Disintegration - Recensione

Il giudizio definitivo sul primo progetto di V1 Interactive!

di Marino Puntorieri / lunedì 06 luglio 2020 / Recensione

Annunciato a sorpresa a ridosso della Gamescom 2019, Disintegration è riuscito a catturare in poco tempo un discreto interesse, conseguenza chiara dell’avere dato il progetto in mano a un piccolo e giovane team capitanato da nientemeno che Marcus Lehto, ovvero il direttore creativo di Bungie che ha dato una svolta sostanziale alla nascita e crescita del brand di Halo. Con una premessa del genere le aspettative non potevano che impennarsi e fin dal primo trailer sapevamo di non poterci trovare davanti un classico sparatutto; sarà bastata la creatività più pura e spontanea, organizzata da qualche spalla ben più che esperta, a superare i limiti classici di uno studio alle prese con il primo progetto e con risorse limitate?

 

Il primo aspetto a favore di Disintegration è quello di offrire una campagna in singolo discretamente strutturata dal punto di vista narrativo e che cerca fin dal primo avvio di differenziarsi ed emergere dall’anonimato che rischia di avvolgere il genere degli FPS, in un contesto che cerca di favorire esperienze sempre più orientate al comparto multiplayer. Ci teniamo a ribadirlo perché non è questo il caso, e grazie all’influenza dell’ex membro di Bungie il lavoro di V1 Interactive va principalmente incontro alle esigenze dei giocatori più solitari. In un mondo devastato da epidemie e crisi economico-energetiche in grado di diffondersi a ritmi sempre più catastrofici, l’unica speranza per la sopravvivenza dell’umanità è data dall’Integrazione: un processo scientifico che permette di preservare i cervelli umani (assieme a memoria, emozioni e tutto ciò che psicologicamente va a caratterizzarne i tratti e i comportamenti) all’interno di corpi robotici perfettamente funzionanti e con essi collegati.

Una sorta di evoluzione della razza umana che però ha portato alla luce differenze sociali ben più sostanziali, sfociate in nuove tensioni e scontri confluiti in una vera e propria guerra civile. Da un lato abbiamo la Rayonne, compagnia militare che ha approfittato della crisi mondiale per assoggettare con la forza gli umani al processo di Integrazione, dall’altro ribelli delle più disparate origini (tra androidi fuorilegge e umani “naturali”) che cercano di dar risalto al proprio istinto di sopravvivenza davanti alla più vile oppressione. Il protagonista dell’avventura è Romer Shoal, ex celebrità della televisione diventato famoso per le abilità con la monoposto antigravità (chiamata graviciclo) più famosa al mondo e che utilizzerà come vera e propria arma al fianco dei ribelli. Se da un lato le premesse sono estremamente valide per contesto e tematiche introdotte, dall’altro si scontra con una realtà più nuda e cruda, dove interessanti dettagli vengono solo accennati per dare spazio a una storia tutto sommato solo discreta e che riesce a coinvolgere solo fino a un certo punto. Non che quantitativamente non ci riteniamo soddisfatti, perchè la storia non viene velocizzata quasi mai, e le missioni sono presenti in buon numero per allungare il contatore delle ore alla doppia cifra, ma i diversi personaggi secondari faticano ad emergere rispetto alle potenzialità accennate, andando a rafforzare quanto appena scritto.

Ciò che però fa davvero la differenza in Disintegration rispetto alla concorrenza è il suo gameplay ibrido, a metà tra uno sparatutto tradizionale e uno strategico in tempo reale. Le due anime ovviamente non convivono in egual misura trattandosi di un prodotto principalmente votato all’approccio più action e frenetico, ma assicuriamo che senza considerare anche solo in minima parte le soluzioni più ragionate si rischia di ripetere i checkpoint qualche volta di troppo, soprattutto alle difficoltà più elevate. Si capisce già dopo pochi istanti la comodità di una mappatura dei comandi estremamente immediata, con grilletti adibiti allo spostamento delle unità a ogni pressione rispetto a ciò che viene puntato con l’indicatore e i pulsanti classici utili per attivarne le abilità speciali. A seconda della missione possiamo avere da uno fino a tre compagni, discretamente vari nella tipologia di attacco e abilità speciale (anche se sotto quest’ultimo aspetto avremmo preferito una differenziazione maggiore). Da sottolineare la presenza di risorse e chip da raccogliere per far progredire e potenziare protagonista e compagni con alcuni indicatori che ne migliorano le abilità in battaglia, e da assegnare tra una missione e l’altra dall’hub principale; un semplice e giusto pretesto per incentivare la rigiocabilità senza troppi sforzi, ma favorendo uno sguardo più ampio per alcuni obiettivi secondari durante il proseguimento della storia.

Ovviamente il graviciclo durante la campagna monterà diversi armamenti, dalle più classiche mitragliatrici, a cannoni più lenti o dannosi, senza dimenticare missili a ricerca et simili, insomma la potenza di fuoco non manca e permette di accontentare sia i giocatori più favorevoli a un approccio da prima linea sia quelli più cauti. Come già ribadito, però, gettarsi nella mischia a testa bassa non premia quasi mai e i nemici (spesso in superiorità numerica) possono impiegare anche solo pochi colpi ben assestati per danneggiare e provocare un repentino game over. Bisogna rimarcare anche una certa IA deficitaria soprattutto degli alleati, pronti a seguirci indipendentemente dalla pericolosità di ogni sezione e difficilmente in grado di trovare un riparo autonomamente; è capitato più volte di affrontare intere sessioni facendo letteralmente da balia ai propri alleati da rianimare costantemente. Senza dimenticare una certa ripetitività delle missioni che, unito ai difetti citati, impedisce un coinvolgimento tale da permettere all’intera produzione un salto qualitativo più netto e marcato.

Disintegration non è però solo single player, ma (nel bene e nel male) contiene una discreta componente multiplayer utile per staccare la spina tra una missione e la successiva, ma che singhiozza sia dal punto di vista contenutistico sia qualitativo. Le implementazioni apprezzate durante la campagna ritornano con alcuni ritocchi per dare vita a scontri 5 vs 5 con squadre composte da equipaggi parzialmente personalizzabili e che ricalcano armi e abilità utilizzate durante la campagna creando scontri veloci tra più unità su schermo: soluzione che a conti fatti rende i match spesso confusionari, azzerando totalmente quel poco di componente strategica possibile. Nota davvero dolente però è la presenza di pochi giocatori online sin dai primi giorni; per fare una manciata di partite abbiamo impiegato interi pomeriggi, tra matchmaking infiniti e caricamenti repentini ai limiti della sopportazione. Nessuno si aspettava di meglio sotto questo aspetto, ma nel panorama pvp online il consumatore medio è molto selettivo. Un po’ di rammarico rimane ugualmente però perché gli sviluppatori hanno comunque fatto il possibile per imbastire una struttura tutto sommato discreta con sfide e obiettivi a tempo, qualche skin da sbloccare e soprattutto tre modalità abbastanza classiche, ma comunque valide nella loro semplicità e funzione di intermezzo a piccole dosi rispetto al proseguimento della modalità campagna.

Dal punto di vista tecnico Disintegration riesce a difendersi dignitosamente grazie a una buona mole di dettagli focalizzata su alcuni personaggi principali, gravicili e paesaggi con alcuni scorci interessanti e che ben richiamano lo stile Bungie per ovvi motivi. Apprezzabile la parziale distruttibilità di ripari e alcune architetture anche se avremmo preferito una maggior interazione diretta con l’ambiente circostante, limitata agli ordini dei propri commilitoni da assegnare continuamente per ottenere risorse o proseguire attraverso un qualsiasi pannello. Solo in presenza di più unità su schermo abbiamo notato lievi rallentamenti per qualche secondo, così come una telecamera sempre ben salda alle spalle della postazione di guida del protagonista. Ultimo, ma non per importanza, un buon componimento sonoro e un doppiaggio originale inglese supportato dai sottotitoli in italiano che ne facilitano la comprensione.

Disintegration è un titolo piacevole e che grazie a un gameplay atipico per il mondo degli sparatutto porta una parziale varietà. V1 Interactive è un giovane team che mostra interessanti idee al netto di evidenti limiti strutturali che impediscono alla loro prima produzione di emergere completamente e senza intoppi. La storia trasuda impegno e volontà di dimostrare le proprie capacità, ma non riesce ad incidere oltre un certo livello qualitativo. Il comparto multiplayer rappresenta invece una piccola appendice che difficilmente inciderà sui numeri finali dell’intera produzione. Parliamo comunque di un progetto venduto sin dal day one ad un prezzo leggermente ridotto, 50 euro circa, e che sentiamo comunque di consigliare a chi cerca qualcosa di differente nel suo genere di riferimento, senza troppe pretese.

Pro

- Buona campagna single player con tante missioni da affrontare

- Gameplay ibrido solido e divertente...

- Alcune sessioni sono impegnative anche a difficoltà intermedia

- Tecnicamente riesce a difendersi più che dignitosamente

Contro

- ... ma un IA deficitaria compromette la componente più strategica

- La storia fatica a coinvolgere nonostante le premesse

- Multiplayer colpito da evidenti limiti strutturali

Redazione

7,4

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Scheda

  • Data di uscita / 16/06/2020
  • Sviluppatore / V1 Interactive
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 1-10
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