Baldur's Gate 3 - Hands-on

Un early access strepitoso

di Andrea Piaggio / venerdì 30 ottobre 2020 / Hands-on

I giocatori che adorano gli RPG devono moltissimo al team di Larian Studios, lo sviluppatore belga che ha creato una delle saghe più apprezzate di sempre, Divinity: Original Sin. Il secondo capitolo è stato così fenomenale da portarli oggi a lavorare su un'uscita tanto attesa quanto temuta, ossia il terzo Baldur’s Gate. Con Bioware ormai lontana da questo genere di gameplay, Larian è stata quindi la scelta più naturale per questo nuovo episodio, e per dimostrarci la bontà del progetto ha scelto di darci un assaggio attraverso un early access che mostra le capacità del titolo attraverso una prima parte ricca di possibilità e dalla durata di oltre 20 ore. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Basandosi sull’immortale Dungeons & Dragons, Baldur’s Gate 3 non può che iniziare come farebbe qualsiasi nuova partita: la creazione del personaggio. Si parte con il vostro background (e sì, c’è anche Sailor!) per ottenere bonus a specifiche caratteristiche come percezione, atletismo e conoscenza; si passa poi alla razza che comprende varie tipologie del mondo fantasy tra cui i classici umani, elfi e nani, passando anche per demoni, Githyanki, halfling e mezz’elfi (alcune con ulteriore sotto razza e bonus differenti). Infine è il turno della classe, forse il parametro ancora più debole del pacchetto poiché contiene solo sei diversi archetipi che sono chierico, fighter, ranger, ladro, stregone e mago. Non abbiamo ancora classi come un paladino, un barbaro, un bardo, un assassino o incroci come un mago-guerriero ma essendo questo un early access è anche normale notare varie mancanze che saranno sicuramente arricchite man mano che ci si avvicina al day one. Inoltre è facile notare che all’inizio il gioco ci propone unicamente la possibilità di creare un personaggio custom, impedendoci di selezionare ulteriori personaggi già creati come successe per esempio con Divinity: Original Sin 2; anche questa è una delle caratteristiche che si amplieranno man mano che il gioco proseguirà nel suo sviluppo, così come la personalizzazione estetica dei vari eroi che è ancora molto limitata, seppur vanti dei volti molto più rifiniti rispetto alle precedenti uscite di Larian Studios.

Per chi non lo sapesse il mondo di Baldur’s Gate è parecchio cupo e già l’introduzione che vede il vostro personaggio prigioniero a bordo di una nave volante chiamata Nautiloid, guidata dai tentacolari Illithid, non promette bene, con un parassita che viene introdotto per via oculare nel vostro avatar appena creato. La raccolta di esseri viventi da parte di questi malvagi esseri prosegue in una città di mare ma poco dopo entrano in scena alcuni membri della razza dei Githyanki a cavallo di tre draghi e mandano in rovina il loro piano. Con il Nautiloid in fiamme inizia la nostra avventura. Quello che segue è un’introduzione che non fa moltissimo per spiegarci come si gioca (il tutorial sarà sicuramente espanso in futuro) ma ci introduce nel mondo di gioco chiarendo rapidamente la sua appartenenza alle regole di Dungeons & Dragons. La presenza di lanci di dadi virtuali prima di quasi ogni evento, rende possibili partite molto diverse e aumenta enormemente la rigiocabilità già pressoché infinita vista la varietà dei personaggi utilizzabili. D’altra parte questa imprevedibilità tipica anche del gioco da tavolo originale, può portare a spiacevoli sorprese ma durante la mia partita, a parte alcuni malus comunque risolvibili, non sono mai incappato in situazioni disastrose che non potessero essere risolte giocando normalmente o giocando d'astuzia e ripristinando un quicksave. I dialoghi sono numerosi e molto vari, le informazioni da ottenere sono moltissime e anche le situazioni di gioco offrono grandi soddisfazioni a tutti i tipi di giocatori, specie quelli che vogliono esplorare e cercare vie alternative per risolvere questioni che altrimenti finirebbero quasi sempre con qualcuno morto stecchito.

E già che parliamo di far fuori i tanti nemici che ci vogliono sbarrare la strada, bisogna approfondire il discorso relativo i combattimenti. Intanto ora ogni scontro è a turni, abbandonando la dinamica in tempo reale dei predecessori e recuperando lo stile più tattico dei due Divinity ma, a pensarci bene, anche del D&D giocato. Con il nostro ranger accompagnato da un cervello particolarmente combattivo e da una superstite Githyanki di classe guerriera abbiano iniziato a combattere scegliendo talvolta approcci a distanza e in altri casi scazzottate più dirette. Ogni turno ha una fase di movimento e una di azione/attacco, da gestire secondo la propria strategia, con vari colpi speciali che aumentano con i level up. Si può però anche essere creativi, lanciando olio sul terreno, così come accendere fiamme o creare reazioni a catena che tanto hanno divertito i giocatori dei precedenti giochi di Larian. Tutto è gestito dal lancio virtuale dei dadi: dall'effetto curativo di una pozione, fino al danno inferto ad ogni nemico. In mezzo ci sono percentuali di precisione e molte altre variabili che il gioco tiene in considearzione ma non c’è mai un rallentamento a quello che avviene, visto che queste dinamiche vengono gestite in modo invisibile dal gioco. Dove entra invece in scena un dado da 20 è durante l’esecuzione di alcune azioni che ci chiedono di “lanciare il dado” sperando di ottenere almeno il valore minimo indicato, dando l’impressione – graditissima, a mio parere – di essere davvero davanti ad un dungeon master. L’impressione generale comunque è che, se non si incappa in una serie di tiri davvero sfortunati, gli scontri sono sempre gestibili e risultano forse un po’ più semplici rispetto ad altri RPG analoghi.

Il problema più grande di questa versione early access di Baldur’s Gate 3 per fortuna è anche quello che influirà meno sugli appassionati che amano questo genere: il comparto tecnico. Per ora ci siamo trovati davanti a bug e glitch di vario tipo, con compenetrazioni poligonali sparse, animazioni legnose e un controllo della telecamera non sempre gestibile. Tutto però va visto nell’ottica della sua natura early access che, appunto, non rappresenta il prodotto finito. Prendendolo come un gioco ancora in via di sviluppo a cui ci viene concesso giocare prima che sia effettivamente ultimato, il titolo si dimostra zeppo di idee e con un’ambientazione molto valida che inevitabilmente si arricchirà ancora quando avremo anche gli altri atti. La recitazioni in inglese del doppiaggio è notevole, le scelte da fare – anche in termini di gameplay – sono tantissime e in generale c’è la sensazione di stare giocando una partita al caro vecchio D&D. Anche le musiche poi sono epiche e di grande atmosfera, creando un’immersività completa e validissima. Manca ancora la traduzione in italiano dei testi, ma stavolta sembra che Larian si stia già muovendo in questo senso e quando il gioco sarà completo dovremmo trovarci davanti ad una localizzazione che comprenderà anche la nostra lingua.

Dopo vent’anni dall’amatissimo secondo capitolo, Baldur’s Gate torna sui nostri schermi con un’avventura che è D&D digitale al 100%. Anche se non ancora completa, questa versione preliminare è già stata scaricata e provata da una moltitudine di giocatori che, per numero, hanno sorpreso Larian stesso. Non è però solo cieco amore quello che lo ha portato ad essere uno degli early access con maggiore successo, ma una costruzione meticolosa di un mondo che torna a splendere grazie all’abilità indiscutibile dello sviluppatore belga. C’è ancora tanto lavoro da fare, molte limature da gestire e, anche se sembra strano vista la grande durata di questo primo atto, molti contenuti da implementare. Raggiungere il secondo capitolo sembrava impossibile, ma con Larian al comando, chissà che non ci scappi un altro capolavoro; la strada intrapresa sembra quella giusta e a noi non resta che aspettare e fare il tifo per questa talentuosa software house.

Pro

- Il nuovo capito sembra all’altezza del predecessore

- Storia interessante fin da subito

- Ricco di contenuti già adesso

- Le dinamiche di D&D sono integrate a meraviglia

Contro

- Comparto tecnico da migliorare (ma c’è tempo per farlo)

- Difficoltà da limare per evitare sbalzi verso l’alto o verso il basso.

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