Bubble – Recensione

L’ultima grande fatica di Tetsurō Araki

Il nuovo film anime Bubble, uscito da poco su Netflix, si è fatto attendere con un sentito hype, non solo per l’idea in sé, ma anche per il vero e proprio dream team che l’ha plasmato. Animato infatti da Wit Studio (L’attacco dei giganti, Vinland Saga), la regia è di Tetsurō Araki (Death Note, L’attacco dei giganti), la sceneggiatura di Gen Urobuchi (Puella Magi Madoka Magica, Psycho-Pass), il character design del mangaka Takeshi Obata (Death Note, Platinum End) e le musiche di Hiroyuki Sawano (Kill la Kill, Promare). Con una simile squadra dietro le quinte, c’era certamente da aspettarsi una grande opera. Com’è andata? Lo scoprirete in questa recensione!

Netflix pubblica una nuova opera animata nipponica creata da un dream team stellare. Non lasciatevi sfuggire Bubble

La spirale melodica

Tokyo pericolosa quanto mozzafiato

Ci troviamo in una Tokyo post-apocalittica, allagata e dalla gravità instabile dopo la caduta di misteriose bolle d’acqua. Nonostante la zona sia stata evacuata, molte ragazzi la occupano abusivamente per praticare parkour, scommettendo beni di prima necessità. Hibiki, un ragazzo talentuoso del Team Blue Blazes, è alla continua ricerca della fonte di una melodia che a quanto pare solo lui riesce a sentire. Caduto in acqua, verrà salvato da un bolla che assumerà l’aspetto di una ragazza, che verrà chiamata Uta (“Canzone” in giapponese). Nel mentre, proseguono le gare, finché il mistero delle bolle non diverrà sempre più fitto da prendere il sopravvento.

Il misterioso vortice di bolle

Similmente al recente Belle di Mamoru Hosoda, anche Bubble risulta essere un adattamento di una fiaba, in questo caso La Sirenetta di Hans Christian Andersen. Purtroppo però, la pellicola non offre particolari chiavi di lettura come quella di Hosoda, trattandosi più di avventura alla scoperta di misteri. D’altro canto, il film è pieno di momenti emozionanti, specialmente nella seconda parte, che difficilmente vi si staccheranno dalla testa, e tutto confluisce in un finale semplicemente sublime. Infine, c’è un simbolismo molto marcato: la ciclicità, espressa molte volte e rappresentata dai numerosissimi cerchi e spirali mostrati, che siano le stesse bolle o i vortici, oppure i pianeti visti dallo spazio e le galassie.

Adrenalina visiva

L’animazione è eccellente, specialmente nelle scene più dinamiche

Il lavoro svolto da Wit Studio sul profilo tecnico è semplicemente stellare. Le animazioni sono molto fluide, e gli ambienti, realizzati in CGI, molto dettagliati. È forse uno dei pregi maggiori della pellicola, con numerosissime scene, specialmente quelle del parkour, che sono veramente ipnotiche, capaci di tenerci incollati allo schermo fino alla fine. La colonna sonora non ha bisogno di molte parole: l’ha composta Hiroyuki Sawano, un nome, una garanzia assicurata. Il doppiaggio italiano risulta tutto sommato soddisfacente.

Commento finale

Una scena che difficilmente dimenticherete

Bubble è film che vive di due facce: una dinamica ed una emozionale. Ciò però non rappresenta un difetto per questa rivisitazione in chiave moderna di La Sirenetta di Andersen, che riesce ad intrattenere fino alla fine, compensando l’assenza di chiavi di lettura con un puro pathos e forti simboli. Un’aggiunta al catalogo Netflix che i fan di anime devono prendere in considerazione.

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