Asterix & Obelix XXL Romastered - Recensione

Strizziamo un occhio al passato... Dimenticandoci del futuro.

di Graziano Ferilli / mercoledì 04 novembre 2020 / Recensione

La generazione attuale sta finalmente volgendo al termine. Mancano pochi giorni prima del debutto di Playstation 5 e Xbox Series X ma, nonostante tutto, le sorprese non smettono di arrivare. Moltissimi dei titoli e brand che si pensavano ormai dimenticati stanno ricevendo amore e dedizione da parte delle più disparate compagnie, rivivendo una seconda vita in un panorama videoludico più variegato che mai. Sicuramente uno dei più grossi motivi per cui possiamo vedere oggi grandi ritorni come Medievil o Spongebob Squarepants: Battle for Bikini Bottom sono i due capostipiti multipiattaforma del genere Platform: Crash e Spyro.

Dove va, quindi, a collegarsi tutto questo ragionamento? Alla nuova vita che è tornata quasi naturalmente in Asterix e Obelix XXL, Beat’em Up del 2003 che ancora oggi riscuote un discreto successo contando ben due sequel usciti a un po’ di anni di distanza l’uno dall’altro. La casa editrice responsabile del brand, proprio grazie a questo gran ritorno di fiamma, ha deciso di cogliere la palla al balzo e raggruppare un team di sviluppatori per far tornare, in maniera completamente rimasterizzata, il primo capitolo della serie XXL.
In ogni caso, ad alcuni di voi sarà saltato all’occhio come siamo quasi a 200 parole di recensione e abbiamo appena iniziato a parlare del gioco in sé. Il motivo è che, purtroppo, questa Remastered (anzi, Romastered!) fa, se possibile, ancora meno di quello che ha fatto Nintendo con la sua Super Mario 3D All-Stars, ma andiamo per gradi.
L’incipit di Asterix e Obelix XXL Romastered vede i nostri due eroi gallici gironzolare e cacciare, quando a un tratto il loro villaggio viene attaccato dai romani, e vengono aiutati prontamente da una spia di Cesare a recuperare gli amici rapiti nelle varie zone dell’Impero, demolendo romani su romani lungo la strada.

 

Dal punto di vista di gameplay potremmo definire Asterix e Obelix XXL come uno strano mix tra Musou e Beat’em up, senza però quella interessante profondità che ci si aspetterebbe dai due generi. Potremo comandare a turno (e senza preavviso) Asterix od Obelix, mentre Idefix, il cagnolino, ci starà sempre alle calcagna per mordere gli stinchi dei poveri malcapitati, disarmandoli e velocizzando gli scontri considerevolmente. Interessante, si, se non fosse per il fatto che l’unica vera combo di danni effettivi consiste nel premere ripetutamente il tasto di attacco (nonostante sia presente un anche tasto di presa, che alla fine risulta abbastanza scomodo e inutile). Niente divisione tra attacco debole e forte, niente profondità di gameplay: il giocatore si becca solo 8 mosse “combo” che potrà utilizzare dopo aver colpito i nemici e aver riempito una barra di potenza. Le combo, poi, acquistabili in un negozio che si aggiorna fin troppo lentamente e appare qui e là troppe poche volte, risulta scomodo per il giocatore. In ogni caso è vero: le mosse combo vanno ad aumentare leggermente la varietà dei combattimenti, ma sono estremamente situazionali e specifiche per giustificarne le combinazioni piuttosto complesse di tasti e gli effetti sì forti, ma superflui nel grande schema.

A parte il rudimentale combat system, comunque, XXL conta anche una quantità discretamente riuscita di sezioni di platforming e puzzle, che questa volta fungono da fulcro del titolo: da quando arriveremo nella terza area il gioco cambierà sensibilmente stile, risultando più incentrato sulla risoluzione dei puzzle ambientali utilizzando alcune abilità specifiche di Asterix e Obelix. Nulla di troppo complicato, in ogni caso: spesso si tratterà di portare Asterix con una torcia accesa verso un barile di esplosivo, o di sistemare un percorso per Asterix con Obelix spostando oggetti particolarmente pesanti. Nonostante tutto si potrebbe dire che sia un titolo riuscito discretamente, anche prendendo in considerazione la ripetitività latente del gameplay, che cerca di intervallare le lunghe e moiose sezioni di combattimento con altre in cui si fa snowboard a bordo della pancia di Obelix o con momenti di distruzione completa usando l’iconica pozione magica della serie, ma purtroppo no: ci sono numerosissimi problemi di carattere tecnico negli effetti particellari, nello shading e nel frame rate.
Spieghiamoci meglio: generalmente XXL è piacevole a vedersi, soprattutto quando ci sono vaste aree con tanti piccoli dettagli. Il problema arriva quando ci si inizia a muovere: giocato su Xbox One X il frame rate ballerino è sui 26-27 FPS, gli effetti particellari e quelli sonori sono talvolta assenti, lo shading è altalenante nella qualità e talvolta peggiore dell’originale. Possiamo dire tutto ciò anche e soprattutto perché XXL offre la possibilità di cambiare al volo la sua veste grafica ripristinando quella originale, e nonostante gli anni passati ci sono certi momenti in cui, non scherziamo, la versione originale risulta più piacevole alla vista di quella rimasterizzata. Anche il frame rate cambia in maniera interessante nella sua versione originale, mantenendosi sempre sui 50 FPS o poco più su Xbox One, decisamente migliori della versione nuova. Peccato, però, che la versione originale sia stata solo scalata di risoluzione, e che anche nella versione originale del gioco manchino diversi effetti grafici e sonori. Per non parlare poi della resa confusionaria dei punti vita, che sono divisi in “tacche” di energia, ma risultano quasi indistinguibili nella versione rimasterizzata, forzando a volte il giocatore a tornare su quella originale per controllare quanti danni si possono effettivamente ancora prendere. Interessante, comunque, il fatto che si possano raccogliere punti vita aggiuntivi non permanenti, che una volta persi dovranno essere sostituiti da altri per aumentare di nuovo la quantità massima.
Insomma, Asterix e Obelix XXL non fa nulla di diverso da ciò che fu nel 2003, attenendosi solo all’indispensabile: rendere il gioco più bello a vedersi, dimenticandosi di tante piccole migliorie che avrebbero potuto (e dovuto) implementare. Il risultato è un porting stanco, che fa ancora meno della recenste collection di Super Mario e che decide di lasciare un piccolo contentino a chi ha già giocato il titolo originale con delle mini-sfide che, spesso, sfruttano il cambio di grafica al volo per raccogliere oggetti specifici in un tempo limite o, più banalmente, strizzano l’occhio alle prove delle reliquie di Crash Bandicoot facendo fare al giocatore un po' di backtracking in un tempo limitato, rallentabile solo sconfiggendo nemici o rompendo casse. Tutto molto nobile, ma stiamo comunque parlando di bonus dedicati a chi, con questo gioco, ci è cresciuto.

La sprecata occasione di rendere più accessibile XXL Romastered lo piazza in una posizione molto strana: features presenti come il timer per le Speedrun lo rendono un titolo adatto a chi voleva un’esperienza quanto più vicina possibile all’originale. Nel caso di questo tipo di pubblico, Asterix e Obelix XXL Romastered passa a pieni voti senza ombra di dubbio. Per il 95% restante del potenziale pubblico giocante, purtroppo, le cose sono molto diverse: ci si ritrova davanti a un titolo dal prezzo troppo alto, vecchio e stanco, quasi incompleto, che non riesce a mostrare la giusta cura che una remastered di un brand dovrebbe avere, mantenendo scelte di design arcaiche solo per il gusto di esserlo, senza svecchiarne le meccaniche in alcun modo. Se gli sviluppatori avessero seguito la strada dei Dinasty Warriors e affini, almeno a livello di combat system, probabilmente XXL Romastered giustificherebbe i quaranta euro richiesti, ma così non è.
È sicuramente una grandissima occasione per i fan nostalgici del gioco e della serie, ma purtroppo non è consigliabile ad un giocatore standard, specialmente se contiamo la durata davvero ridotta del titolo e le features grafiche della versione rimasterizzata altalenanti e inesatte, sintomo di un lavoro tutt’altro che certosino.

Pro

- È il ritorno di un grande classico di “Serie B”!

- Modelli dei personaggi belli e freschi in versione rimasterizzata

- Tante piccole sfide per i fan nostalgici e gli speedrunner

- Salto qualitativo vistoso e strabiliante tra una versione e l’altra, soprattutto nelle prime mappe

- Buoni spunti di puzzle nelle zone finali

Contro

- Combat System raffazzonato privo di sistema di crescita

- Scelte di design arcaiche e non svecchiate

- Varietà di nemici assente e gameplay ripetitivo

- Comparto grafico e sonoro parzialmente incompleto

- Prezzo troppo alto per ciò che offre

 

Redazione

5,0

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Scheda

  • Data di uscita / 22/10/2020
  • Sviluppatore / OSome Studio
  • Produttore / Microids
  • Doppiaggio / Italiano
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1

Beatem Up, Platform, Puzzle Game su PC, Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One

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