Joker - Edizione Home Video - Recensione

Non chiamatelo cine-comic

di Andrea Piaggio / giovedì 12 marzo 2020 / Recensione

Che i film DC abbiano avuto un crollo qualitativo esagerato dopo la trilogia di Nolan è un dato di fatto. L’impatto avuto da Marvel e dal suo modo di fare film ha dato una bella botta ai film successivi della Distinta Concorrenza, e il pensiero che produzioni con eroi di primo piano come Superman e Batman siano state affondate da pellicole con personaggi minori come i Guardiani della Galassia, fino a qualche anno fa sarebbe stata considerata pura fantascienza. Senza abbandonare il modo di fare certi film (vedi il nuovo Wonder Woman 1984), Warner Bros, che possiede la DC Comics, ha scelto di fare anche un passo di lato, appoggiando lo sviluppo di qualcosa di profondamente diverso. Joker nasce infatti dalla volontà di creare un film sul più iconico cattivo dei fumetti, mostrandoci cosa lo ha spinto a diventare quello che è nell’immaginario collettivo, senza però tutta l’aura fumettosa che ci si aspetterebbe da un cinecomics che poi, di fatti, non lo è.

Nella Gotham degli anni ’80 sopravvive Arthur Fleck, abitante dei bassifondi che presta assistenza alla madre malata. Il suo lavoro da clown lo espone a soprusi verbali e fisici e l’unica cosa che lo mantiene a galla malamente è il suo sogno di diventare prima o poi un comico, spronato da una sua partecipazione allo show del suo idolo Murray Franklin. A questa sua sfortunata condizione si aggiunge una rara patologia che gli provoca risate involontarie che finiscono spesso per metterlo in condizioni spiacevoli se non pericolose. In questa esistenza sfortunata e priva di una qualsiasi gioia, si nasconde il mostro che i lettori dei fumetti conoscono e che abbiamo già visto in tv e al cinema. Non c’è redenzione per Arthur, ma solo una catarsi che lo “libera” rendendolo di fatto il pericolosissimo criminale di cui ci è stata più volte raccontata la genesi, senza che nessuna prevalga sulle altre. Qui abbiamo probabilmente la più drammatica delle storie finora portate su schermo, con momenti in cui si riesce addirittura ad empatizzare e fare il tifo per un protagonista totalmente annientato dalla società. Poi le cose cambiano, le sue azioni si fanno decisamente eccessive e il distacco è necessario e naturale, però è facile capire perché in molti abbiano visto una potente critica sociale al mondo di questi ultimi quarant’anni.

Andando contro a tutti quelli che dicono che non può esserci Batman senza Joker e viceversa, in questa produzione l’uomo pipistrello non esiste ancora; non aspettatevi dunque scene d’azione o anche solo bagni nell’acido della chimica Axis. Il film può risultare lento per alcuni, ma non perché gli eventi non si susseguono a catena, quanto piuttosto perché il film segue una traccia psicologica credibile, senza chiamare in causa le tipiche e più assurde situazioni da fumetto americano. Da questo punto di vista, la nascita di Joker avviene quasi per caso, per un susseguirsi di eventi e di casualità che possono spaventare i più grandi perché, appunto radicati in una realtà che è anche la nostra. I più piccoli sono invece “esclusi” dalla pellicola visto che il film è vietato ai minori di 14 qui in Italia, situazione piuttosto rara ma, con il senno di poi, anche giustificata.

Ad essere onesti, durante la visione mi è venuto da pensare a due cose: la prima è che il povero Arthur colleziona una serie di disgrazie e sfortune davvero infinita; la seconda è che se si fosse scelto di fare un film del genere senza tirare in ballo il Joker, il film sarebbe stato fondamentalmente lo stesso ma con meno presa sul pubblico. Poi per fortuna ci sono dei momenti in cui ci si ricollega al mito fumettistico, tirando in ballo personaggi e situazioni note, ma la storia di Arthur viaggia su binari già visti altrove, evitando anche quei riferimenti a The Killing Joke che alcuni pensavano di trovare. Quello su cui non si può avere nulla da dire riguarda invece la produzione vera e propria: Joaquin Phoenix ci porta un Arthur/Joker davvero estremo, proponendoci una finestra di emozioni enorme che, non per niente, gli ha consegnato un Oscar. Altra statuetta meritatissima a Hildur Guðnadóttir che si è occupata della colonna sonora originale e ha creato un tema con il violoncello davvero perfetto per sottolineare l’esistenza a dir poco travagliata e sofferta del protagonista. Sempre in forma Robert De Niro che nei panni di Murray Franklin richiama il personaggio da lui perseguitato in Re per una Notte, film da cui Joker ha preso dichiaratamente in prestito moltissimo.

La versione home video recentemente rilasciata è arrivata in DVD, Blu-Ray e UHD in 4K, con quest’ultima versione che ospita anche il semplice Blu-ray e che può essere acquistata anche in una notevole Steelbook. La componente tecnica del comparto video è buona, restituendo una buona visione sia ai fortunati possessori di TV 4K, sia per chi si “limita” a visionare film in HD su Blu-ray, anche se è possibile rilevare qualche passaggio un po' meno definito. Molto meno convincente la parte audio che in italiano si limita ad un Dolby Digital 5.1 non giustificabile nemmeno su Blu-ray, figuriamoci su supporto UHD… In inglese per fortuna abbiamo un Dolby Atmos: TrueHD su entrambi i supporti e quindi chi se lo vuole godere in lingua originale potrà farlo al meglio. Va solo evidenziato come il doppiaggio di Adriano Giannini (già Joker di Ledger) sia perfetto, compresa la scelta di non doppiare l’eccellente risata di Phoenix nemmeno nella traccia italiana. Strana invece la scelta di far doppiare alcune scritte (già sottotitolate) da una voce fuoricampo aggiunta inutilmente per l'occasione e assente nel'originale.
Solo sufficienti poi gli extra, con il mini documentario da 22 minuti Joker Vision & Fury per quanto riguarda la produzione del film, che contiene un po’ di interviste sparse; solo un minuto e mezzo per Becoming Joker, una veloce sequenza per mostrare i cambiamenti di Phoenix da Arthur al criminale, 2 e 44 secondi per Please Welcome… Joker con le scene improvvisate per la sua entrata allo show di Franklin e infine Joker: Chronicles of Caos che ci fa ripercorrere il film in 3 minuti attraverso foto scattate sul set. Per una produzione del genere, con questa interpretazione, era lecito aspettarsi molto più materiale.

Joker è uno dei film più popolari del momento, anche grazie alla vittoria del suo interprete ai recenti Oscar. È però anche un film molto psicologico, tragico e pessimista, in cui la catarsi del povero protagonista avviene solo quando diventa un pazzo assassino. Imboccandoci l’idea che i veri mostri li creiamo noi con le nostre azioni, il film ha il pregio di farci capire perché, in una città allo sbando come la Gotham qui rappresentata, serva un tizio che si aggira di notte, avvolto in un mantello, e malmena i criminali. Solo che quel momento non arriva mai perché qui ci si concentra su quello che succede prima. Non è un film per una serata leggera, non è un film con una trama sorprendente e non è nemmeno un film ispirante; è una storia già vista che beneficia di una grandissima interpretazione, di una colonna sonora (originale e non) eccellente e di un nome famoso nel titolo. Tra tutte le genesi del Joker, questa è probabilmente la più comune e banale ma, forse proprio per questo, anche la più spaventosa. Il voto al film si assesterebbe sulle quattro stelline su cinque, ma scende a tre per via di un’edizione home video con pochissimi extra e per un audio davvero improponibile nel 2020 per la traccia italiana. Su DVD può andare, ma per gli altri supporti sono anni che Warner Bros Italia dovrebbe impegnarsi di più.

Pro

- Interpretazione magistrale di Phoenix

- Alcune scene da brividi

- Colonna sonora favolosa

Contro

- Trama già raccontata

- Pochi extra

- Audio italiano solo 5.1 anche su disco UHD

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Scheda

  • Regia / Todd Phillips
  • Produttore / Warner Bros.
  • Doppiaggio / Italiano / Inglese
  • Sottotitoli / Italiano / Inglese
  • Musica / Hildur Guðnadóttir
  • Attori / Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz
  • Genere / Drammatico
  • Durata / 121 minuti
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