Freud's Bones - Hands-on

Un incredibile viaggio nella mente di Sigmund Freud

di Marino Puntorieri / lunedì 13 luglio 2020 / Hands-on

Nel panorama videoludico odierno i progetti indipendenti lottano con tutte le loro forze per affermarsi e ritagliarsi un piccolo ed essenziale spazio vitale, significativo per non mandare in frantumi sogni e sforzi durati mesi o addirittura anni. In un mercato così competitivo e spietato bisogna puntare principalmente sul fattore novità e, considerando le risorse limitate del caso, attirare l’attenzione del pubblico con l’obiettivo di lasciare il segno nell’immediato. Ovviamente la prerogativa di dar concretezza alle proprie idee scendendo a patti con i limiti imposti dal settore stesso è il primo scoglio da dover superare, ma se si riesce a superarlo si possono intravedere fin dai primi vagiti di un nuovo progetto videoludico risultati sicuramente di buon auspicio. A conti fatti è proprio il caso di Freud’s Bones, titolo tutto nostrano realizzato unicamente dalla giovane Fortuna Imperatore (in arte Axel Fox) e che dedica proprio al famoso padre della psicoanalisi ogni dettaglio e finitura, riversando in essi cura e amore. A pochi giorni dal suo debutto sulla piattaforma Kickstarter tramite campagna crowdfunding, abbiamo avuto modo di testare con mano una breve demo, scalfendo solo superficialmente ciò che fin dal primo minuto è riuscito a sorprenderci. Ma andiamo con ordine.

 

Soffermandoci un attimo sulla sviluppatrice, parliamo di una ragazza che negli ultimi due anni ha dedicato ogni notte al miglioramento delle proprie capacità da game designer in modo del tutto autonomo, con una moltitudine di ore spese nell’apprendimento delle nozioni più disparate per quanto concerne lo storytelling multimediale e i linguaggi di programmazione. Uno sforzo non da poco, coadiuvato dalla più genuina passione verso un progetto sempre più personale e denso di significato, forte di una Laurea in Psicologia e un Master in Filosofia dai quali attingere a piene mani per dare fin da subito una forte identità a Freud’s Bones. Un lavoro che permette di scoprire le numerose sfumature della psiche umana e quegli aspetti che hanno dato vita a veri e propri dettami, intesi come contributi principali tra le correnti teoriche e pratiche della psicologia.

La prova effettiva di Freud’s Bones ci ha permesso di individuare dopo pochi istanti una personalità stilistica traboccante di dettagli delle più disparate tipologie, apprezzabili dal giocatore comune e ancor di più da chi conosce usi e terminologie delle materie prese in esame. Impersonando la coscienza stessa di Sigmund Freud veniamo catapultati nel suo famoso studio di Vienna per aiutare l’ostinato medico a far chiarezza sulla propria psiche e quella di numerosi pazienti con i quali entrare in contatto giorno dopo giorno. Relazionarsi con Freud e capire fino a che punto assecondarlo o meno permette di farci un’idea chiara sul personale conflitto interiore che lo attanaglia già in questa demo; una condizione di evidente instabilità che però non può incidere sul proprio lavoro e ci obbliga a interfacciarci con estrema professionalità nei confronti del paziente di turno. Sarà comunque interessante capire come le varie dinamiche di gioco riusciranno a stratificarsi man mano che aumenta il numero di ore e quali stratagemmi verranno utilizzati per mantenere sempre costante l’attenzione del videogiocatore.

Trattandosi di un’esperienza punta e clicca focalizzata sui dialoghi, le indagini sui pazienti proseguono su più fasi; da un primo colloquio è fondamentale scegliere il tono e gli argomenti da trattare per raccogliere più informazioni possibili e creare utili appunti senza far innervosire il paziente, per poi consultare la sezione documenti con alcuni dettagli più generici sul caso in essere e capire quanto ci si possa fidare delle varie risposte ricevute, fino a dubitarne dalle fondamenta e creare una vera e propria diagnosi che per svolgimento ricorda molto le meccaniche investigative viste in L.A. Noire. Il passare continuamente con lo sguardo ed il mouse tra “documenti” “appunti” e possibili “diagnosi” per la ricostruzione più veritiera possibile della cartella clinica avviene con disinvoltura ed in modo progressivo senza mai essere confusionario, merito un layout di menù a finestre e sezioni sempre chiare. Lo scambio di battute con il paziente, infine, risulta sorprendentemente coinvolgente, nonostante la mole di dettagli più o meno diretti, e se i successivi casi a produzione ultimata riusciranno a rimanere su questo livello qualitativo non possiamo che aspettare con ansia la fine dei lavori. Ultimo, ma non per importanza, un comparto grafico fresco e pulito che ben si amalgama allo stile proposto; la breve demo ci ha permesso di iniziare a prendere confidenza con lo studio del dottor Freud e godere di alcuni dettagli grafici di pregevole fattura, sinonimo di un lavoro meticoloso e che speriamo possa ulteriormente espandersi.

Se prima eravamo solo incuriositi del progetto realizzato da Axel Fox adesso siamo rimasti letteralmente colpiti dalle sue potenzialità. Questo primo assaggio di Freud’s Bones ci ha convinti pienamente e non vediamo l’ora di trovarci davanti l'opera completa; si tratta di uno di quei progetti che su Kickstarter meritano il pieno appoggio della community. Fino a dove possono spingersi e concretizzarsi i sogni di una giovane sviluppatrice? Indipendentemente da come andrà a finire, questa è già una piccola (immensa) soddisfazione.

Pro

- Estremamente profondo e rispettoso del materiale accademico

- Gameplay stratificato e da non sottovalutare

- Visivamente piacevole

Contro

- Bisognerà capire come manterrà costantemente alta l’attenzione del videogiocatore

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