Guitar Hero Live - Recensione

I rhythm games si evolvono

di Andrea Piaggio / martedì 03 novembre 2015 / Recensione

Cinque anni di riposo per un brand di successo sono sicuramente parecchi, specie per un gioco che porta il nome di Guitar Hero. Il rhythm game di Activision ha fatto spuntare nei salotti di moltissimi giocatori controller a forma di chitarra, finendo per far comprare microfoni e batterie a tutti quelli che volevano creare il proprio gruppo virtuale con una delle sue ultime uscite. Dopo anni passati a suonare note colorate che scorrevano dall’alto verso il basso però, anche i giocatori più accaniti hanno mollato il colpo, obbligando le chitarre (e le altre periferiche) al silenzio. Ma la musica non può essere fermata e oggi troviamo sugli scaffali la nuova, grande confezione di Guitar Hero Live, al cui interno si nascondono parecchie novità che giustificano il suo ritorno sul palco.

Prima di parlare del gioco vero e proprio è impossibile non soffermarsi su quello che a conti fatti ci permette di suonare le canzoni proposte. La nuova chitarra di Guitar Hero Live è stata pensata per mandare in pensione la vecchia versione a cinque tasti. Pensate che gli sviluppatori FreeStyleGames erano così convinti del risultato che hanno reso incompatibili le vecchie versioni, scelta che se sulle prime ci aveva fatto storcere il naso, alla prova dei fatti si è rivelata vincente. La nuova chitarra presenta sei tasti al posto dei soliti cinque, ma li posiziona a due a due simulando l’alternanza delle corde. Avremo dunque i tre tasti più in alto che saranno visualizzati in nero con il bordo bianco, mentre quelli più in basso saranno bianchi con il bordo nero. Lo scorrere delle “note” sullo spartito al centro dello schermo si muoverà ora su tre binari e non più su cinque ma, con la variante data dalle note bianche o nere, si ottiene un movimento delle dita più realistico, evitando di dover scorrere il manico con la mano per raggiungere le note più alte.

Questo nuovo meccanismo funziona perfettamente e dimostra che la nostra difficoltà nell’usare il dito mignolo per suonare ai livelli più alti era condivisa da un sacco di giocatori che ora possono lasciarlo riposare. Il lavoro sporco sarà svolto da indice, medio ed anulare che avranno l’ingrato compito di coordinarsi su due diverse altezze. Potreste pensare che il gioco sia stato ammorbidito, ma non fatevi ingannare: con cinque livelli di difficoltà crescenti, potreste trovare banali solo i primi due. Già a livello “normale” (il terzo) avrete a che fare con suonate che comprendono accordi e saltuariamente pressioni dei tasti contemporanee su due diverse altezze, con il medio che suona la nota bianca e l’anulare che suona quella nera, giusto per fare un esempio. Prima di dominare le canzoni proposte dovrete darvi da fare moltissimo, sempre che in voi non si nasconda un Jimmy Hendrix che aspettava soltanto di uscire.

La prima novità di Guitar Hero Live è dunque la chitarra e, se ancora non fosse chiaro, funziona alla grandissima, innovando e rendendo più agevole il gameplay proposto. Dopo averla estratta dalla scatola e averla assemblata attaccando il manico al corpo (occhio che poi non potrete più staccarlo nel caso voleste portarla più comodamente a casa di amici!) potete avviare il gioco che vi spiegherà le nozioni che ho riassunto nel paragrafo precedente. Tutto viene simulato attraverso un sound check che si svolgerà prima del vostro primo concerto live. Finalmente sono spariti i modelli poligonali che hanno caratterizzato i precedenti Guitar Hero e si è optato per un filmato in alta risoluzione che mostra la prospettiva del vostro chitarrista mentre è intento a seguire il classico spartito che scorre. Il filmato dal vivo è stato ripreso con band emergenti, quindi se per esempio suonerete The Rock Show dei Blink-182 non vedrete il vostro chitarrista interagire con la band americana, seppur la canzone che vi arriverà nelle orecchie sia quella originale e non una cover. La novità più sbandierata è quella che vede il pubblico reagire al vostro modo di suonare, ma dopo aver capito come funziona, ci si accorge di un limite che rende tutto abbastanza inutile. In pratica esistono due filmati che scorrono all’unisono: uno in cui suonate bene e il pubblico vi acclama e uno in cui il concerto sta andando male e il pubblico vi fischia. Suonando la maggior parte delle note vedrete lo spezzone “positivo”, ma in caso di errori ripetuti una breve transizione vi porterà a visualizzare lo spezzone negativo. Questa alternanza non ha molto significato, visto che con la massima di “the show must go on” arriverete comunque in fondo alla canzone. Potreste obiettare sul fatto che comunque otterrete pochi punti suonando male, ma l’intero tour non si appoggia sui punteggio ottenuti. Alla fine di un brano scoprirete le stelle ottenute e la percentuale di note suonate, ma per il punteggio bisogna giocare la partita veloce, la quale ci permette di selezionare i brani disponibili, creando anche una personale playlist (che comunque non potrà essere salvata). In questo caso tornano tutte le caratteristiche apprezzate in passato e ci si chiede perché siano state eliminate completamente dalla carriera offline.

Scheda

  • Sviluppatore / FreeStyleGames
  • Produttore / Activision
  • Doppiaggio / Inglese
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1 - 2
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Rhythm Game su Xbox One, PlayStation 4, Wii U

Pegi 12

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