Xenoblade Chronicles: Definitive Edition – Recensione

In attesa di Xenoblade Chronicles 3, ne approfittiamo per raccontarvi perché dovreste recuperare anche il primo capitolo.
Nel mondo, ci sono due tipi di persone: quelli a cui piace divertirsi sempre, e quelli a cui piace annoiarsi per 20 ore, divertirsi per 10, ed annoiarsi per altre 20 in un circolo infinito del provare a fare sempre la stessa cosa, in modi sempre più complessi.
I secondi (di cui chi scrive questo pezzo è un membro fierissimo), sono i fan dei jrpg, che ci scuseranno la facezia, perchè oggi parliamo di un gioco, che piacerà sicuramente a tutte le categorie: Xenoblade Chronicles – Definitive Edition.
Partiamo con un po’ di storia, Xenoblade Chronicles è appunto un gioco di ruolo action, sviluppato per la prima volta da Monolithsoft nel 2010, e rimasterizzato nel 2020 per Nintendo Switch, nell’edizione di cui vi parleremo oggi.

Xenoblade Chronicles: Definitive Edition è il JRPG che non potete perdere

Prendendola molto alla larga, la storia di Xenoblade è piuttosto semplice: l’universo dei nostri personaggi è basato su due giganti, Mechonis e Bionis, che sono in lotta da sempre, fino a quando un ultimo colpo di spada non li porterà a cadere in un sonno profondo, che porterà i corpi dei due sfidanti a generare spontaneamente la vita. Se su Bionis nasceva la vita organica, fra cui una razza di umanoidi chiamati Hume, su Mechonis nasceva una vita robotica, fatti di creature metalliche chiamate Mechon, che proveranno per anni a fare guerra alla gente di Bionis, la cui unica speranza era racchiusa nella misteriosa spada chiamata Monado, e nell’unico Hume in grado di portarla in battaglia, un giovane meccanico di nome Shulk, che inizierà un viaggio sui due colossi assieme ai suoi amici, per cercare di salvare il suo mondo, e trovare delle risposte ai misteri che lo popolano.
Ed è proprio il mondo uno degli aspetti più interessanti di questo gioco: vastissimo, coloratissimo e pieno di segreti, in Xenoblade Chronicles esplorare e muoversi intorno ad ogni singolo anfratto del mondo di gioco non è solo un desiderio dei completisti, ma è anche una vera e propria strategia di gioco ed una delle parti più interessanti dell’esperienza, da tutti i punti di vista del gioco.
Perchè, certo, in Xenoblade ci si picchia, si sale di livello, ci sono personaggi con varie abilità che vanno mischiate per bene, ma di questo ne parleremo in seguito, perchè in Xenoblade, il gioco di ruolo è molto più profondo del suo sistema di combattimento.

Shulk e la Monado in arrivo

Nelle vastissime aree che potremmo esplorare (senza contare il fatto che, anche trovare delle aree nascoste nella mappa, ci aiuterà con dei punti esperienza, che ci renderanno più forti nelle nostre sfide) infatti, troveremo non solo numerosi collezionabili da raccogliere (ognuno col suo livello di rarità) ma anche un sacco di personaggi secondari, che ci affideranno delle missioni, che potranno cambiare in meglio od in peggio il loro umore, ed i loro rapporti all’interno delle varie aree, a seconda delle nostre scelte. Potremmo ad esempio ricevere la richiesta di raccogliere delle pietre preziose per aiutare qualcuno a forgiare un anello di fidanzamento per la sua bella, e nel mentre scoprire che quest’ultima era una criminale, ponendoci di fronte alla scelta di dover rivelare o meno questo dettaglio al nostro committente, e creando così esperienze di gioco sempre un pelo diverse, contribuendo a dare una personalità sempre più forte a questo universo così interessante.
Ma siccome vi avevo promesso le botte, parliamone: Xenoblade non è un rpg a turni, ma è un gioco basato molto sul posizionamento dei personaggi, che si muovono liberamente per le mappe, così come fanno i nemici. Questi ultimi, hanno vari modi di comportarsi nei confronti dei nostri eroi, potendo dimostrare sia atteggiamenti pacifici, e non attaccare a meno di non essere attaccati, od essere particolarmente aggressivi, sviluppando in alcuni casi situazioni impreviste, dove durante un combattimento contro alcuni scoiattoli di livello 3, si viene attaccati da uno pterodattilo errante di livello 69, che renderà il tutto molto più stressante, ma al contempo stesso più sfidante.

Sembra complicato combattere ma saprete adattarvi in fretta.

Detto questo, durante le lotte, potremmo contare su di un party di tre personaggi, di cui controlleremo solo il leader,lasciando all’intelligenza artificiale il compito di guidare i nostri compagni, a cui noi avremo affidato però tutta una serie di mosse speciali.
A meno di non dare impulsi al personaggio infatti, ogni combattente di Xenoblade possiede un autoattacco il cui potere varia a seconda delle statistiche del personaggio e alla sua arma, e tutta una serie di abilità legate alla sua tipologia, che permettono varie sinergie l’una con l’altra. Avremo quindi un personaggio che può attirare l’ira del nemico su di se, rendendolo il bersaglio privilegiato della schermaglia, per poi attivare una seconda abilità che ne aumenta la schivata, riuscendo così ed evitare i colpi nemici, mettendoli però in posizione per un contrattacco amico, visto che un altro membro del party possiede una mossa che danneggia il doppio se colpisce alle spalle l’avversario.
Ogni abilità possiede poi uno speciale colore, che permette di combinarle in un assalto finale chiamato attacco a catena, ma non può essere usata all’infinito, avendo bisogno comunque di un tempo di ricarica più o meno breve.

Affezionata ai personaggi sarà molto facile

Tutto questo, sembra complesso a parole, ma in poco tempo diventerà una seconda natura, permettendovi di godere appieno di ogni elemento strategico del gioco, senza diventare mai tedioso; anzi il gioco permette anche di inserire una modalità più facile, che può essere accesa e spenta in ogni momento, permettendo anche ai giocatori meno esperti di godersi al massimo l’esperienza, in un mossa che per molti è controversa, ma che chi vi scrive trova invece molto importante.
Ma, siccome questo gioco è già stato rilasciato due volte, una per Wii ed una per New Nintendo 3DS, cosa è cambiato con questa remaster? Beh, prima di tutto la parte grafica, che sicuramente non sarà al livello di quello che possono fare macchine più potenti di Sony e Microsoft, ma che di sicuro è un miglioramento assoluto rispetto a tutte le versioni che l’hanno preceduta, riuscendo a rendere il gioco molto più vicino all’idea di meraviglia che nelle sue prime iterazioni avevamo dovuto perlopiù immaginare.
Personalmente però, delle grafica non mi è mai importanto molto: giocai per la prima volta questo titolo appunto su New Nintendo 3ds, dove l’impegno degli sviluppatori fu più che ammirevole, ma sicuramente non si parlava di una gioia per gli occhi, ma ero talmente preso da tutto il resto, da lasciar perdere questo dettaglio, ma c’è un aspetto della definitive edition che è superlativo e spacca veramente tutto quello che lo ha preceduto: la musica.


Xenoblade è un gioco dove la musica di una battaglia standard, sembra la musica del boss finale, e la musica del boss finale, sembra un sinfonia. I nuovi riarrangiamenti trasformano questo gioco con dell’ottima musica, in un cd di ottima musica, che come bonus ha anche un grandissimo rpg incluso.
Inoltre, questa versione del gioco contiene anche un contenuto aggiuntivo post finale della storia canonica, che esplora ancora un po’ il mondo di Bionis, aggiungendo qualche dettaglio al gameplay, e attuando qualche piccola modifica al sistema di combattimento.
Personalmente, ho trovato questa nuova sfida interessante, ma non appagante, non solo per la sua storia tutto sommato troppo semplice rispetto agli standard a cui eravamo abituati, ma anche verso il livello di sfida offerto dal gioco, troppo basso e ripetitivo, dando vita ad un codino simpatico, ma poco di più.

Commento finale

In conclusione, Xenoblade Chronicles risulta essere uno dei JRPG più belli degli ultimi anni, un titolo che riesce veramente a colpire al cuore anche il più duro dei critici del genere, e che sciogle completamente il cuore degli appassionati, che troveranno in questo titolo, tutto quello che secondo la tradizione americana rende perfetto un matrimonio (in questo caso fra giocatore e gioco): qualcosa di vecchio (il fatto che il gioco sia uscito anni fa) qualcosa di nuovo (la remaster) qualcosa di prestato (il fatto che il gioco faccia parte di una metaserie, assieme ad altri titoli “Xeno”) e qualcosa di blu (la luce della Monado). Xenoblade Chronicles è un gioco che fa quello che pochi altri giochi riescono a fare: fa delle promesse, e poi le mantiene. Tutte.
Questo è un titolo che non deve mancare nel parco giochi di nessuno.
Se siete curiosi di come sia Xenoblade Chronicles 2 qui trovate la sua recensione e videorecensione!

Pro
  • Trama profonda
  • Gameplay facile e gratificante
  • Un mondo enorme da esplorare
  • Colonna sonora da urlo
  • Personaggi che diventano rapidamente iconici
Contro
  • Alcune missioni secondarie sono troppo legate alla fortuna
  • Contenuto extra non all’altezza dell’esperienza

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