Forza Horizon 5 - Recensione

Il Festival motoristico più incredibile di sempre

di Andrea Piaggio / mercoledì 17 novembre 2021 / Recensione

La nuova generazione di console è uscita un anno fa, ma sta facendo un po’ di fatica ad ingranare: un po’ perché PS5 e Xbox Series X|S non si trovano e un po’ perché molti giochi vengono sviluppati anche per la vecchia generazione che ormai monta un hardware vecchio di 8 anni. La scelta è comprensibile per non abbandonare i vecchi giocatori, però si viaggia un po’ con il freno a mano tirato. Forza Horizon 5 toglie quel freno in modo deciso e, anche se il gioco funziona pure su Xbox One, provarlo su una Xbox Series X ci mostra finalmente cosa si può fare con i nuovi hardware.

Forza Horizon 5 è un racing game arcade a mondo aperto, in cui si può viaggiare a bordo di una delle oltre 500 vetture fedelmente riprodotte, per completare gare, sfide e moltissimo altro. Il modello di guida è immediato e reattivo, per permetterci di passare agevolmente da una monovolume ad una hypercar, anche se ovviamente le prestazioni in strada saranno molto diverse. Non ci sono incidenti spettacolari come in Burnout Paradise e in molte situazioni il titolo mantiene un buon senso di realismo, ma non mancano salti folli e prove speciali che portano in luce lo spirito spettacolare della produzione. Si può comunque intervenire sulla messa a punto delle auto, ma in linea generale non sarà necessario, a meno che non vogliate gareggiare a difficoltà molto elevate che richiedono quindi uno studio più attento della propria vettura. Di solito quindi, si sceglie una macchina e si inizia a correre. Al massimo si può potenziare, ma anche in quel caso talvolta è più semplice passare da un’auto all’altra, visto che il gioco ve ne regalerà un sacco, in vari modi. Questa dinamica generale non è nuova e arriva fin dal Colorado del primo Forza Horizon per Xbox 360, ma con il tempo lo sviluppatore Playground Games ha perfezionato il suo lavoro e lo ha ampliato in modo sorprendente. L’ultimo grande risultato è arrivato dall’Inghilterra del quarto capitolo, con idee e soluzioni che comprendevano anche eventi stagionali e altri creati dagli utenti, da aggiungere al già ricchissimo pacchetto base. Cosa si poteva fare quindi per migliorare questa serie? La risposta si trova in Messico.

La scelta di questo luogo non aveva convinto tutti, ma per far cambiare idea agli scettici basta la spettacolare presentazione. Ci verranno introdotti alcuni dei diversi biotipi presenti, tra cime dei vulcani, zone aride colpite da una tempesta di sabbia, giungle, e anche zone innevate a cui si aggiungeranno piccoli e coloratissimi centri abitati. Il nostro avatar sarà presentato già come una celebrità dell’evento e per questo motivo avremo fin da subito alcune vetture a disposizione. Il bello è che, pur essendo un racing game in cui si progredisce vincendo gare, la struttura si sviluppa come un classico open world, con missioni da completare per ampliare ulteriormente il festival e sbloccare i diversi eventi che contraddistinguono i diversi palchi che dovremo costruire in giro per la mappa. Queste missioni si chiamano Spedizioni e amplificano il senso di avventura che si respira nel titolo, anche grazie a luoghi come templi maya e aree selvagge da esplorare mentre si guida. Questi momenti sono ottimi e amplificano la sensazione di non stare solo giocando ad un racing game, ma a qualcosa con un respiro molto più ampio. La progressione viaggia su tre livelli differenti: giocatore, vetture e Festival. Gareggiare e vincere (ma non solo) porta crediti ed esperienza per il nostro avatar, che quando salirà di livello otterrà un premio come per esempio un giro di ruota in cui si possono vincere oggetti cosmetici, crediti extra o addirittura vetture. Le macchine possono invece salire di livello eseguendo azioni spericolate anche al di fuori della gara, a patto di non colpire ostacoli mentre una combo è attiva. Si sbloccheranno così punti abilità che potremo investire per aumentare il punteggio durante particolari manovre o altre variabili che permettono non tanto di migliorare le prestazioni della vettura, quanto di renderla più efficace nell’ottenere punti esperienza e crediti. Infine, la progressione del festival è quella che gestisce lo sblocco delle aree presenti sulla mappa e delle relative attività speciali. Per sbloccarle bisogna ottenere riconoscimenti, ossia stelline che arriveranno dopo aver compiuto particolare azioni. Queste sfide sono comodamente riunite all’interno di un menu che raccoglie tutte le tantissime prove che dovremo svolgere per completare un capitolo, così da avere sempre sotto controllo cosa dobbiamo fare o cosa abbiamo lasciato indietro.

Il risultato di tutto ciò potrebbe apparire caotico ad una prima occhiata, specie dopo aver iniziato a sbloccare diverse aree del Festival che fanno apparire gare cross-country, altre su strade sterrate, e altre ancora non proprio ufficiali. A queste si aggiungono gli eventi a tempo caratterizzati dalle stagioni che si rinnovano di settimana in settimana, e questo può rendere la mappa molto affollata. In realtà però basta fare un salto nel menu, selezionare una sfida ancora non completata e ci si ritroverà poi sulla mappa principale con il GPS puntato in quella direzione. Le sfide poi possono essere affrontate in singolo, con i drivatar dei giocatori inseriti nella vostra lista amici adattati alla difficoltà scelta, ma potrete anche scegliere di giocare sempre online contro altri giocatori. O addirittura creare un evento speciale con la modalità Lab, scegliendo regole, luoghi e checkpoint. Insomma, si può giocare nel modo che si vuole e per un tempo indefinibile, vista la mole di contenuti che continuerà ad arrivare anche dopo che avrete sbloccato ogni vettura e affrontato ogni singola sfida. Questo accade anche perché il sistema di guida, seppur immediato, riesce a trasmettere sfumature di ogni genere, e non mi è mai capitato di guidare un’auto che mi sembrasse uguale all’altra. Delle 500 che troverete poi potreste usarne davvero solo una cinquantina, ma è comunque importate sapere che su ognuna è stata riservata una cura maniacale che si può riscontrare nella modalità Forza Vista: qui, come da tradizione potremo aprire le portiere e i cofani, così da curiosare e ammirare tutti i dettagli.

Se vi sembra che più o meno i contenuti siano rimasti gli stessi di Forza Horizon 4, probabilmente è perché non siete ancora partiti per il Messico di Playground Games. Va ricordato che stavolta tutto è più organizzato e che le spedizioni e la progressione del Festival danno una bella virata al modo di approcciare il mondo di gioco. Area tra l’altro molto più ampia e varia, con una densità di eventi davvero impareggiabile, anche senza contare le tante modalità online a cui potremo partecipare. È però innegabile che l’idea di essere davanti ad un gioco next-gen derivi principalmente da una componente tecnica strabiliante. Il gioco parte in modalità “Qualità” e questo significa risoluzione a 4K, qualche miglioramento ai dettagli a bordo pista e 30 frame per secondo costanti. In un racing game però, se si può scegliere di giocare a 60 fps, conviene prendere quella strada e quindi consigliamo di passare subito alla modalità “Prestazioni”. Una volta fatto, a parte qualche dettaglio di poco conto, il gioco dà il suo meglio, offrendo una velocità spaventosa e un aggiornamento a schermo sempre impeccabile. Le auto e i loro riflessi, i danni che subiscono e che si vedono chiaramente a fine corsa e soprattutto l’ambiente di gioco, lasciano a bocca aperta, specie considerando la natura open world del progetto. I caricamenti sono rapidissimi grazie alla memoria SSD della console, ma è l’insieme di tutte queste componenti che crea la magia. La grafica è di qualità eccelsa anche durante la guida libera in cui si incrociano altri giocatori o ci si fionda in a una tempesta. Il tutto mentre una delle tante autoradio suona musiche e canzoni su licenza che però non puntano tutto sulle melodie latine, lasciando la mitica stazione di musica classica e altre di musica elettronica o punk rock. Quando si gioca su Xbox One ovviamente molto di quanto descritto viene ridimensionato, ma il gioco rimane comunque godibile come lo erano i precedenti, potendosi permettere tutte le migliorie strutturali che ne derivano. Sicuramente, dopo aver visto le differenze, la voglia di cercare una Series X si farà più forte che mai e se c’è stato un gioco fino ad ora che motiva in pieno il salto generazione, è sicuramente questo. Se volete proprio trovare un difetto, potete puntare il dito verso il DJ che parla unicamente in inglese e che non viene sottotitolato per tutto quello che dice tra una canzone e l’altra, però bisogna essere noiosi forte. Tutti gli altri dialoghi sono invece sottotitolati in italiano e permettono la completa comprensione, anche se talvolta si prendono qualche libertà interpretativa che noteranno solo i più anglofoni.

Forza Horizon 5 è, come i predecessori, puro e semplice piacere di guida trasformato in codice così che possa essere replicato e vissuto attraverso i nostri sistemi. Attualmente è il racing game più completo sul mercato, può essere giocato da grandi e piccoli con la stessa intensità e nel modo che si desidera: personalmente mi sono trovato a sorridere soddisfatto sia completando gare su gare, sia perdendo tempo a derapare tra i cactus nel deserto. Il fatto che si possa vivere questo pazzo viaggio messicano con un tale livello di libertà su cosa fare e quando, è un grande regalo che ci viene fatto dai ragazzi di Playground Games. Lo sviluppatore inglese ha saputo gestire al meglio la fiducia guadagnata, ha fatto tesoro delle critiche del passato e, ancora una volta, ha dimostrato che questo spin-off se la gioca ad armi pari con la serie madre Forza Motorsport. Il nostro unico consiglio è di giocarlo, anche in versione old-gen: potrebbe essere la spinta decisiva per spingervi all’acquisto di una nuova console e godervi al meglio questa festa in terra messicana. Inoltre ricordate che il gioco è disponibile gratuitamente per tutti gli abbonati ad Xbox Game Pass. Se però non siete abbonati e siete indecisi, date retta allo zio Andre e compratelo senza ripensamenti. Sarete felici di averlo fatto non appena apparirà la schermata d’avvio.

Pro

- Un’avventura su 4 ruote

- Più di 500 vetture

- Liberta assoluta nel gestire la progressione

- Sistema di guida adatto a tutti e personalizzabile

- Una marea di sfide, anche create dai giocatori

- Torna il sistema a stagioni con gare e premi

- Grafica eccellente e 60 fps su Xbox Series X

- Grandissima tracklist

- Online ricco e “invisibile”

Contro

- Solo sottotitolato in italiano

- Alla difficoltà massima, i Drivatar vanno sospettosamente troppo veloci

Redazione

9,7

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