DOOM Eternal: The Ancient Gods Part 1 - Recensione

La doppietta non riposa mai

di Andrea Piaggio / mercoledì 28 ottobre 2020 / Recensione

Lo scorso marzo DOOM Eternal ci ha portato una dose immensa di azione e adrenalina: si è dimostrato un gioco solidissimo che appartiene al genere degli FPS e che ha avuto il coraggio di puntare quasi tutto sulla componente per giocatore singolo, andando contro alle mode del momento e ottenendo grande riconoscenza da tutti quei giocatori che cercano un titolo vario e con meccaniche furiose ma non certo banali. Imparando dagli errori commessi con il precedente DOOM del 2016, il Season Pass di questa uscita ha scelto di aggiungere ulteriori contenuti proprio alla componente single player e così ci siamo nuovamente calati nell’armatura dello Slayer per iniziare The Ancient Gods Part 1.

DOOM Eternal ha dimostrato che si può inserire una storia anche all’interno di un gioco che basa il suo fascino su azione blastatoria frenetica. Anche facendoci sparare a tutti quello che si muove, il nuovo lavoro di id Software si è ricollegata al passato e ha creato un ponte per il futuro, lasciando in sospeso alcune sottotrame che ritroviamo proprio in questa prima espansione. Dovete infatti sapere che, anche se questo DLC si può acquistare senza avere il gioco base, il fatto che inizi proprio quando quello si conclude, agevola tutti quelli che hanno finito DOOM Eternal e ne vogliono ancora. Senza raccontarvi i dettagli di una storia che magari non avete nemmeno iniziato, inizieremo questa nuova battaglia contro i demoni con tutte le armi, le rune e i potenziamenti che avremo acquisito durante la storyline principale. Inoltre, cosa che non potrò mai sottolineare abbastanza, anche il livello di difficoltà è equiparabile a quello delle ultime missioni del gioco, tendendo anche a superarlo man mano che si procede. Questo per dirvi che iniziare questa espansione senza il gioco base, non ha molto senso.

In questo primo DLC troveremo tre missioni differenti, numero che può sembrare limitato fintanto che non si affrontano gli stage. Ovviamente molto dipende dal livello di difficoltà che sceglierete all’inizio, ma se selezionerete il terzo di quattro, come ho fatto io, questi tre livelli potranno sembrarvi molto più lunghi di quanto non siano. Il motivo sta tutto nella già citata difficoltà degli scontri, veri e propri protagonisti di questa uscita. L’equilibrio con cui DOOM Eternal gestiva azione ed esplorazione qui è sicuramente in favore della prima, con collezionabili che si ottengono quasi automaticamente, ma con scontri che sanno davvero farvi faticare. Se siete un po’ arrugginiti lo capirete già dal primo combattimento, in cui i demoni non fanno sconti e vi obbligano a ricordare in fretta quale arma è più efficace contro uno specifico nemico, quali mosse avete a disposizione, come si cambiano i moduli di ciascun fucile, tutto mentre cercate di studiare la mappa dello scontro per non finire in vicoli ciechi che significano morte certa. Andando avanti noterete poi che gli sviluppatori hanno scelto di metterci alla prova cambiando anche alcune regole, chiudendoci maggiormente in aree relativamente piccole ma infarcendole di nemici che sembrano non finire mai. Anche quando avrete abbattuto un Tyrant non potrete rilassarvi perché da lì a poco potrebbero apparirne altri due o, peggio, una combinazione da altri demoni superpesanti, accompagnati da demoni minori che però risultano utili per recuperare energie, munizioni e corazza con le meccaniche che il gioco base ci aveva insegnato.

C’è anche qualche novità nel bestiario, ma si tratta di poche eccezioni che aumentano il delirio del combattimento senza però cambiare un tipo di gameplay che già funzionava a meraviglia. Tornano poi i cancelli Slayer con una runa tutta nuova in premio al loro completamento, ma il bello di questo DLC sta nell’avere nuovi setting di nemici classici da combattere all’interno di nuove aree. Non manca comunque anche una bella boss fight finale e un cliffhanger che ci accompagnerà verso la seconda parte in arrivo nei prossimi mesi, ma alla fine il bello è ritrovarsi a giocare e a provare, volta per volta, nuove strategie all’interno di un combattimento difficilissimo da tenere a bada grazie alla combinazione di velocità e fluidità che contraddistingue tutta la produzione. Anche le ambientazioni dei livelli sono molto ispirate, garantendo un ritmo di gioco intenso, che viene supportato magnificamente da una colonna sonora aggressiva e impeccabile. Validissimo poi il doppiaggio, che continua a risultare di alto livello seppur in un gioco in cui sono le esplosioni e i versi infernali a dettare il ritmo.

The Ancient Gods Part 1 è un’ottima partenza per il season Pass di DOOM Eternal. Non volendo cambiare le carte in tavola che funzionano ancora alla grandissima, id Software sceglie di creare tre livelli con scontri brutali e in crescendo, perfetti per aumentare le sfide di tutti quelli che hanno già finito il gioco base. La difficoltà che accogli i giocatori è da subito molto elevata, con demoni di alto livello che non lasciano scampo agli impreparati. Poi se lo giocate alle difficoltà più semplici tutto questo discorso un po’ decade, ma se avrete voglia di una sfida intensa, veloce e brutale, questo è uno di quei DLC da non farsi scappare. Ovviamente chi ha amato il gioco base lo adorerà.

Pro

- Il gameplay di DOOM Eternal

- Combattimenti furiosi fin da subito

- Arene più piccole, con nemici più grossi

- Alta livello di sfida, comunque regolabile

Contro

- Meno esplorazione

- Poche novità in fatto di nemici

- Solo tre livelli, anche se lunghi e impegnativi

Redazione

8,5

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Scheda

  • Sviluppatore / id Software
  • Produttore / Bethesda Softworks
  • Doppiaggio / Italiano
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / ???
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