Destiny 2: Oltre la Luce - Recensione

Abbracciamo l'Oscurità in un Destiny rinnovato

di Andrea Piaggio / venerdì 27 novembre 2020 / Recensione

Destiny è stato uno dei giochi più ambiziosi degli ultimi anni. Creare un FPS di successo non sembrava impossibile per lo sviluppatore che aveva creato dal nulla l’universo di Halo. Crearne però un secondo altrettanto iconico e includere statistiche, equipaggiamenti e attività sempre nuove, non era affatto scontato. Proprio la varietà nelle attività da svolgere è stato un muro enorme contro cui sia Bungie [Bangi], sia i giocatori si sono scontrati spesso, finendo per frammentare l’esperienza globale per poi trovarsi spesso con accorgimenti da implementare in corsa e mai davvero risolutivi. Con questa nuova espansione chiamata Oltre la Luce, però qualcosa si è mosso in modo concreto e l’esperienza con il gioco è decisamente migliorata.

L’universo di Destiny è estremamente complesso e sfaccettato, con razze e personaggi che tengono testa senza timore a complesse saghe fantasy. Queste dinamiche piacciono sicuramente all’appassionato che ha avuto fiducia nel progetta fin dal 2014, ma i nuovi giocatori potrebbero sentirsi a dir poco spaesati. Infatti, anche se la versione base di Destiny 2 è gratuita per chi vuole iniziare a combattere Caduti, Vex e Cabal, fare un riassunto di quanto avvenuto finora sarebbe eccessivo. Oltre la Luce, espansione a pagamento con obiettivi e gradi per quattro stagioni diverse, evita di fornirci informazioni non necessarie e ci propone Eràmis, una cattiva che usa il potere dell’Oscurità per vendicarsi dei buoni, che invece usano da sempre la Luce. Questa nostra semplificazione estrema non deve però spaventare i fan, perché il gioco si mantiene in equilibrio per soddisfare chi per esempio conosce Vàriks, ma senza apparire troppo complicato per chi inizia ora la sua carriera da Guardiano.

La campagna iniziale ci mette proprio sulle tracce di Eramis, un nemico invincibile per via del suo legame con l’oscurità. Per il detto “se non puoi batterli, unisciti a loro”, passeremo le prime ore ad ottenere frammenti di oscurità che ci faranno entrare pian piano in comunione con questo potere. Sfoltire i ranghi dei caduti che appoggiano Eràmis prima di puntare direttamente a lei, è quindi il percorso da seguire, opportunamente puntellato da missioni e attività che ci fanno conoscere Europa, la nuova fantastica area da esplorare. Questo nemico sarà sconfitto dopo una manciata di ore e a quel punto entreremo in possesso della nuova sottoclasse dedicata alla stasi. Dopo i danni da vuoto, ad arco o solari, la stasi introduce a modo suo l’elemento del ghiaccio, con abilità e super che danneggiano, rallentano e talvolta immobilizzano i nemici, e che si adattano alla classe principale del vostro Guardiano tra titano, cacciatore o stregone. La gestione di questa sottoclasse non si limita però ad essere una semplice alternativa alle precedenti, ma aggiunge ulteriori personalizzazioni attraverso le nature, modificatori che varieranno in molti modi la vostra efficacia.

Imparare a gestire la nuova sottoclasse è molto stimolante, vuoi perché durante la campagna contro Eramis ci viene offerta la possibilità di attivare a ripetizione queste abilità in modo spettacolare, vuoi perché si concentra maggiormente sul controllo del territorio rispetto al procurare danni ingenti. Le granate per esempio creano anche dei muri di ghiaccio che possono essere utilizzati per prendere respiro dalla battaglia o per bloccare momentaneamente passaggi. La sua introduzione è convincente in ogni aspetto del PvE, ma quando si entra nel Crogiolo e si combatte contro altri giocatori, si capisce che c’è bisogno di parecchi interventi di bilanciamento. Inoltre la mancata introduzione di una qualsiasi nuova mappa fa pensare che stavolta il PvP sia la parte meno sviluppata del pacchetto.

Il PvE invece è ci è piaciuto davvero tanto, grazie soprattutto al già citato Europa, satellite di Giove che qui viene rappresentato completamente coperto da ghiaccio e neve. L’introduzione di questa nuova mappa ha però portato la cancellazione di moltissime altre destinazioni. Senza troppi preamboli, ci viene detto che a causa dell’avvento dell’Oscurità alcuni pianeti sono scomparsi. Marte, io, Titano, Mercurio, il Leviatano e tutte le loro attività e incursioni non sono più presenti sulla mappa di Destiny 2. Questo colpo al cuore che sembra aver ridotto le possibilità del gioco, in realtà ha concentrato i giocatori e le attività sui pochi pianeti ancora presenti. Fa il suo ritorno anche il Cosmodromo sulla nostra Terra, mappa che appare lievemente cambiata ma che sa riportare il giocatore in alcune aree iconiche del primissimo Destiny. Il punto più alto è però rappresentato dalle terre ghiacciate di Europa, colpite da tempeste improvvise che effettivamente cambiano la visibilità e le situazioni climatiche quando si combatte. Su questo satellite però non ci sono solo lande fredde e desolate, ma anche laboratori sotterranei e strutture che raccontano la storia della razza Exo e che si dimostrano incredibilmente belli da vedere anche per i profani dell’universo firmato Bungie.

Finita la campagna e ottenuta la sottoclasse, le imprese da compiere sono ben lungi dall’essere terminate, con cacce al tesoro, settori perduti da trovare e ripulire (ora anche in versione Eroica) e forzieri che innalzeranno il nostro livello di potere che al primo avvio inizierà da 1050 per tutti. Il livellamento tramite equipaggiamento è sempre la parte centrale del gioco, tanto da richiedere anche stavolta un gran numero di ore prima di poter raggiungere il valore di 1230, che è quello minimo previsto per poter tentare l’incursione Cripta di Pietrafonda. Questo raid ci porterà in un laboratorio supersegreto in cui la collaborazione tra giocatori sarà fondamentale; per questo motivo, come sempre accade per questo genere di contenuti, il matchmaking non è attivo e dovrete creare manualmente una vostra squadra. Il risultato è però garantito da una missione ricca di idee e con alcune sessioni davvero evocative e spaziali.

Destiny 2 Oltre la Luce è una bella presa di coscienza da parte di Bungie; lo sviluppatore - indipendente già da qualche tempo - ha capito che continuare ad aggiungere contenuti stava disperdendo l’utenza e rendeva troppo complicato gestire ogni cosa per l’attuale team. La scelta di tagliare mappe e attività ad esse legate (che potrebbero però ritornare in futuro) ha permesso di concentrarsi su quello che si voleva mantenere, migliorando la qualità di quello che è stato aggiunto o mantenuto. Questo ha fatto sì che anche chi aveva lasciato alla Torre il proprio Guardiano da diverso tempo, possa ora ritornare per godersi una nuova avventura e parecchie validissime novità. Ovviamente la ripetitività delle missioni è inalterata, e chi passa ore e ore davanti allo schermo finirà per consumare in fretta quanto proposto, ma il passo avanti è stato notevole e l’arrivo di ulteriori contenuti con le successive stagioni dovrebbe garantire una buona varietà. I nuovi arrivati invece troveranno un ottimo punto d’ingresso in uno degli universi più complessi e affascinanti del mondo videoludico attuale.

Pro

- La stasi è un’ottima aggiunta

- Europa è bellissimo e torna il Cosmodromo

- Ottimo punto d’ingresso per i nuovi giocatori

- Tecnicamente è sempre un piacere

Contro

- PvP da bilanciare

- Diversi pianeti non più attivi (ma pochi reali motivi per tornarci)

- La ripetitività è parte del gioco

Redazione

8,5

Vota anche tu eseguendo il login

Vuoi segnalarci un errore? Scrivici qui!

Scheda

  • Data di uscita / 10/11/2020
  • Sviluppatore / Bungie
  • Produttore / Activision

Sparatutto, MMO su Xbox One, PlayStation 4, PC

Pegi 16

Social Net

Ultimi Commenti