Battletoads - Recensione

I rospi sono tornati più cartoon che mai!

di Andrea Piaggio / venerdì 28 agosto 2020 / Recensione

Quanti di voi ha giocato l’originale Battletoads su NES? Direi pochini… Chi invece ha giocato Battletoads & Double Dragon: The Ultimate Team? Forse qualcuno in più visto che il gioco uscì su ben quattro sistemi, ma comunque sempre pochi. Eppure chi li ha giocati ricorderà sicuramente quel mondo pazzo, l’altissimo livello di difficoltà, i terrificanti livelli a ostacoli sulle moto volanti e le trasformazioni di questi tre rospi che allora copiarono spudoratamente le celebri Tartarughe Ninja. A parte questo però è dura ricordare altro visto che la loro ultima uscita, avvenuta tra l’altro su coin-op ad opera di Electronics Arts risale addirittura al 1994. 26 anni dopo Microsoft e Rare hanno deciso che è finalmente giunto il momento di riportare sui nostri schermi questi 3 rospi antropomorfi, e per farlo hanno scelto di assecondare la natura cartoon, da sempre ambita ma irrealizzabile negli anni 90. È quindi giunto il momento di un altro grande ritorno del genere beat’em up? Quasi, ma vediamo perché.

La prima grande idea avuta dal team Dlala che ha sviluppato questo nuovo Battletoads insieme a Rare, creatrice della serie, è di prendere in giro la produzione stessa, i suoi eroi e i suoi cattivi. Basterebbe il filmato alla fine del primo livello a farci capire la strada intrapresa dalla narrazione: dopo aver combattuto un malvagio boss attraverso tutto un livello che celebra il trio con statue e fan in delirio, si scopre che i nostri sono in realtà rimasti chiusi in un bunker per 26 anni. Ciò è confermato dal fatto che nessuno conosce Rash, Zitz e Pimple e quindi i nostri devono trovare un nuovo motivo di vita… o ritornare ad essere famosi! Si metteranno così a caccia della loro acerrima nemica, la Dark Queen per sconfiggerla ancora una volta, salvare il mondo e raccogliere i frutti della loro rinnovata gloria. Solo che le cose andranno diversamente da come sperato. La narrazione è uno spettacolo in questo nuovo Battletoads, non tanto per il contenuto di quello che ci viene narrato, ma dal modo folle in cui tutto accade. Ci si ritrova in un turbine di situazioni spassose che iniziano grazie a filmati che potreste scambiare senza difficoltà per uno dei tanti cartoni animati di qualità trasmessi da Cartoon Network. Le animazioni, così come il doppiaggio in inglese (ma con sottotitoli in italiano), sono eccellenti in ogni istante, con punte di ironia e scemenza davvero riuscite. Poi è vero che la storia dura all’incirca quattro ore, ma il ritmo della narrazione è sempre alto, anche quando i livelli perdono un po’ della loro freschezza.

Partiamo dall’inizio: se dico Battletoads tutti pensano ad un beat’em up. Nei vecchi titoli erano presenti variazioni sul tema, così come sezioni completamente slegate dal legnare cattivi, ma il genere principale era chiaramente quello. Con questo nuovo Battletoads le cose sembrano andare verso quella direzione con “livelli” che spezzano l’azione picchia picchia come per esempio quello in cui si deve far lavorare i tre protagonisti o quello in cui si guidano le terrificanti moto volanti. Questa situazione si alterna più o meno alla grande fino alla fine del secondo atto di quattro. Nel terzo atto, giusto per farvi capire l’andazzo, non c’è una sola sezione beat’em up, sostituita a sorpresa da fasi sparatutto bullet hell in cui si guida una navicella spaziale e si spara inclinando la levetta destra. Poi ci sono minigiochi strambi e divertenti, così come sezioni platform con Pimple che invece sono le più deboli dell’intera avventura. Non sono brutte o poco pulite, ma semplicemente non sono né così brevi e intense come alcuni minigame deliranti, né divertenti come le fasi beat’em up o quelle sparatutto (che possono non piacere avendo comunque varietà e sfida). Viene anche richiesto l’uso della materia grigia per superare alcuni puzzle, ma in un gioco come questo va bene qualche enigma ambientale per prendere i collezionabili opzionali, ma se devo spostare blocchi per avanzare nella storia, si sente forte e chiara una nota stonata.

Con così tanti tipi di gameplay ci si potrebbe un po’ perdere, ma il più importante e anche sviluppato è ovviamente quello in cui si pestano i vari tipi di alieni che vi arrivano contro. Il sistema di combattimento è ricco e ben fatto: si colpisce, si salta, si caricano colpi potenti per spezzare il blocco di quei nemici che se la ridono dei nostri colpi standard, si possono attirare i cattivi con la lingua o portare noi stessi nella loro posizione, si può sputazzare loro contro per bloccarli sul posto e in alcune situazioni si può anche passare nell’area più lontana di un livello usando alcune maniglie. Se giocate da soli potete anche effettuare dei cambi al volo del rospo in gioco come in un tag team, sfruttando le differenti mosse, potenza e velocità di ciascuno di loro, usandoli anche come “vite” nel caso il ranocchio che state usando finisca KO. Eventualità questa molto frequente anche giocando a difficoltà media, visto che alcuni colpi dei nemici sono spietati sulle vostre energie. Poi è vero che dopo essere finito KO il rospo di turno torna disponibile dopo un countdown, ma non mancano le situazioni incasinate in cui esaurirete una rana dopo l’altra raggiungendo il game over che vi farà ripartire comunque dal checkpoint. Siccome la difficoltà è stata in buona parte mantenuta, per venire incontro ai giocatori meno pazienti è anche possibile attivare una invincibilità momentanea (ma non a livello difficile), togliendo qualche frustrazione che potrebbe sopraggiungere anche in fase di minigame.

Sul comparto tecnico non c’è proprio nulla da dire, nemmeno per quanto riguarda il design. L’unica obiezione che i più anziani potrebbero sollevare sta nella trasformazione della Dark Queen, prima decisamente sexy, prosperosa e un bel po’ fetish, e ora senza una briciola di femminilità e con abiti castigatissimi. Il cambiamento viene anche preso in giro da un personaggio, ma la delusione dei fan rimane. Il resto invece è pura poesia in movimento, con animazioni e supermosse folli e trasformazioni dei nostri con braccia che diventano turbine, piedi che si ingigantiscono, pugni che si tramutano in muri di mattoni e vasche da bagno e colpi caricati che trasformano i nostri in locomotive con tanto di fischio. In questo marasma creato già solo da un Battletoad, si uniscono i nemici, con colpi a distanza, altri caricati, laser, asce volanti, pugni a ripetizione e un sacco di attacchi che rendono davvero utile la schivata. Anche i boss hanno un ruolo notevole nel divertimento globale, rendendo alcuni stage davvero epici nel finale. Giocato su un buon PC e su Xbox One X, non ho mai notato un rallentamento o una situazione problematica. Una volta il gioco ha avuto un freeze, ma dopo essere ripartito dal checkpoint è andato tutto liscio fino alla fine. Davvero un ottimo lavoro! Andrebbe invece inserita la modalità online, visto che attualmente è presente solo la cooperativa da divano che permette ad un massimo di tre persone di sbizzarrirsi in questo pazzo mondo.

Battletoads è un gioco che sorprende dall’inizio alla fine. A volte lo fa lasciandoti a bocca aperta e tutto esaltato, ma altre volte ti lascia un po’ perplesso per colpa della sua voglia essere tutto e il contrario di tutto. Con più fasi da beat’em up classico, che poi è il motivo per cui lo abbiamo aspettato così a lungo, avrebbe fatto un salto di qualità ancora più alto, ma già così si tratta di un grande ritorno che piacerà ai vecchi fan che proveranno di nuovo il brivido di quelle dannate moto volanti (ma qui comunque più domabili grazie al recupero dei rospi persi ad ogni checkpoint superato). Anche i nuovi arrivati che giustamente non avevano mai sentito parlare dei Battletoads potranno però divertirsi, specie se amano l’azione, il nonsense di molte situazioni e animazioni prese di peso da un cartone animato di alta qualità. Nel complesso per me il ritorno di questa serie è riuscito, ma se ci si concentrasse di più sulle sezioni da picchia picchia in un ipotetico sequel, sarebbe una grandissima cosa che accontenterà tutti. Va bene mantenere le fasi più brevi e folli, ma quelle platform magari sostituitele con qualche bella scazzottata, già che vi riescono così bene.
Ricordo infine che il gioco costa appena 20 euro ed è presente fin dal day one su Game Pass, risultando quindi scaricabile gratuitamente da tutti gli abbonati.

Pro

- Nonsense e ironia a tonnellate

- Combat system spassoso e profondo

- Minigame simpatici

- Comparto artistico grandioso

- A “difficile” è tosto come un tempo

Contro

- Volevamo più fasi beat’em up

- Non volevamo fasi platform

- Un po’ breve (ma rigiocabile)

- Nessuna funzione coop online

Redazione

8,3

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Scheda

  • Data di uscita / 18/08/2020
  • Sviluppatore / DLALA e Rare
  • Produttore / Microsoft Studios
  • Doppiaggio / Inglese
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1 - 3
  • Giocatori online / ---
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