GRID - Recensione

Non fate arrabbiare l'IA

di Andrea Piaggio / mercoledì 23 ottobre 2019 / Recensione

Prendere a sportellate le vetture digitali mentre si gioca ai videogame ha sempre il suo fascino e gli inglesi di Codemasters lo sanno bene visto che hanno anche prodotto uscite che vedevano tra le modalità alcune sfide in stile Destruction Derby (ciao Dirt Showdown!). Il pensiero però di portare questo genere di comportamenti non proprio sportivi nel mondo delle corse vere e proprie è invece abbastanza inedito. Con serie in cui le macchine rimbalzano sui cordoli e in cui gli avversari si accodano come perfette scolarette, il nuovo corso di GRID è una ventata di aria fresca perché riesce a portare la competizione sporca e cattiva all’intero di gare all’apparenza classiche. Vediamo come.

La prima cosa da sapere su GRID è la sua natura orientata in larghissima parte al giocatore singolo. Si può gareggiare online contro altri giocatori, ma senza alcuno split screen in locale, le caratteristiche che rendono grande la nuova creatura di Codemasters sono da riscontrare nella carriera in single player. C’è anche una modalità libera per gare veloci ma la scelta delle vetture da usare si basa su quanto avrete conquistato nella carriera, quindi proprio libera non è. Partendo da qui potremo modificare i dati anagrafici del nostro pilota per poi ritrovarci davanti ad un tabellone che si sviluppa da sinistra a destra, su più righe. Ogni riga rappresenta una serie di eventi appartenenti a specifiche categorie di auto. Superati 10 eventi su 12 sbloccherete una sfida chiamata Showdown e una volta vinti 4 Showdown su 6 potrete partecipare al campionato finale. La progressione permette di saltare da una categoria all’altra portando quindi avanti il nostro viaggio verso gli Showdown finali su più fronti, ma allo stesso tempo non riesce ad essere ricchissima. Parliamo sempre di circa 100 trofei, che possono avere da una a cinque corse al loro interno, ma il confronto con un mostro sacro come Forza Horizon 4 che offre eventi settimanali e corse sempre nuove non può reggere. Ogni tanto in GRID salta fuori una variante che in fin dei conti è solo un time attack in cui verremo ostacolati da altre vetture in pista, ma essendoci solo la gara semplice e questa alternativa arcade, la varietà è quel che è. Se da questo punto di vista GRID dimostra un approccio più classico (e non mi stupirebbe se qualcuno lo preferisse rispetto altre situazioni più online oriented) quando si parla di IA avversaria non ce n’è per nessuno.

La caratteristica principale che rende GRID diverso dalla concorrenza, sta principalmente nel modo in cui gestisce l’IA degli altri piloti. Sempre pronti e reattivi, guidano tutti per vincere, tentando di superarsi tra loro animando gare che sarebbero divertenti da guardare anche senza un giocatore umano a prendervi parte. Siccome però ci sarete anche voi, sarete protagonisti di sorpassi interni ed esterni, vetture pronte a sfruttare la vostra scia e anche di incidenti in pista che si sviluppano senza che abbiate fatto davvero qualcosa. Quello che però potreste fare nei confronti di uno o più avversari è farli arrabbiare. Andando a sbattere contro di loro o sfruttandoli per affrontare una curva o, peggio buttandoli fuori pista, vi creerete un nemico che il gioco identificherà come una Nemesi e che inizierà ad inseguirvi cercando di ricambiare il favore. Vi dico subito che per provare davvero il brivido di avere una nemesi alle calcagna, bisogna alzare un po’ il livello di difficoltà, visto che a livello medio, quello standard a cui si avvia il gioco, questi nemici non li ho trovati particolarmente aggressivi. Vi conviene quindi passare dal menu e personalizzare un po’ l’esperienza, cosa che Codemasters permette senza particolari limitazioni.

Vi ho detto che GRID è prevalentemente un gioco arcade e visto che gran parte del divertimento arriva dalle sportellate e dalle derapate al limite, è una buona idea mantenere inalterato il sistema di guida che vi accoglierà al primo avvio. Se però puntate su qualcosa di un po’ più realistico e meno imbrigliato da traction control e controllo della stabilità, potrete intervenire su vari aspetti, moderando o spegnendo questi aiuti. Allo stesso tempo potrete alzare o abbassare il livello dell’IA, accendere o spegnere danni alle vetture, compresi quelli che metteranno fine alla gara. Anche i flashback che riavvolgono il tempo possono essere limitati ad un numero specifico, così da avere un salvagente, senza poterne però abusare. Per via della guida arcade non è necessario guidare con un volante. Farlo è sempre divertente, ma vuoi anche per un force feedback un po’ troppo lieve, la guida con il pad va già benissimo, specie per chi usa un pad Xbox One e i suoi grilletti più reattivi. Notevoli le varie inquadrature disponibili, che includono visuali interne con e senza il volante della vettura. Anche in questo caso però quella che ho preferito è una delle due esterne. Dovendo gestire diversi avversari visto che le gare comprendono 16 piloti, quella è la migliore per tenere sotto controllo quello che vi accade intorno.

Le auto che potrete scegliere non sono molto numerose, ma comprendono modelli che passano dalle muscle car anni 70 a bolidi da formula 1, passando anche per Porsche e Ferrari. Il sistema di danni è molto curato vista la sua importanza, così come le piste e i tracciati su cui potremo correre. Tra circuiti veri e propri come Silverstone e strade fittizie ambientate in città come San Francisco e Havana, abbiamo un totale di circa 80 varianti, numero molto alto che saprà diversificare per bene ogni corsa, anche grazie a gare in notturna o sotto la pioggia. Prima di passare al lato tecnico vi segnalo ancora alcuni dettagli interessanti: intanto durante la vostra carriera sarete a capo di una squadra che avrà bisogno anche di un secondo pilota che potrete ingaggiare con moneta di gioco da una lista che si amplierà man mano che salirete di livello. In gara potrete dargli ordini semplici come mantieni la posizione o cerca di guadagnare posizioni e ciò potrà avvenire o meno in base alle sue caratteristiche. Un’aggiunta divertente che rende le gare ancora più dinamiche. La seconda cosa da tenere a mente è che ogni gara, prima del via, permette di affrontare una qualifica veloce che vi permetterà di migliorare la vostra posizione di partenza che altrimenti sarà sempre verso la fine della griglia. Il mio consiglio è di non sfruttare questa possibilità perché, altrimenti limitereste i sorpassi e le sportellate con gli avversari, che sono anche gli elementi che tengono in piedi questo GRID. Partendo primi, specie se non userete i livelli di difficoltà più alti, vi troverete a correre da soli dopo poche curve, rendendo un po’ noiosa una gara che invece sarebbe potuta essere una compilation di sbandate, colpi e sorpassi al limite.

Il livello grafico ottenuto da Codemasters si dimostra ottimo anche in questa occasione, con piste che offrono giochi di luce, coriandoli e fuochi d’artificio, ma anche con un campo visivo che per esempio a San Francisco permette di vedere il traffico muoversi sul Golden Gate Bridge in lontananza. La modellazione delle auto è notevole, così come il loro smontarsi per via degli urti, con cofani ed alettoni che volano in pista e che hanno però il limite di diventare poligoni intangibili che non arrecano danno a chi li colpisce. La sensazione di velocità è anch’essa elevata e sulla nostra Xbox One X ci siamo goduti un frame rate velocissimo che sembrava andare a 60 frame per secondo in ogni situazione. I rombi del motore sono convincenti e ben diversificati, le gomme stridono di gusto e gli impatti sembrano proprio fare parecchi danni. A tutto ciò si uniscono un duetto di commentatori che presentano la gara e che sulle prime sembrano davvero ben integrati, interrompendosi nel caso abbiate fretta “passando rapidamente la linea” all’azione in gara. I loro commenti durante la corsa annunciano anche incidenti e situazioni anomale, anche se sulla lunga distanza inizierete a trovarli un po’ fastidiosi. Qualche frase in più non ci sarebbe dispiaciuta, ma, specie all’inizio, la loro presenza aumenta l’immersività con quello che accade su schermo.

GRID non rivoluzione il mondo dei racing game, ma propone un gioco adrenalinico che nasconde anche qualche asso nella manica. Su tutti spicca il sistema di Nemesi, una dinamica che sa creare emozioni in pista e che speriamo di rivedere anche in altre occasioni. La struttura della carriera e le tantissime piste in cui potremo guidare creano un quadro ricco ma non dispersivo, con vetture da comprare e con progressi che si ripercuotono anche attraverso la scelta di uno o più secondi pilota. La cosa migliore di GRID però è che è un gioco per tutti, personalizzabile in tanti modi ma fondamentalmente arcade, capace di offrire emozioni agli esperti così come ai più piccoli che vogliono un po’ di autoscontro fatto bene. Non è invece un titolo per chi ama le competizioni online (i server sono un po’ troppo deserti per gareggiare davvero) e per i puristi dei racing game simulativi, anche se spegnendo ogni aiuto e impostando al massimo l’IA, scommetto che anche loro avrebbero da sudare parecchio. Tenete però a mente che, una volta finita la carriera e in attesa dell’inizio di ulteriori stagioni di contenuti già promesse da Codemasters, non avrete molti motivi per tornare in pista.

Pro

- Carriera ben sviluppata

- Sistema Nemesi divertente

- Guida arcade ma non superficiale

- Personalizzabile in tutto

- Tante piste e varianti

- Grafica e sonoro ben ricreati

Contro

- Solo due modalità di gara

- Online scarsamente popolato

- Avremmo voluto qualche auto in più

- Finito ogni evento della carriera non rimane altro da fare

Redazione

8,0

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