Perchè la Remastered di Mass Effect è così interessante?

La Remastered che non sapevi di volere, ma di cui avevi bisogno

16 Novembre 2007: è questa la data di uscita del primo capitolo di Mass Effect. Per molti può sembrare l’altro ieri, ma a conti fatti sono ben 14 anni da quando BioWare portò esclusivamente su Xbox un’avventura poi diventata iconica anche per i possessori di console Sony.
14 Maggio 2021, Mass Effect tornerà nella sua Legendary Edition che comprenderà la trilogia completa su PlayStation 4, Xbox One e PC; noi siamo qui per ripercorrere le sensazioni di questi titoli e presentarli anche a chi non li ha mai vissuti a pieno in passato e ora può rimediare alla grande.

Il Capitano Shepard fa il suo ritorno in grande stile, portando con sé la sua sconfinata eredità

Classificare il genere di Mass Effect è forse più facile oggi che al momento del suo effettivo rilascio, dicendo che si tratta di un RPG action alla Fallout, ma in terza persona e con dinamiche sparatutto. Al tempo dire una cosa simile poteva sembrare estraneo al nostro interlocutore, ma credo che molti giochi successivi a Mass Effect abbiano realmente preso spunto ed imparato dalla creatura di BioWare. Se vogliamo parlare della trama in sé, vi basti sapere che in confronto a Mass Effect la profondità del mondo di Star Wars è una fiaba per bambini e ve lo sta dicendo un fan dei film creati da George Lucas. Tutto ruota attorno all’iconico Capitano Shepard e alla sua nave, la Normandy; in un lontano futuro ormai anche gli esseri umani sono diventati viaggiatori spaziali e hanno anche un centro di comando orbitante chiamato Cittadella che ospita molte altre forme di vita extraterrestri e che è diventato il punto di unione politica tra più pianeti e civiltà. Tutto questo equilibrio però sta per essere spazzato via da una scoperta fatta dal nostro capitano, il quale intraprenderà una missione per reclutare una ciurma davvero originale e riuscita per cercare di salvare il destino non solo della Terra, ma anche di molti altri pianeti. Il tutto è condito da dialoghi tra i personaggi di una profondità imponente, tanto che se si vuole dialogare con un Krogan forse è meglio studiarsi un po’ della loro storia bellica ma, cosa ancora più importante, mai nominare un Turian in sua presenza! È anche grazie alla realizzazione di un vastissimo universo parallelo che la saga ha avuto un enorme successo, rendendola una delle migliori e più amate della sua generazione. Tanto che sul finale del terzo capitolo i fan avevano creato una petizione per cambiarlo, perché non soddisfatti della scrittura degli sviluppatori, i quali li accontentarono (più o meno) con una patch successiva.

Il gameplay fu alquanto atipico per quegli anni, poiché utilizzava un sistema di coperture che poteva benissimo rimandare a quello di Gears of War, ma al contempo introduceva anche una ruota delle abilità che potevamo utilizzare direttamente in battaglia che aggiungeva una gestione tattica in tempo reale dei propri compagni per farli spostare in un determinato punto oppure compiere specifiche azioni di contrattacco. Tutto un po’ eccessivo e quasi spaventoso se visto che gli occhi di quegli anni, ma ormai quasi scontato per i giocatori di oggi. Durante il suo viaggio nella galassia il Capitano incontrerà molte razze aliene più o meno ostili, tra cui alcuni personaggi disposti a schierarsi dalla sua parte e ad entrare nella ciurma. Alcuni di questi possono scendere in battaglia al nostro fianco con le loro abilità, caratteristiche e armamenti differenti, spingendoci a scegliere con cura chi portare con noi. Essendo Mass Effect in fin dei conti un RPG, anche lo sviluppo del proprio personaggio e della ciurma prosegue durante la storia, tramite un classico sistema a punti da assegnare su un albero delle abilità che fornisce una direzione nella tipologia di personaggio che stiamo creando. Questo si verifica anche per i nostri compagni, sbloccando nuove abilità talvolta in perfetta combinazione per tutta la squadra.

Parlando sempre dell’aspetto RPG del titolo, ogni dialogo affrontato prevedeva la scelta della propria riposta, potendo creare relazioni molto profonde di amicizia o di odio tra le diverse parti, all’interno della ciurma stessa, ma anche dal di fuori di essa, portando ovviamente alla conclusione con diversi finali. Per tale motivo, infatti, all’inizio di un capitolo successivo, prima della creazione del personaggio, gli stessi sviluppatori inserirono un piccolo filmato riassuntivo degli avvenimenti accaduti in precedenza, dando anche la possibilità ai nuovi giocatori di effettuare le dovute scelte morali e quindi iniziare la nuova avventura esattamente come si era terminata la precedente. Questo strattagemma servì principalmente ai giocatori PlayStation di Mass Effect 2, impossibilitati a giocare il primo perché esclusiva Xbox.

Nel 2017 la saga di BioWare proseguì con Mass Effect: Andromeda, ma il risultato finale non fu all’altezza delle altissime aspettative, creando una profonda crisi all’interno degli studios. Facendo un paragone recente, potremo accostarlo al caso Cyberpunk: forse un progetto troppo ambizioso, con troppo poco tempo e svariati intoppi durante lo sviluppo. Comunque, ormai domani è il grande giorno per tornare su una Normandy completamente rimasterizzata e con tutti i contenuti della trilogia originale. Siete pronti a riabbracciare il Capitano Shepard? Noi non stiamo più nella pelle.

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