Iron Harvest 1920+ - Recensione

La rivisitazione strategica della Grande Guerra!

di Marino Puntorieri / giovedì 10 settembre 2020 / Recensione

Quando è stato presentato circa un anno fa attraverso campagna Kickstarter, con Iron Harvest 1920+ fu amore a prima vista. Il curioso e ispirato concept legato ai disegni e le idee dell’artista polacco Jakub Rozalski era riuscito a catturarci e farci seguire nei mesi ogni singolo aggiornamento sullo stato dei lavori come nella più spasmodica delle attese. Grazie a un crowdfunding vincente e donazioni che hanno triplicato addirittura la cifra di soglia richiesta, armati di mouse e tastiera siamo approdati sui campi di battaglia di una rivisitata Prima Guerra Mondiale e ne siamo usciti piacevolmente colpiti.

Come accennato, la storia di Iron Harvest 1920+ ci porta sui campi di battaglia della Grande Guerra, mescolandoli con una visione steampunk che fa dell’aggressiva progressione tecnologica - quasi esclusivamente bellica - il suo punto di forza. Un setting curato e fresco per il genere degli RTS visto che difficilmente abbiamo avuto modo di provare produzioni simili in passato, abituati con gli strategici in tempo reale (moderni o futuristici si intente) a titoli più fedeli ai binari della storia come Company of Heroes piuttosto che Blitzkrieg, o decisamente più fantasy come Dawn of War per la serie di Warhammer 40.000. Il primo punto a favore di Iron Harvest 1920+ si snoda attraverso tre campagne da seguire tramite missioni lineari e che ci permettono di prendere confidenza con altrettante fazioni di gioco: Polania, Sassonia e Rusviets.

Ogni campagna dura circa sei-sette ore e partendo dalla ribellione della giovane Anna mossa dalla vendetta, la trama non risparmia cospirazioni o alleanze fantapolitiche discretamente approfondite, denotando lo sforzo degli sviluppatori nell’imbastire un comparto narrativo soddisfacente e all’altezza delle aspettative. Buona la varietà delle missioni, ma se da un lato vengono più apprezzate quelle offensive e difensive alla guida di numerose truppe, dall’altro non siamo riusciti a digerire intere sessioni stealth in evidente inferiorità numerica. La poca visibilità delle unità in questi frangenti obbliga a un approccio eccessivamente cauto che smorza il ritmo di gioco e intacca la qualità generale della sua principale feature per il comparto single player. Non mancano poi le classiche schermaglie, dove fino a sei squadre si scontrano per l’egemonia, alcune sfide speciali e gli scontri online, ma in tutti i casi appena citati oltre al divertimento più sfrenato delle partite avremmo preferito una maggior possibilità di scelta tra mappe e modifiche da apportare; un risultato che quantitativamente parlando ci fa un po’ storcere il naso. Non è detto però che non possano arrivare presto un po' di contenuti extra.

Sotto l’aspetto del gameplay effettivo Iron Harvest 1920+ non tenta di rinnovare il genere degli strategici in tempo reale, ma basandosi sugli stessi solidi capisaldi aggiunge un tocco di personalità derivato sia dal concept sia da alcune finezze notabili partita dopo partita. Le tre fazioni sono ben differenziate grazie a un discreto numero di unità e se la fanteria , tra fucilieri, medici o ingegneri, viene spesso relegata al semplice supporto o come disgraziata prima linea che non farà ritorno, i mech sono i padroni incontrastati del campo di battaglia; ammassi di bulloni e lamiere delle più disparate forme e dimensioni, montano mitragliatrici, cannoni e qualsiasi diavoleria possa venir in mente, rimanendo estremamente piacevoli da utlizzare. Ogni unità può progredire di livello per poter utilizzare un abilità specifica e non manca nemmeno un semplificato e immediato sistema di gestione delle risorse basato sulla conquista di alcuni punti chiave sulla mappa. Avremmo preferito un piccolo sforzo ulteriore però, sotto l’aspetto legato alla varietà degli edifici disponibili fin troppo basilare, così come un sistema di copertura più profondo e che invece non riesce a convincerci per quanto abbozzato. Gli scontri quindi risultano tanto divertenti e spettacolari quanto caotici, e soprattutto con più unità su schermo si fa un po’ di fatica ad aver la situazione sotto controllo.

Tecnicamente Iron Harvest 1920+ riesce a difendersi più che dignitosamente grazie a una discreta cura per quanto riguarda ambientazione, edifici e unità. Buona la resa delle esplosioni, così come la distruttibilità ambientale legata al passaggio inarrestabile di un qualche gigante di ferro in mezzo a palazzi o detriti. Qualche incertezza nel frame rate rimane, e l’IA nemica continua a essere un ostacolo spinoso per questo genere di produzioni. Ultimo, ma non per importanza, segnaliamo la validità del lavoro sotto l’aspetto sonoro grazie a campionamenti tanto semplici quanto d’impatto e ben contestualizzati.

Senza cercare minimante di rinnovare il genere degli RTS, Iron Harvest 1920+ si propone come un titolo solido e capace di intrattenere con il giusto livello di sfida ogni appassionato del genere di riferimento. Il progetto realizzato dai talentuosi ragazzi di KING Art Games è riuscito a convincerci e al netto di alcuni difetti sui quali è necessario sorvolare può divertire per ore e ore. Che sia giunto il momento per la software house tedesca di realizzare un titolo ancora più ambizioso? Per noi la risposta non può che essere positiva.

Pro

- Concept bellico ispirato

- Campagna longeva e interessante...

- Scontri divertenti e stratificati

- Tecnicamente solido

Contro

-... ma le missioni in stealth non convincono

- Qualche mappa extra per la schermaglia non avrebbe guastato

- L'IA non convince appieno

Redazione

7,8

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Scheda

  • Data di uscita / 01/09/2020
  • Sviluppatore / King Art Games
  • Produttore / Deep Silver
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 2 - ...
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