Watch Dogs Legion - Hands-on

L'open world in cui poter giocare nei panni di tutti.

di Alessandro Spallino / martedì 08 ottobre 2019 / Hands-on

Alla Milan Games Week abbiamo assistito ad un lungo live gameplay di Watch Dogs Legion, terzo capitolo della controversa saga targata Ubisoft.
Come noto questa volta il team canadese ha deciso di stravolgere l’esperienza di gioco proponendo una nuova meccanica che ci consentirà di vestire i panni di qualsiasi cittadino della Londra Post Brexit scelta come ambientazione.
La demo mostrata ci ha consentito di approfondire una serie di aspetti legati a questa nuova meccanica, denominata “play as anyone” e al contempo ci ha permesso di capire lo stato di avanzamento dei lavori del titolo, in uscita il 6 marzo 2020.

Quello che salta subito all'occhio è che graficamente non sembrano essere stati fatti grandi passi in avanti rispetto a Watch Dogs 2. I quartieri di Londra sono ben ricreati e rivisitati in una salsa “light cyberpunk” gradevole, ma a mancare ancora è ogni qualsivoglia forma di ambient occlusion capace di rendere il mondo di gioco immersivo e al passo con gli stardard odierni. Mancano però ancora diversi mesi all’uscita ed è quindi possibile che tali migliorie vengano implementate prima della fine del processo di beta e quindi tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020.
Il personaggio guidato da uno dei membri del team Ubisoft ha una missione da svolgere: reclutare un nuovo NPC per farlo entrare a far parte del DedSec e solo successivamente svolgere una missione di infiltrazione in un avamposto delle forze dell'ordine opposte alla resistenza.
Il processo di reclutamento, vero cuore della nuova esperienza di gioco, è stato decisamente ben implementato. Non è infatti sufficiente “switchare” da un PG all’altro ma sarà necessario seguire una serie di step di stampo vagamente realistico al fine di reclutarlo.
Gli sviluppatori ci hanno mostrato quanto complesso possa essere il processo di recruiting e come questo andrà ad occupare gran parte della nostra esperienza di gioco. Innanzitutto ogni cittadino di Londra ha una sua “personalità”, o forse meglio dire una serie di caratteristiche che lo rendo più o meno propenso ad unirsi alla rivoluzione contro il sistema, di cui noi giocatori ovviamente siamo fervidi promotori.

Prima di iniziare a reclutare dobbiamo quindi pensare che tipologia di persona e quale set di skills ci potrebbero interessare per il proseguimento della nostra avventura.
Successivamente, tramite il nostro cellulare, possiamo ottenere informazioni su tutti i personaggi che incrociamo in classico stile Watch Dogs. Alcuni personaggi sono agili, altri sono forti, altri hanno capacità specifiche, di altri ancora possiamo scoprire vicende chiave del loro passato e via dicendo.
Una volta scelta la nostra preda dobbiamo capire se sia incline o meno ad unirsi alla nostra causa ed iniziare quindi il vero e proprio processo di recruiting.
Da quel che abbiamo avuto modo di vedere tale processo è composto da una serie di missioni non troppo lunghe e piuttosto semplici, come ad esempio recarsi in un determinato posto per fare uno scambio importante con un NPC o ottenere i codici di accesso per uno specifico luogo.
Superate queste missioni, durante le quali probabilmente sarà anche possibile fallire costringendoci a dover reclutare un nuovo personaggio, il fu NPC diventa a tutti gli effetti un personaggio giocabile.
Per ogni nuovo personaggio giocabile dovremo poi scegliere la classe, tra le 3 disponibili (stealth, hacker, combattente), che ne andrà a delinearne le caratteristiche principali.

Fin qui tutto piuttosto interessante ma a farci venire più di un dubbio sono stati i successivi 15 minuti della demo in cui finalmente abbiamo avuto modo di vedere in azione la nuova recluta che in questo caso era una signora di mezza età, classica imprenditrice, con spiccate abilità di hacking (?).
Con questa signora ci rechiamo in un quartiere malfamato di Londra guidando un motorino, infiltrandoci poi in un magazzino piantonato dalle forze dell’ordine con l’obiettivo di rubare alcuni codici sensibili.
La main feature tipica di Watch Dogs, ossia il poter hakerare praticamente qualsiasi cosa è rimasta ed è anzi stata nettamente potenziata grazie anche ad un nuovo mondo di gioco "fittizio" con caratteristiche decisamente sci-fi che mette a nostra disposizione una vasta serie di nuovi oggetti e armenicoli vari.
Per infiltrarci infatti scegliamo di hackerare un grosso drone da trasporto, saliamo sul dorso del drone ed oltrepassiamo la staccionata senza troppi problemi. Una volta dentro ci iniziamo a muovere sfoggiando capacità stealth come se la nostra signora fosse Solid Snake e iniziamo ad abbattere guardie, superare ostacoli con balzi plastici e hackerare dispositivi con estrema semplicità. Atterriamo guardie armate con tecniche che farebbero impallidire il CQC e terminiamo il compito senza troppi problemi risalendo in sella al nostro scooter rubato.

All’entusiasmo degli sviluppatori si contrapponeva quindi il nostro scetticismo. Quanto visto era stato sicuramente molto divertente ma decisamente mal calibrato rendendoci incapaci di percepire la reale differenza tra le varie classi e facendoci venire più di un dubbio sul tanto decantato sistema di progressione e sviluppo dei personaggi, che purtroppo non è stato approfondito a sufficienza in questa demo. La sospensione di incredulità ha vacillato fino a crollare definitivamente nel momento in cui la nostra signora, possibile mamma di famiglia, ha fatto fuori uno squadrone armato di forze dell’ordine, mettendo decisamente in secondo piano la manciata di cose buone viste nei primi minuti di gameplay.
Ad averci fatto titubare è quindi il bilanciamento dell’opera. Se da un lato il processo di recruiting sembra essere ben implementato e non banale, come poteva sembrare durante la prima presentazione, le fasi "classiche" del gameplay risultano invece il vero punto debole di una produzione che sembra anche deficitare di anima e passione.
La Londra ricreata dal team Ubisoft Toronto è ben fatta ma manca di mordente: la rivoluzione in atto è tratteggiata in modo troppo semplicistico e ricorre a fin troppi cliché, le sessioni di guida non sembrano essere state migliorate rispetto al passato e la spersonalizzazione che sta alla base dell’esperienza di gioco non ci ha convinto in pieno, visti i problemi che questa dinamica riversa poi sul gameplay vero e proprio.
Affinche l'opera di Ubisoft riesca a convincere davvero e il "play as anyone" si riveli essere una vera innovazione, è fondamentale riuscire a percepire una netta differenza nell'utilizzo dei diversi personaggi e far si che la componente tattica e gestionale abbia un peso specifico notevole, con il rischio però di rendere il gioco meno mainstream, mossa che siamo certi Ubisoft non sia intenzionata ad appoggiare con leggerezza vista la portata del titolo e la fama della serie.
Ci sono ancora diversi mesi per aggiustare l’aggiustabile, lavorare sull’ottimizzazione di alcuni aspetti tecnici e magari limare il bilanciamento dell’opera al fine di consentirci davvero di vivere un’avventura avvincente e diversa dal solito. Speriamo quindi che Ubisoft utilizzi questo tempo in modo saggio.

Più in generale questo “close encounter” con il terzo capitolo di Watch Dogs ci ha permesso di capire quanto questo brand sembri già essere arrivato ad un insormontabile capolinea e come a volte la necessità di volersi rinnovare possa rivelarsi un'arma a doppio taglio.
Le speranze sono tutte riposte nel nuovo sistema "play as anyone" che qui abbiamo visto in azione ma sul quale ci sono ancora troppi lati oscuri che verranno certamente chiariti nei prossimi mesi. Speriamo quindi che questo innovativo ed eccentrico sistema riesca a caratterizzare l'opera in modo netto, aggiungendo dinamiche ruolistiche e tattiche per lo sviluppo del nostro team, capaci di non rendere Watch Dogs Legion un semplice more of the same.
Non vediamo ovviamente l'ora di essere smentiti e di trovarci tra le mani perlomeno un gioco divertente e capace di coinvolgere per tutta la sua durata. Restate sintonizzati per tutte le news a riguardo.

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Scheda

Azione, Open world, Avventura nel mondo reale su Xbox One, PlayStation 4, PC

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