte tecnica e la mancata traduzione in italiano sono le due componenti che potrebbero frenare la maggior parte dei giocatori dall’acquisto, ma chi vuole vivere una bella avventura dovrebbe prendere in considerazione questa uscita. Se proprio non siete convintissimi, iniziate da Ys VIII: Lacrimosa of Dana e poi passate a questo, ma la produzione Nihon Falcom è sicuramente adatta a chi vuole un action RPG di classe e con tanta sostanza.

Pro
  • – Trama ben sviluppata
  • – Personaggi a cui ci si affeziona
  • – Combat system esaltante
  • – Tanta esplorazione, anche verticale
  • – Musiche validissime
Contro
  • – Lato grafico datato
  • – L’ambientazione di Lacrimosa of Dana era più varia
  • – Solo in inglese

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