Monster Hunter World: Iceborne - abbiamo provato la beta! - Hands-on

Si torna a caccia tra i ghiacci

di Salvatore Cardone / martedì 03 settembre 2019 / Hands-on

Monster Hunter: World è stato un successo clamoroso, quasi inaspettato, che ad oggi risulta il titolo di Capcom più venduto di sempre. Per un anno abbondante la nuova iterazione dell’hunting game più amato e apprezzato della scena ha saputo tenere incollati allo schermo milioni di videogiocatori, ma le belle favole, lo sappiamo, non durano per sempre. Per evitare la disgregazione di un prodotto tanto acclamato, Capcom si è messa all’opera per dare nuova linfa alla sua creatura, mettendo in piedi una gigantesca espansione, che promette faville e, soprattutto, di tornare al passato. Questo cosa vuol dire? Scopriamolo insieme grazie alla beta che si è resa disponibile in questi giorni!

La mastodontica espansione che prende il nome di Iceborne, ci porta a vivere, esplorare e respirare un’area tutta nuova, ricca di novità e, soprattutto, pullulante di nuove creature da abbattere. Grazie alla Beta pubblica (disponibile dal 30 agosto fino al 2 settembre su PlayStation 4 e, successivamente, dal 3 al 5 settembre su Xbox One), abbiamo potuto saggiare la bellezza della nuova mappa, che si dimostra di forte impatto già dalle primissime battute. Esteticamente parlando, le Distese Brinose, offrono un apporto qualitativo non indifferente, ma il tutto non si ferma qui. La nuova location infatti è colma di segreti, nuovi oggetti da raccogliere, materiali di crafting e si presta molto, a causa anche della morfologia, a mutazioni ambientali causati da alcune tipologie di creature. Ciò che stupisce è la qualità con la quale Capcom ha saputo incastrare il tutto all’interno di un ecosistema che funzionava già alla grande. L’area in questione, infatti, non sembra - come molti avrebbero potuto immaginare - attaccata un po’ a forza ma, anzi, appare come un naturale proseguimento di quella che è stata la gigantesca avventura “base” di World. Ciò si può affermare anche a livello contenutistico, che poi è la cosa che più interessa a ogni buon cacciatore. Stando agli sviluppatori, infatti, questa espansione offre contenuti quasi pari al gioco base, portando così la longevità generale su livelli clamorosi. Risulta molto piacevole anche l’ottimizzazione messa a punto dalla software house sul piano tecnico. Al netto della complessità e se vogliamo della “pesantezza” delle scelte stilistiche adottate, sul piano della stabilità non abbiamo notato alcun tipo di problema durante l’esplorazione delle Distese Brinose. Anche su PlayStation 4 Slim il tutto funziona a dovere, anche affrontando creature gigantesche come l’affascinante Bambara o il drago anziano Velkhana, munito di pattern d’attacco super spettacolari e ricco di particellari; una stabilità complessiva è sempre garantita e ciò lascia ben presagire per il futuro. Insomma, sul piano estetico, Iceborne ha già trionfato. e cose più importanti in un gioco simile, sono però i contenuti e le novità apportate e, anche qui, sappiamo di poter dormire sonni più che tranquilli.

La più importante novità sul piano ludico, se si esclude il tanto richiesto Master Rank (l’equivalente del G Rank degli altri Monster Hunter), il quale aumenterà sensibilmente sia longevità, sia proprio le possibilità all’interno del gioco, è certamente quella legata all’introduzione del rampino. Con Iceborne, infatti, i ragazzi di Capcom hanno gettato nella mischia alcune modifiche più o meno pesanti al gameplay, di cui la sopracitata è certamente la più intrigante. Noi, ovviamente, non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di testarla subito con mano, abusandone quasi, per poterne saggiare l’effettiva valenza. Diciamo subito che il suddetto rampino offre tante nuove possibilità d’azione al giocatore, al di là dell’arma scelta per la caccia. Con la semplice pressione di due tasti, è possibile lanciare il gadget e, mirando al momento giusto, aggrapparsi alle creature (un po’ come avviene cavalcandole) ed attaccarle con colpi pesanti e ben assestati. In base all’arma scelta, ovviamente, gli attacchi saranno diversi, ma avranno un comun denominatore. Prendere di mira la corazza nemica con l’ausilio del rampino può portare due grossi vantaggi. Il primo è quello relativo alla possibilità di “droppare” munizioni per la balestra, mentre il secondo vantaggio – nettamente più corposo – riguarda l’indebolimento del nemico stesso. Prendendo di mira un punto preciso, infatti, è possibile che quella parte del corpo perda forza, esponendo così l’avversario a danni maggiorati. Rimanendo sul versante delle armi, Capcom ha apportato diversi cambiamenti ai quattordici strumenti presenti. Non si tratta di novità clamorose, né sono state aggiunte nuove tipologie di armi, ma le modifiche (che non abbiamo avuto modo di appurare a fondo), riguardando più che altro le combo e il moveset delle armi stesse, le cui novità saranno testabili con più calma soltanto sul lungo termine. Altra aggiunta importante, riguarda la possibilità di cavalcare le creature più piccole, le quali, una volta “assoggettate”, ci faranno da mezzo di trasporto per esplorare in modo più rapido e meno dispendioso le enormi mappe di gioco. Si tratta di una piccolezza, certo, ma che comunque funziona e convince, seppur il suo impatto complessivo sul gioco sia tutt’altro che clamoroso. Quello su cui possiamo già esprimerci è il livello di sfida offerto. Già dalle poche missioni disponibili con la beta, ci siamo resi conto di quanto i mostri nuovi risultino avversari molto ostici, dotati di pattern molto variegati, un’aggressività complessiva molto arcigna e un istinto predatorio fuori dal comune. Capcom ha deciso di tornare un po’ alle origini e dopo questo piccolo contatto non possiamo fare altro che confermare la bontà dell'idea.

Scendendo nel dettaglio, l’open Beta in questione permette di affrontare quattro missioni diverse, caratterizzate da un livello di difficoltà sempre diverso e progressivamente in salita. Se la prima missione (di livello Facile) ci mette contro il già visto Gran Jagras, già dalla seconda si fa subito la conoscenza delle nuove creature. La missione in questione (di difficoltà Media) ci vede opposti al gigantesco Banbaro, un mostro tanto ostico quanto enorme, dotato di due grosse corna,che utilizza come principale mezzo offensivo. Qui si manifestano altre interessanti soluzioni stilistiche e di gameplay. Il mostro in questione utilizza le proprie corna per scagliare addosso al giocatore elementi dello scenario, come i massi che, in alcuni casi, utilizza anche per proteggersi. Seppur sulla carta si tratti di uno scontro abbordabile, il Banbaro è in realtà un avversario molto duro, che arreca molti danni e che, soprattutto, possiede un bel po’ di punti vita. Discorso nettamente diverso per quanto riguarda il Tigrex, protagonista della terza missione (di livello Difficile) che già segna un netto solco con le altre. Il Tigrex è una creatura aggressiva, dotata di numerosi pattern d’attacco e che tende ad assoggettare l’avversario senza mai dimostrare cedimenti. Un attacco molto particolare della creatura è una sorta di zampata nel terreno, grazie alla quale il mostro ci scaglia contro dei veri e propri cumuli di neve. Avere la meglio sul Tigrex non sarà affatto facile, almeno non lo è stato con la dotazione automatica presente nella beta, ma alla fine, grazie all’utilizzo di molte frecce paralizzanti e tanta fortuna sul finale (il mostro si è auto-scaraventato giù creando un solco nel terreno) siamo riusciti a spuntarla. In chiusura, la beta offre una sfida praticamente impossibile, contrassegnata con il livello di sfida “Maestro”. L’avversario di turno è il drago anziano Velkhana, il quale scaglia violenti attacchi elementali capaci di uccidere all’istante. Siamo sicuri che la spettacolare evoluzione del Legiana sia un nemico davvero complesso da tirar giù, a causa anche di una serie di movenze che lo rendono complicato da affrontare, specialmente con armi a distanza e in singolo. Dopo averlo affrontato più volte (senza successo), non vediamo certamente l’ora di riprovarci, magari col gioco base e con strumentazioni più adeguate. Chiosa finale sulla stabilità dei server: anche se si tratta di una beta, il matchmaking su PS4 non ha alcun tipo di problema e, anzi, funziona più che bene. Se il buongiorno si vede dal mattino...

Monster Hunter World: Iceborne, come canterebbe il buon Kanye West, si mostra subito “harder, better, faster” e soprattutto “stronger”. La gigantesca espansione curata da Capcom per il suo gioiello da 13 milioni di copie vendute rappresenta la summa di tutto ciò che ogni buon cacciatore vorrebbe: livello di sfida maggiore, il Master Rank e tantissime nuove creature da affrontare. Se a queste si aggiungono diverse migliorie interessanti, come il rampino, le nuove combo delle armi e la possibilità di salire in groppa alle creature più piccole (e usarle come mezzo di trasporto), il risultato è di quelli che lasciano ben sperare. Dopo il piccolo contatto avuto con la nuova area, stupenda, e con le nuove creature, siamo fiduciosi sul fatto che, con questa espansione, Capcom abbia già fatto centro, ma per un giudizio complessivo vi rimandiamo alla nostra recensione completa!

Pro

- La nuova area è vasta, curata e piena di soprese

- I nuovi mostri sembrano molto ostici, per un livello di sfida più elevato

- Il rampino funziona e ci piace tanto

- Cavalcare i mostri è molto divertente!

Contro

- Alcuni mostri abusano troppo di alcune movenze

- Livello di sfida molto alto, che per alcuni potrebbe essere scoraggiante

- Dite addio alla vostra vita sociale

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Scheda

  • Data di uscita / 06/09/2019
  • Sviluppatore / Capcom
  • Produttore / Capcom
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 1 - 4

Azione, RPG su PlayStation 4, Xbox One

Pegi 12

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