Double Kick Heroes - Recensione

Fracassando crani tra un riff e un altro!

di / mercoledì 26 agosto 2020 / Recensione

I modi di affrontare la musica sono molteplici, e tra questi ci sono i giochi di ritmo: veri e propri percorsi a ostacoli vengono cuciti a puntino su delle tracce musicali di ogni genere esistente, e chiunque, anche il giocatore più occasionale, può aver imbracciato almeno una volta una chitarra giocattolo per vivere un’esperienza forse frustrante, ma anche molto più attraente e profonda di ciò che sembra.
Oggi non ci ritroviamo a parlare di pezzi da novanta come Guitar Hero o Elìte Beat Agents: c’è un nuovo invitato alla festa, e il suo nome è Double Kick Heroes!

Ciò che differenzia fin da subito Double Kick Heroes da tutti gli altri giochi di ritmo è che riesce a mescolare in maniera interessante il genere sparatutto con il rhythm game. Ci troviamo in una vera e propria apocalisse zombie, in cui un gruppo metal dai gusti, vocalità e suoni estremamente elastici e adattabili si ritrova a scappare da orde di infetti suonando e sparando a ritmo verso l’alto e verso il basso, richiamando dal punto di vista prospettico i beat’em up di una volta, à la Double Dragon, per intenderci.
La macchina, però, continua per la sua strada senza necessità di input da parte del giocatore, che sarà dedicato a dei compiti precisi, dipendenti dalla difficoltà scelta per la modalità arcade o storia.
La difficoltà scelta detterà la presenza o meno di più armi nel proprio arsenale, che seguiranno il beat in maniera diversa: si passa dal più banale Rock, che rappresenta la modalità facile, in cui si potrà affrontare tutto il gioco come se fosse una sorta di Guitar Hero a traccia singola, per poi arrivare ad Hard Rock, che aggiunge una traccia dedicata, arbitrariamente, a un’altra parte del beat, fino a Metal, Violenza ed Estremo, il cui ultimo inserisce un’ulteriore traccia e spalma il beat in maniera più chiara e su settori meno ristretti di ritmo.

Una cosa che colpisce fin da subito è che il ritmo non viene dettato necessariamente dalla cassa della batteria, ma anche dal rullante e dai piatti, e questo, non lo nascondo, può facilmente generare confusione nel giocatore, che sia esperto o meno. La difficoltà Hard Rock può essere già troppo complicata per un giocatore abituato a giochi di ritmo puro come Rhythm Heaven od Osu!, mentre un giocatore navigato con Guitar Hero si troverà quasi sicuramente già a casa, con l’unico ostacolo nel riadattare le dita al controller e a comandi decisamente più convenzionali.
Lo schermo di gioco di Double Kick Heroes divide l’azione in due parti distinte: la parte superiore mostra quello che accade nella “vita reale” (sparatorie, botte da orbi, zombie vestiti di tutto punto che inseguono una macchina su cui cinque ragazzi spericolati suonano le tracce più disparate), mentre quella inferiore mostra la traccia e il ritmo da seguire, a cui potremo adeguare arbitrariamente la direzione dei colpi, senza alcuna limitazione. Questo è perlomeno come funziona il gioco in modalità Rock, in cui LB ed RB (o L1/R1 o L/R dipendentemente dalla console) indicheranno la direzione generica più “alta” o più “bassa” del colpo.
Fortunatamente l’arsenale è molto più ricco di quanto sembri a prima vista: dalla pistola, che dipendentemente dall’andamento della traccia diventerà progressivamente un fucile e un cannone (fino a un massimo di moltiplicatore 8x del punteggio) fino alle granate e al cecchino, presenti solo nelle difficoltà superiori a “Rock”, che aggiungeranno un nuovo grado di difficoltà e un modo ancora diverso di smembrare le enormi orde di zombie che inseguono il gruppo.

Colpire gli zombie e restare vivi è ancora più vitale del seguire il ritmo effettivo della musica: è questo un altro strato dell’anti-convenzionalità di Double Kick Heroes, dato che si può essere colpiti solo 3 volte in tutta la traccia.
Altra opportunità di gameplay presente in tutte le difficoltà risiede nella possibilità di spostare verticalmente la macchina nei livelli contro i boss per evitare i colpi, telegrafati abbastanza da poter permettere numerosi danni alla vita del malcapitato di turno prima che sferri il suo attacco.
Insomma, Double Kick Heroes è un rhythm game fuori dagli schemi, capace di intrattenere i più avidi giocatori appassionati e non di Metal e affini.
Riesce ad accontentare perfino il giocatore più occasionale con diverse opzioni in grado di semplificare la vita in più di una situazione. È, tutto considerato, un titolo molto adattabile, soprattutto grazie a una robustissima modalità storia, che con ben 30 tracce (senza contare tutte le altre presenti in modalità Inferno né quelle create dagli utenti, data la presenza di un editor musicale, giocabili a patto di possedere la traccia audio della canzone in questione) dipinge la più classica storia di viaggio all’Inferno costellata di citazioni videoludiche e metal, senza nessuna remora e senza peli sulla lingua.
Tra le citazioni più meritevoli ricordiamo il Vault Boy di Fallout, la maglietta di James che può citare liberamente sia Scott Pilgrim che Hikaru di Ape Escape e Marlene Branson, chiara citazione del famosissimo Marilyn Manson.

Double Kick Heroes è un’aggiunta fresca al genere dei rhythm game, che entra a gamba tesa e cerca di fare ciò che può per far interessare anche chi non è avvezzo al genere.
Ci riesce? Si, piuttosto bene, ma potrebbe riuscirci ancora meglio se la traduzione italiana fosse un po' più curata nella punteggiatura e se il gioco permettesse un po’ più di tempo ed elasticità per adattarsi alle meccaniche più complesse dalla difficoltà Hard Rock in su.  Le premesse ci sono tutte: graficamente è ben animato e vanta una pixel art di altissimo livello e l’audio è a dir poco stellare, con tracce che saltellano tra un genere e un altro senza paura di alienare il giocatore. Elmobo, il compositore dell’intera Soundtrack, riesce a costruire con elasticità una serie di tracce totalmente diverse l’una dall’altra, risultando in un prodotto decisamente divertente, nuovo e per niente scontato.
I giochi di parole su generi e tracce si sprecano (ad esempio il genere Shuggacore, chiara citazione al gruppo Prog Metal Meshuggah), e le tracce sono tutte estremamente orecchiabili, talmente tanto da essere un ascolto apprezzabilissimo anche all’infuori dell’esperienza videoludica.
Tra le tracce più interessanti ricordiamo, sicuramente, Warriors of the Badlands del livello 2-5 e Surprise! You’re Undead! del livello 3-1.

C’è poco altro da dire: Double Kick Heroes è un prodotto autoreferenziale pieno di personalità, che invoglia sicuramente all’acquisto chi è in cerca di un gioco di ritmo non proprio banale e fuori dagli schemi ormai granitici di tantissimi giochi dello stesso genere.
Nonostante ci siano somiglianze di gameplay a livello grafico, siamo ben lontani dai tempi di Dance Dance Revolution e Guitar Hero: Double Kick Heroes convince con la sua personalità forte e strafottente, e la sua presenza su ogni singola piattaforma disponibile (Mac compreso!) lo rende ancora più appetibile.
Complimenti Headbang Club, avete tra le vostre fila un nuovo fan!

Pro

- Estrema varietà musicale nel suo genere

- Modalità storia divertente e ben scritta

- Gameplay ingaggiante e vario

- Un modo decisamente fresco di approcciarsi al genere Rhythm Game

Contro

- Ci vuole un po’ ad abituarsi

- Schemi ritmici non convenzionali

- Traduzione italiana da raffinare

- Sa essere davvero difficile

Redazione

8,0

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Scheda

  • Data di uscita / 13/08/2020
  • Sviluppatore / Headbang Club
  • Produttore / Headbang Club
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1

Sparatutto, Rhythm Game su Nintendo Switch, Xbox One, PC

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