Total War: Warhammer III – Recensione

L’epica conclusione della trilogia fantasy realizzata da Creative Assembly

Quando Creative Assembly ha annunciato nel lontano 2015 di aver stretto una collaborazione con Games Workshop abiamo accolto la notizia con un poco di timore. Da un lato le qualità della software inglese nel campo degli strategici erano indiscutibili, ma uscire dalla comfort zone dei titoli a valenza storica per gettarsi nel mondo fantasy di Warhammer rischiava di far saltare tutti quegli equilibri in grado di mettere d’accordo una community numerosa ed esigente. Nonostante questo, i primi due capitoli dell’omonima saga fantasy hanno superato di gran lunga le aspettative, accogliendo consensi tra vecchi e nuovi fan sia sotto l’aspetto quantitativo sia qualitativo. Adesso che abbiamo potuto concentrarci con calma sul nuovo Total War: Warhammer III – disponibile fin dal lancio su Game Pass per PC – siamo pronti a spiegarvi perché rappresenta la summa di anni di sforzi perpetrati per realizzare uno dei migliori capitoli del team inglese, e perché no in grado di ambire al titolo di miglior strategico dell’anno. Ma andiamo con ordine.

Total War: Warhammer III è molto più di un semplice strategico ambientato nell’universo di Warhammer

Un nuovo potere da bramare

Fin dalla realizzazione della componente narrativa di Total War: Warhammer III si comprende di avere tra le mani un progetto strategico che mette l’accento sul racconto di una vera e propria storia che non funga da semplice strumento di contesto. Elemento che avevamo già piacevolmente notato nei due precedenti capitoli, ma che qui viene ulteriormente valorizzato per essere apprezzato sia dagli appassionati, sia dai semplici curiosi. Nello specifico, ci ritroviamo nelle aree più a nord, alle prese con il potere della divinità Ursun – guida della fazione di Kislev – ambito sia dai suoi sudditi sia dai vari demoni adiacenti ai suoi confini, in un territorio estremamente denso di popolazioni pronte a lottare per l’egemonia.

Il tutorial è un inizio perfetto sia per i giocatori esperti sia per i meno navigati, introducendo alle bellicose tematiche della campagna principale

Non manca nemmeno un corposo prologo utile come tutorial per i meno navigati al contesto di riferimento. Impersonando il principe Yuri – al comando delle forze di Kislev – prenderemo confidenza con la componente tattica a turni e con le battaglie in tempo reale, alla ricerca della divinità sopracitata. Il tutto in un susseguirsi di eventi che in una buona manciata di ore, tra inganni e colpi di scena, cambieranno completamente la psiche del nostro eroe, dando il via alle lotte tra i vari popoli e creature stanziate nelle zone a nord-est dell’Impero.

Il nord è una landa fredda e inospitale, ma ci saranno numerose ambientazioni ben diversificate oggetto delle nostre conquiste

Con la campagna principale di Total War: Warhammer III, invece, avremo a disposizione otto fazioni ben differenziate tra le quali cominciare, in realtà sette se non consideriamo i Regni degli Ogri gratis solo per chi ha effettuato il pre-order. Tutte le fazioni sono introdotte dallo storico narratore dei due precedenti capitoli, qui arrivato proprio alla fine del suo pellegrinaggio a supporto dell’eroe da noi selezionato come fidato consigliere, attraverso specifiche cutscene che mettono l’accento sulla lore dietro al brand di riferimento.

Le fazioni sono ben diversificate e offrono prospettive e strategie differenti per raggiungere la vittoria finale

Dalla tattica alla guerra in pochi click

Ovviamente per quanto riguarda il gameplay effettivo ritroviamo il classico dualismo tra tattica e battaglia in tempo reale che ha segnato negli anni la fortuna dei lavori di Creative Assembly, adeguatamente contestualizzato per il fantasy di Warhammer. Se con il primo capitolo del brand non eravamo totalmente sicuri di questo parziale distacco dalla tradizione storica, con il secondo siamo rimasti piacevolmente colpiti del risultato finale. Ora, con Total War: Warhammer III , abbiamo una totale conferma di come questo connubio funzioni perfettamente. Passo dopo passo ogni tassello in tutti questi anni è andato al proprio posto per arrivare alla pubblicazione di questo terzo capitolo con un perfetto bilanciamento tra quantità e qualità degli elementi proposti, sia per la varietà delle truppe presenti o degli eroi, sia per quanto riguarda bonus e malus tipici nella gestione delle varie ragioni, e senza dimenticare una diplomazia leggermente più curata rispetto al passato, anche se ancora zoppicante sotto l’aspetto della gestione puramente finanziaria.

Tornano gli spettacolari assalti alle roccaforti e rappresentano i momenti più epici del gioco

Ognuna delle fazioni disponibili presenta obiettivi paralleli alla semplice liberazione o sconfitta della divinità antropomorfa Ursun, da studiare e apprendere meticolosamente tramite run via via diverse per essere apprezzate dalla variegata community di appassionati. Mai come in questo nuovo capitolo, la campagna è così dinamica e ricca di variabili da rendere ogni partita unica nel suo genere; i popoli e gli eroi di Kislev sono intenti a unificare i vari eserciti stanziati nel nord sotto un unico stendardo, mentre i Regni del Caos sfruttano la guerra, il logoramento e gli inganni più subdoli per assottigliare le file degli eserciti avversari, magari creando ribellioni e instabilità nelle retroguardie, rispettivamente attraverso risorse specifiche da dover accumulare e spendere. Per raggiungere la dimensione dove è imprigionato Ursun è necessario sfruttare delle fenditure generate sulla vastissima mappa di Total War: Warhammer III in modo casuale durante la campagna, dove accedere con le proprie truppe per sconfiggere quattro demoni principali nei rispettivi regni prima di poter raggiungere un vero e proprio boss finale. Si tratta di elementi che ben si amalgamano alla classica struttura della serie e la rendono più imprevedibile di quanto potessimo immaginare.

La personalizzazione dell’equipaggiamento del nostro eroe passa per un ventaglio ben nutrito di opzioni

Durante i combattimenti in tempo reale, invece, sottolineiamo il buon lavoro realizzato per un bilanciamento quasi perfetto considerando l’enorme varietà di unità sia per il corpo a corpo sia per la lunga distanza: tra barbari corazzati, giganti e mostruosità delle più disparate forme che incrociano le lame e gli artigli per dar vita a uno spettacolo visivamente d’impatto e coinvolgente. E senza dimenticare gli strumenti di assedio più classici, così come cannoni utili durante assalti e difese dei vari fortini presenti. Ovviamente non potevano mancare i vari eroi ai quali far riferimento, attraverso una gestione della progressione e personalizzazione degli stessi molto più profonda e chiara rispetto al passato, che passa per menù specifici e ben integrati nel layout estetico generale. Si tratta di un aspetto che conferma gli ottimi risultati su questa specifica feature ripresi da Total War: Three Kingdoms. Sul fronte della gestione economica della propria fazione, invece, rimarchiamo la sensazione ci sia qualche semplificazione di troppo, legata a doppio filo con una diplomazia che avremmo preferito concedesse più possibilità sotto questo specifico aspetto.

Qualche incertezza tecnica rimane, ma il colpo d’occhio generale non può che lasciare soddisfatti

Ovviamente non manca un adeguato supporto per il comparto multigiocatore, tra campagne cooperative di breve o lungo termine e la possibilità di cimentarsi direttamente in qualche battaglia in tempo reale. Il tutto sfruttando le chat di Steam o Xbox Game Pass per comunicare, oppure gli obiettivi di guerra direttamente in gioco per favorire un minimo di coordinamento, senza segnalare stress eccessivi dei server. Tecnicamente, infine, ci teniamo a evidenziare l’ottimo lavoro ottenuto per design e animazioni, così come per i vari biomi che fanno da sfondo alle varie battaglie, così come da cornice all’intera mappa di gioco. Rimane qualche piccolo compromesso, anche se non siamo ai livelli del lancio disastroso di Total War: Rome II, come cali di frame e caricamenti repentini delle texture in più occasioni, nonostante l’utilizzo di un PC con 3070 che dovrebbe garantire dettagli alti o addirittura ultra senza troppi sforzi. Rimaniamo comunque fiduciosi per varie patch correttive capaci di ascoltare i puntuali feedback della community di riferimento, anche se per il futuro desideriamo passi in avanti più decisi sul fronte dell’ottimizzazione fin dalla pubblicazione di un nuovo lavoro.

La fazione di Tzeentch sopperisce ad alcuni limiti sulla diplomazia con diverse abilità legate ad inganni e azioni sovversive nei confronti delle popolazioni limitrofe

In conclusione

Total War: Warhammer III è l’ottima conclusione, narrativa e non solo, di una trilogia capace di mettere d’accordo sia gli appassionati dell’universo di Warhammer sia i fan di Creative Assembly. Quest’ultimo capitolo rimane il più completo e avvincente, ricco di elementi fedeli all’incredibile universo di Games Workshop senza dimenticarsi di tendere la mano a chi non si è mai avvicinato alla sua lore. Creative Assembly promette anche un nutrito supporto post lancio tramite DLC ed espansioni, così come attendiamo la possibilità di unificare tutti e tre i capitoli nella realizzazione di un’unica e gigantesca mappa di gioco che potrebbe segnare un record per il team. Se siete fan degli strategici non potete farvelo scappare.

Pro
  • – Uno dei migliori strategici fantasy disponibili
  • – Epica struttura narrativa che fa da sfondo alla campagna
  • – Scontri su larga scala epici e coinvolgenti
  • – Ricco di contenuti fin dal lancio e con ottime prospettive sul supporto nei prossimi mesi
  • – Buon lavoro di bilanciamento degli eroi e rispettivi livelli durante la progressione
Contro
  • – Avremmo preferito una maggiore stratificazione sulla gestione finanziaria delle fazioni
  • – Qualche bug e calo di frame di troppo che incide sull’ottimizzazione

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