Code Vein: Frozen Empress - Recensione

Il test del secondo DLC

di Salvatore Cardone / mercoledì 11 marzo 2020 / Recensione

A distanza di qualche mese dall’arrivo di Hellfire Knight, primo dei tre DLC previsti per il supporto post-lancio di Code Vein, debutta sul mercato Frozen Empress, il secondo contenuto aggiuntivo dedicato al titolo. L’add-on in questione, disponibile gratuitamente per i possessori del season pass e prezzato a € 9,99 per tutti gli altri, introduce ancora una volta una nuova Mappa delle Profondità da esplorare, nuovi Veli di Sangue, nuove armi e ovviamente nuovi e letali boss da affrontare. Dopo aver provato Hellfire Knight, decisamente sottotono per quanto riguarda le aggiunte effettive e soprattutto incapace di portare una vera ventata di novità all’interno della struttura ludica del gioco, ci siamo avvicinati a questo secondo contenuto aggiuntivo con molta titubanza, con tutte quelle cattive impressioni della vigilia, purtroppo, confermate da ciò che effettivamente abbiamo visto durante le poche ore necessarie per portare a termine il nuovo incarico.

A differenza del primo DLC, comunque, Frozen Empress ha il merito di portare su schermo una mappa decisamente diversa sul fronte estetico, sfruttando una splendida struttura in stile Inferno dantesco impreziosita da una veste innevata molto ispirata. Peccato che, come al solito, l’esplorazione rimane fin troppo simile alla formula già ampiamente rodata del gioco base, risultando discretamente fine a se stessa e trascurabile ai fini della progressione. Per portare a termine la nuova area, o per meglio dire sbloccare il boss principale di essa, che ancora una volta porta lo stesso nome dell’espansione, sarà necessario recuperare i due Vestigi di turno, custoditi da due mini-boss che fondamentalmente sono ancora una volta riciclati dal gioco base.

Girare per la nuova area innevata è però un piacere per gli occhi, anche perché arriva la possibilità di nascondere il velo di sangue indossato, con conseguente possibilità di mostrare in tutto il suo splendore il pg creato senza limitazioni dovute all’equipaggiamento indossato. Ciò che non convince è la natura dei nemici della nuova area, presi a piene mani dal gioco base, senza dunque alcuna innovazione in termini di design e sul fronte ludico, poiché non offrono varietà alle battaglie. A peggiorare ancora di più la situazione ci pensa una mappa molto corta, che esaurisce la propria estensione in modo troppo veloce. Per completare la copertura dell’area abbiamo impiegato una manciata di minuti, cosa che, chiaramente, non ci ha certo esaltato.

Quello che rimane invariato è il livello di sfida del nuovo contenuto aggiunto che, come nel caso di Hellfire Knight, porta una sfida più alta rispetto al gioco base. I nemici che pullulano nella nuova area sono infatti molto numerosi, aggressivi e spesso capaci di arrecare danni veramente ingenti al nostro alter ego, al netto di un livello generale molto elevato e soprattutto di un equipaggiamento maxato in tutte le sue statistiche e potenziato al massimo possibile. Per fortuna, però, questi avversari risultano tutti o quasi contraddistinti da un numero di punti di vita non eccessivo, capace ci compensare in qualche modo la mole eccessiva di danni di cui sono capaci. La vera sfida comunque è legata alla stessa “signora” di casa, vero e proprio ago della bilancia di questo secondo contenuto aggiuntivo dedicato a Code Vein. Il boss in questione, così come l’Hellfire Knight, si contraddistingue per una mole corporea imponente, per un quantitativo di punti vita impressionante, per una cura estetica da non sottovalutare, ma soprattutto per una letalità elevata in alcuni dei suoi attacchi, rigorosamente elementali (ghiaccio), in grado di seminare il panico qualora foste sprovvisti di una buona resistenza e in generale poco attenti nella fase “difensiva” del gioco. Ricalcando la formula del primo DLC, anche stavolta lo scontro col boss è da considerarsi più che altro una sorta di sfida continua, giacché sodisfando alcune condizioni, comodamente elencate in una lista consultabile prima di affrontare lo stesso boss, porta allo sblocco di ricompense via via sempre più interessanti, in base ovviamente alla complessità del requisito stesso. Sconfiggere la Frozen Empress, comunque, sarà una sfida tutt’altro che semplice, e ci sentiamo di consigliarvi di provare a sconfiggerla più volte, visto che le ricompense risultano discretamente interessanti.

Frozen Empress è un contenuto aggiuntivo che segue in toto la scia del suo predecessore, portando sugli schermi dei videiogocatori legati alla creatura di Bandai Namco una struttura complessivamente ripetitiva e già vista. Il cambio di location, per quanto possa risultare molto più ispirata che in passato, non riesce a giustificare il prezzo del biglietto di un add-on che si riduce ad un solo vero boss nuovo e a qualche nuova arma, diventando completabile in qualche ora, sembra che abbiate un personaggio particolarmente abile e sviluppato. Ci sentiamo dunque di bocciare questo secondo DLC, e ci affacciamo al terzo e ultimo previsto con ancor meno fiducia nei confronti del lavoro del team di sviluppo che, finora, non ha saputo supportare un ottimo titolo, a causa di un programma post-lancio un po' troppo appossimativo e, apparentemente, creato perchè "bisognava farlo".

Pro

- Nuove sfide di alto livello

- Nuove armi e nuovi veli di sangue

Contro

- Location anonima, seppur leggermente più "ispirata" della precedente

- Durata risicatissima del contenuto

- Riciclo di mostri, assett e mini boss vari

Redazione

5,3

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Scheda

  • Data di uscita / 27/09/2019
  • Sviluppatore / Shift
  • Produttore / Bandai Namco Entertainment
  • Doppiaggio / inglese
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 1 - 2
  • Raggiungi la pagina ufficiale

Azione, Gioco di Ruolo su Xbox One, PlayStation 4

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