Great Pretender - Recensione

Chi non vorrebbe diventare un mago della truffa?

di Marino Puntorieri / lunedì 11 gennaio 2021 / Recensione

Nel panorama dell’animazione nipponica degli ultimi anni sono tanti i prodotti che fanno a spallate per ritagliarsi uno spazio in un settore sempre più esigente. Innovare non è più semplice proprio perché le produzioni entrate nel cuore degli appassionati sono tante e perchè la vena creativa può scontrarsi facilmente con le critiche. In questo panorama incerto, sono enormi le aspettative intorno ai futuri lavori di WIT Studio, famoso per aver dato i natali alle prime tre stagioni di A.O.T. (l’Attacco dei Giganti) e Vinland Saga. Occasione perfetta, insomma, per analizzare una delle loro ultime produzioni, ovvero quel Great Pretender disponibile su Netflix da considerare (in positivo) una delle principali sorprese dell’anno appena terminato.

Great Pretender è una serie composta da 23 episodi (suddivisa in due stagioni), terminata con la pubblicazione della seconda parte sul finire del 2020 e che va ad arricchire il già ricco ripalinsesto della piattaforma streaming. La storia narra delle (dis)avventure del giovane Makoto Edamura, abituato a vivere alla giornata sfruttando le sue eccellenti doti comunicative e di immedesimazione, per truffare qualsiasi passante nei modi più disparati. Dalla vendita di finti prodotti curativi agli anziani, passando per il semplice raggiro ai danni di ignari turisti, la sua vita procede senza particolari stimoli, ma prende una piega del tutto diversa dall’incontro con Laurent Thierry e della banda di truffatori da lui capitanata, che si arricchisce nei modi più fantasiosi. Da qui inizia un susseguirsi di emozioni e inganni attraverso una manciata di truffe articolate e pianificate a tavolino in giro per il mondo, alle quali il nostro protagonista prenderà parte in tutto e per tutto, facendo pian piano luce su una trama di fondo curiosa, ma mai preponderante rispetto all’azione vera e propria presente su schermo.

Edamame (così soprannominato il protagonista dai suoi nuovi amici) è un personaggio inizialmente ottuso che crede di riuscire a cavarsela con le proprie forze in ogni situazione. Presto capirà quanto il lavoro di squadra sia fondamentale per tentare di ottenere un lauto bottino e magari diventare un “mago del raggiro” ben più bravo del proprio capo Laurent. La contrapposizione tra i due truffatori è forte, specie nella prima stagione, dove gli episodi sono scaglionati su tre macro casi e lo spettatore riesce ad entrare in confidenza con tutti i membri della squadra, magari affezionandosi al carattere forte di Abby o la sensualità di Cynthia: tutti i personaggi principali presentano caratteri diversi e complementari, andando a formare un cocktail esplosivo di gag comiche e situazioni ad alto tasso di adrenalina.

Con la seconda parte di Great Pretender abbiamo un’accelerazione della narrazione tramite tematiche più incalzanti, volte ad approfondire il passato di Edamame e di Laurent, insieme a vari intrecci che arricchiscono il background di tutta la squadra. Senza fare spoiler di nessun tipo, vogliamo rassicurarvi sulla qualità di una storia raccontata con il giusto ritmo e con diversi colpi di scena che riusciranno a sorprendere anche lo spettatore. A costo di apparire pignoli, però, segnaliamo che non ci hanno convinto del tutto alcune forzature incastrate proprio sul finale per aumentare l'effetto “wow” finendo per apparire un po' fuori contesto. Questo perché si tratta pur sempre di un’opera che cerca di mantenere un fondo di realismo, sia nelle scene adrenaliniche, sia nella stesura dei vari rapporti interpersonali, nonostante una stravaganza di fondo da considerare come valore aggiunto dell’intera opera.

Se scorrendo tra le pagine di Netflix vi siete chiesti come ha fatto un anime ad arrivare nei primi posti nelle classifiche di apprezzamento generali, la risposta è semplice: ha tutti gli aspetti positivi già menzionati, affianca un comparto audiovisivo ispirato al mondo occidentale, con una palette cromatica estremamente accesa e varie che enfatizza enormemente le ambientazioni, al netto dei pochi dettagli legati ai personaggi meno importanti. I rimandi a opere passate e simili sono numerosi, su tutti i più attenti noteranno le influenze di Cowboy Bebop o del meno famoso Baccano! per quel che riguarda il comparto artistico, complice anche un comparto sonoro ricco di musica Jazz che accompagna nel miglior dei modi sia le scene più movimentate che quelle (poche) più calme e riflessive. Non manca nemmeno un completo doppiaggio in italiano di buona fattura, ricco di impegno e immedesimazione, volto ad avvicinare tutti gli utenti che non gradiscono il sub con la lingua originale. A chiusura del cerchio, menzioniamo anche la strepitosa ending, ovvero The Great Pretender di Freddie Mercury, giusto per valorizzare ulteriormente il meticoloso lavoro del team di WIT Studio.

Great Pretender è un’opera fresca, divertente e coinvolgente, capace di mostrare, in 23 puntate, tantissime situazioni senza mai rischiare di essere ripetitivo o noioso. Un anime adatto a tutti, grandi e piccini, e nonostante alcune libertà sul finale, potrebbe starci anche una terza stagione che sicuramente male non farebbe. Soprattutto in un contesto ormai saturo da produzioni sempre uguali e che peccano di coraggio.

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Scheda

  • Data di uscita / 20/11/2020
  • Produttore / Wit Studio
  • Doppiaggio / italiano
  • Genere / Animazione
  • Durata / 23 episodi

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