Felix the Reaper - Recensione

La Morte bussa alla porta a passo di danza (?)

di Marino Puntorieri / giovedì 24 ottobre 2019 / Recensione

Parlare della morte non è mai semplice, trasportarla poi all’interno di un contesto videoludico senza rischiare di appesantire una storia o il gameplay lo è ancor meno. Proprio per questo, la sfida lanciata dai ragazzi di Daedalic Entertainment per sorprenderci con il loro Felix the Reaper, non poteva passare inosservata. Rappresentare il nefasto destino in modo tanto maldestro quanto curato, con una formula di gioco diversa dall'avventura, senza lasciare nulla al caso, ci ha piacevolmente sorpreso, e siamo pronti a spiegarvi il motivo di questo nostro entusiasmo.

 

 

Nel mondo di gioco ideato da Daedalic e sviluppato dai ragazzi di KONG ORANGE, le leggi del tempo e dello spazio sono gestiti quasi in modo burocratico dal Ministero della Morte e il Ministero della vita, con precisi ruoli lavorativi affidati ad entità dalle più strane forme. Il protagonista dell’avventura si chiama Felix, ballerino formidabile, nonostante le sue forme rotonde, che decide di intraprendere la carriera da Tristo Mietitore con la sola speranza di incrociare l'amata Betty (assunta dalla concorrenza) durante il turno di lavoro nel mondo terreno. Da qui nasce il pretesto per impugnare il pad (o mouse a seconda della piattaforma) e affrontare le varie sessioni in rapida successione così da far incontrare i due innamorati in un ricongiungimento paradossale in stile “Romeo e Giulietta” ben più grottesco.

La storia, ovviamente, rimane un piacevole contorno e, nonostante vari intermezzi al limite dell’esilarante tramite bozzetti che prendono vita, la narrazione lascia spazio in breve tempo al gameplay vero e proprio. Felix the Reaper è un puzzle game che fa degli indovinelli legati alla manipolazione di tempo e spazio il proprio cavallo di battaglia; l’obiettivo in ogni sessione riguarda letteralmente l’agire nell’ombra per far fuori un determinato bersaglio seguendo schemi e concatenazioni di eventi degni di una parodia di Final Destination. Le cinque campagne, suddivise in più missioni e concentrate sui rispettivi bersagli, scorrono su schermo in modo piacevole e coinvolgente per cinque ore abbondanti, in grado di aumentare per tutti i collezionisti gli amanti delle sfide, grazie a varianti per ogni missione ben più intricate delle versioni tradizionali. Avremmo preferito qualche sessione ulteriore, ma è facile rimanere soddisfatti dal punto di vista contenutistico.

Il carismatico Felix è un ballerino eccezionale e darà sfogo a tutto il proprio repertorio in ogni frangente possibile, oltre ad essere sinceramente spassoso vederlo all’opera e distrarci mentre cerchiamo di capire come risolvere un determinato puzzle. Ogni mappa viene strutturata come una vera e propria scacchiera con numerosi oggetti essenziali per raggiungere l’obiettivo; proprio interagire con alcuni di essi (come raccoglierli o impilarli uno sopra l’altro, così come attivare determinate leve o portali) può fare la differenza per il superamento di un ostacolo. Come anticipato, il protagonista può muoversi solo nell’ombra proiettata dagli oggetti stessi ed ha a disposizione un potere per cambiare di 90° la direzione della luce solare (fissata solo a due angolazioni per mappa). I rompicapi sono tutti ben orchestrati e poche volte si rischia di rimanere spaesati, ma fortunatamente il team di sviluppo ha inserito dei consigli su schermo che aiuteranno chi resta bloccato, senza però togliere la soddisfazione della risoluzione dell’enigma di turno e assottigliando il senso di frustrazione ai minimi storici. Soni invece un po' problematici i comandi di gioco: bisogna segnalare che sia con mouse e tastiera sia con un controller i comandi non rispondono sempre al meglio, complice una telecamera un po' scomoda, soprattutto durante lo studio della planimetria della mappa. Niente di comunque esagerato e si riesce ben presto ad adattarsi a qualsiasi situazione considerando il ritmo lento e ragionato.

Tecnicamente Felix the Reaper supera le aspettative, complice una visione di insieme convincente con modelli poligonali non esageratamente curati, ma compensati da linee ben marcate che enfatizzano uno stile goffo, grottesco e caricaturale al punto giusto, sia per paesaggi sia per i personaggi presenti. Nessun rallentamento o bug da dover evidenziare, mentre non ci si può dimenticare della colonna sonora composta da una dozzina di tracce ben diversificate e che rischiano seriamente di coinvolgere a più riprese il videogiocatore nei balli del protagonista.

Felix the Reaper è un piccolo gioiellino che abbraccia qualsiasi videogiocatore, da chi cerca sfide e puzzle impegnativi a chi semplicemente cerca qualcosa di diverso e ugualmente gratificante. Il gameplay convince fin da subito, così come le movenze estremamente curate del protagonista tra un passo di danza e l’altro. Il team di sviluppo è riuscito, nonostante qualche grattacapo e compromesso, a confezionare un prodotto piacevole e che tratta con leggerezza un tema assai delicato, senza mai scadere nella banalità. Il tutto è sottolineato da un curato lavoro di documentazione presente anche nel menù e che mostra le varie aree tematiche dalle quali il team ha pescato con parsimonia per ottenere trama, paesaggi e musiche, dimostrando ancora una volta tantissimo impegno.

Pro

- Felix è un personaggio con il quale si entra subito in sintonia

- Enigmi ben diversificati ed impegnativi

- Adatto sia agli esperti che ai nuovi arrivati

- Minuzioso lavoro di documentazione

- Buona varietà di scenari ed oggetti con i quali interagire...

Contro

- ... ma qualche stage in più non avrebbe guastato

- Comandi non sempre precisi.

Redazione

8,3

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Scheda

  • Data di uscita / 17/10/2019
  • Sviluppatore / Kong Orange
  • Produttore / Daedalic Entertainment
  • Doppiaggio / inglese
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1
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