Gods Will Fall - Recensione

Avere il coraggio di osare non sempre porta al successo

di Fabio Lorenzi / martedì 16 febbraio 2021 / Recensione

Sviluppato da Clever Beans e pubblicato da Deep Silver, il nuovo gioco basato sulla mitologia celtica, si è presentato ai media come un titolo che avrebbe saputo sorprendere gli utenti, amalgamando in un unico contesto diversi stili di gioco appartenenti a due pianeti diversi. Con Gods Will Fall si è cercato di unire lo stile dei dungeon crawler con quello dei roguelike, con il primo caratterizzato dalla presenza di dungeons e labirinti principalmente ad ambientazione fantasy, mentre il secondo influisce su aspetti come mappe casuali o, ad esempio, la morte permanente. Gods Will Fall è quindi andato ad attingere da questi due enormi contenitori, ma sarà davvero riuscito a creare un qualcosa di unico in un mondo videoludico in continua evoluzione?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo partire dal principio e dall’arco narrativo che il videogioco propone: sin da un’epoca lontana, l’umanità è soggiogata al volere di alcune divinità finchè una ribellione composta da i più grandi guerrieri celtici insorge, inviando una flotta immensa di navi contro l’isola degli dei. Ed è proprio qui che parte l’avventura dei nostri eroi, che si ritroveranno bloccati tra onde alte come palazzi, con solo otto guerrieri sopravvissuti e naufragati proprio sull’isola che avevano come meta. L’anteprima narrativa offre spunti estremamente interessanti, ma purtroppo anche molto limitati. Infatti, durante le varie fasi di gioco ed i vari dungeons, potremo trovare diverse pergamene che offriranno un minimo di contesto in merito alle Divinità da affrontare, ma si tratta di poche righe tutt'altro che esaustive e facilmente dimenticabili. Gli eventi narrativi viaggiano inoltre in parallelo se consideriamo anche la storia dei singoli guerrieri: gli otto personaggi avranno vari legami con le diverse divinità ed anche con i loro compagni e vi capiterà di dover guidare un guerriero che ha avuto un particolare trascorso con un dio, o un altro che deve vendicarsi di un alleato caduto.

Questo aspetto certo ci aiuta ad introdurre il gameplay di gioco che rivela una caratterizzazione dei personaggi che a nostro modo di vedere rimane superficiale e quasi impercettibile, inoltre Clever Beans dimostra di avere avuto delle idee originali ma siamo sicuri che queste abbiamo funzionato? Per iniziare, successivamente al filmato introduttivo, ci ritroveremo naufraghi su una spiaggia dalla quale partirà la nostra avventura di gioco.

Arrivati sull'isola avremo a disposizione una mappa con dodici punti di interesse che, escludendo la caverna adiacente alla spiaggia (una sorta di tutorial) ed il Pozzo di Munloch, si traducono in dieci portali che ci faranno entrare nei dungeon con classica visuale dall’alto. Dovremo intraprendere un percorso denso di nemici da abbattere, incluso il boss finale, il quale avrà una barra della vita visibile sin dall’ingresso nel dungeon. Il nostro obiettivo sarà quello di indebolirlo sconfiggendo certi nemici o distruggendo oggetti che troveremo sulla via e questo permetterà all’utente di affrontare un boss già danneggiato. L'idea è sicuramente valida, ma manca quell’approfondimento che ci avrebbe dato modo di studiare maggiormente ogni singolo dungeon, invece di lasciarci la sensazione di un finale quasi scontato e automatico.
Un altro aspetto del gioco che sicuramente ci ha affascinato risiede nella possibile morte del gerriero utilizzato. Se questo dovesse essere sconfitto durante il tragitto o contro il boss finale, sarà necessario ripercorrere l’intero percorso dall’inizio con un altro guerriero sinché uno di essi non sconfiggerà la divinità, liberando cosi ogni combattente che è entrato ma che non è riuscito ad uscirne. Questo schema propone l'interessante possibilità di perdere tutti i nostri protagonisti, facendoci ricominciare tutto da capo con nuovi eroi scelti a caso dal sistema, i quali avranno abilità, caratteristiche e storia assolutamente nuove e casuali.

I nostri eroi avranno quindi delle statistiche che ne determineranno l'efficacia, come il vigore che delinea i punti vita, la forza e la velocità di movimento, con la possibilità di equipaggiare un’arma che avrà un grado da uno a quattro stelle presenti nella scheda personaggio, quest’ultima visualizzabile all’ingresso di un dungeon. Tra le armi potremo trovare spade, lance, lame doppie, martelli o mazze, ed ognuna di esse conferirà un certo tipo di moveset al personaggio, che potrà districarsi tra i nemici con attacchi veloci, rapidi, con salti e con parate. Altro aspetto sicuramente interessante è la possibilità di raccogliere le armi nemiche ed utilizzarle finché non si decide di lanciarle o ad avvenuta rottura. L’equipaggiamento inoltre subirà un upgrade una volta battuto un boss, poichè questo rilascerà un bonus permanente alla squadra, più diversi oggetti da utilizzare contro i nemici che verranno. Ogni avventuriero avrà inoltre la possibilità di accumulare Sete di Sangue con la quale potersi curare e beneficiare dei bonus dipendenti dalla quantità accumulata durante il gioco. Questo sistema è studiato per essere esponenziale, con i primi segmenti di Sete di Sangue che richiederanno diversi colpi per essere riempiti, ma aumentando in efficacia con quelli successivi che riempiranno l abarra più in fretta. Abbiamo inoltre notato durante la prova che avere un valore alto di vigore faciliterà l’accumulo di Sete di Sangue permettendo al giocatore di curarsi più spesso.

Tutti questi aspetti rendono appetibile un’esperienza che è però è inficiata da un IA nemica estremamente banale e ripetitiva, con i combattimenti che risultano di una semplicità estrema. Ad esempio, una volta compresi i modi di muoversi del nemico o di una divinità, risulterà facile superarli dando all’utente una sensazione di piattezza. Queste meccaniche renderanno il gioco una routine ripetitiva, livello dopo livello, con un comparto tecnico che non aiuta a farci cambiare idea. Provato su PC di fascia medio-alta, la grafica non eccelle anche se dobbiamo ammettere che alcune scene ci hanno lasciato a bocca aperta per lo stupore, facendoci capire che in fondo l’idea alla base è ottima. Infine l’audio, quasi inesistente durante tutta l’esperienza di gioco con il giocatore che si trova supportato unicamente dai sottotitoli in italiano e poco altro, dandoci quasi la sensazione di essere in uno stadio vuoto.

Gods Will Fall non manca di idee valide alla base perchè la combinazione di meccaniche roguelike, in cui abbiamo un team di otto personaggi che possono svilupparsi con una linearità progressiva, è sicuramente degno di nota, così come positiva ed apprezzabile è la possibilità di scegliere l'ordine con il quale affrontare le varie divinità, senza mai scordare i legami che intercorrono tra loro e gli avventurieri. I problemi arrivano però quando capiamo con il progredire delle ore di gioco, nessuno di questi aspetti iniziali è supportato a dovere, con una narrativa debole - se non quasi del tutto assente - e un gameplay pasticciato che prova a intraprendere diverse strade senza però imboccarne mai davvero una. La sensazione che ne deriva è di essere davanti ad un'opera quasi incompiuta, dalle cui basi si poteva sviluppare un'avventura molto più memorabile.

Pro

- Idee alla base sicuramente valide

Contro

- Manca un approfondimento concreto delle idee progettuali

- Comparto tecnico superficiale

- Sistema di combattimento ripetitivo

Redazione

6,3

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Scheda

  • Data di uscita / 29/01/2021
  • Sviluppatore / Clever Beans
  • Produttore / Deep Silver
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1

Azione, Gioco di Ruolo, Action Adventure, Dungeon Crawler, Roguelike su PC, Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One, Xbox Series X/S, Google Stadia

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