Langrisser I & II - Recensione

Strategia anni '90

di Andrea Piaggio / mercoledì 25 marzo 2020 / Recensione

Qui in Europa la serie di Fire Emblem è diventata famosa solo recentemente, ma la tradizione giapponese di giochi strategici incrociati con il filone fantasy è tutt’altro che nuova. Ne è un esempio Langrisser, uscito su Mega Drive nel 1991 e poi seguito da un secondo episodio nel 1994. La serie, semi sconosciuta qui da noi in Occidente, si è evoluta in vari modi, compresa una recente versione mobile, ma grazie al lavoro di Chara-ani Coroporation e di NIS America oggi su PlaySation 4, Nintendo Switch e PC arriva una pesante rimasterizzazione dei due titoli, raccolti in un’unica collection chiamata, senza troppa inventiva, Langrisser I & II. Vediamolo insieme.

Il primo impatto con questa nuova versione dei due capitoli si presenta in ottima forma fin dalle opzioni, con la possibilità di scegliere tra musiche e grafiche originali o riarrangiate. Nel caso del comparto visivo, si può anche scegliere una via di mezzo che rinnova le figure dei dialoghi ma non le mappe delle battaglie e viceversa, andando incontro a chi preferisce per esempio combattere in zone più belle graficamente, potendosi però godere il character design originale. Dico questo perché la nuova veste è un po’ troppo esagerata, specie con le figure femminili che si dimostrano eccessivamente procaci, anche quando l’originale era decisamente più sobrio. Lo scoprirete immediatamente con l’arrivo della Dea della Luce, Lushiris, che cercherà di distrarvi con le sue grazie non appena i due giochi iniziano. Voi non fatevi incantare e rispondete alle domande, visto che è da lì che inizierete a plasmare il vostro eroe.

Essendo le due trame collegate, l’ovvio consiglio è quello di inziare dal primo capitolo. Qui aiuterete un principe in fuga dal suo castello e dovrete aiutarlo in una missione abbastanza classica per chi conosce questo genere di produzioni che incrociano il racconto di formazione con la classica epica giapponese. Il fatto che tutto si innesti in un contorno fantasy dovrebbe dargli una marcia in più, ma abituati alle storie del già citato Fire Emblem, qui troverete qualcosa di più classico. A volte i dialoghi finiscono per essere un po’ troppo lunghi e il fatto che si possano svolgere anche durante le missioni stesse, rallenta un po’ la progressione. Per fortuna non è un avvenimento troppo frequente e se vi appassionerete alle vicende potrebbero anche catturarvi.

Sarà però molto più facile che vi catturi il gameplay, per certi versi più profondo rispetto a quello del suo rivale di casa Nintendo. Il motivo è presto detto: dove da una parte abbiamo unicamente eroi che combattono in solitaria (solo in Three Houses potete farli accompagnare dagli eserciti che comunqeu stanziano nella stessa casella che li comanda), in Langrisser ogni comandante potrà avere diverse unità che gli graviteranno intorno o che comunque potranno muoversi in autonomia. Dove da una parte c’è solo un eroe da muovere, dall’altro potreste averne anche sette. Muovere tutte queste unità nel proprio turno può essere esaltante per alcuni, ma eccessivo per altri. A questi farà però piacere sapere che si può scegliere un comando con cui, dopo aver mosso l’eroe che li comanda, farà muovere le sue truppe attorno a lui, coprendolo e beneficiando anche di un recupero di salute pari al 20% ad ogni turno. L’importanza del comandante è però data da un altro fondamentale dettaglio: se infatti questo viene sconfitto, tutte le truppe a lui legato spariranno dal campo di battaglia.

Gestire le battaglie non sarà una passeggiata perché il gioco mantiene la sua natura che poi è quella che caratterizzava tutte le produzioni di quell’epoca. In altre parole, il gioco è tosto e non si perde in chiacchiere con tutorial e speigazioni di dinamiche. Tutto quello che troverte sarà in 23 “pagine” del manuale Come si gioca presente nelle opzioni. Molte cose le capirete giocando, mentre altre diventeranno evidenti quando sarà il momento, un po’ come il potenziamento de personaggi quando saliranno di livello, vinceranno battaglie e potranno poi evolversi in classi più potenti e in grado di reclutare truppe migliori. Per venire incontro a chi non è abituato a questa difficoltà anni ’90, è stato inserito l’easy start, un’opzione che vi fornisce fin da subito 15000 monete d’oro e qualche equipaggiamento un po’ più performante. Se non conoscete il gioco non fatevi scrupoli e provate a giocarlo con questo aiuto, visto che la sfida è sempre parecchio alta. Potrete sempre scegliere di non usare quel piccolo tesoretto, ma se fosse, avrete un bell’aiuto visto che non esiste un livello di difficoltà da abbassare.

Prima vi ho parlato brevemente della grafica ma è il caso di approfondire. Essendo uno strategico, nessuno si aspetta chissà quale peripezia grafica, però qualche animazione in più durante le battaglie non ci sarebbe dispiaciuta. Ricreati in stile kawai, soldati, lanceri, sirene, cavalieri e quant’altro sono anche simpatici, ma la qualità delle animazioni è abbastanza semplice. Ne consegue che, dopo una ventina di minuti, vorreste che la battaglie fossero più rapide. Se è buona cosa che si sia pensato di dare ad un grilletto la funzione di accelerare queste schermaglie, potendo assistere direttamente al risultato finale, senza nemmeno visionare il campo di scontro, dall’altra si capisce che quello che succede durante gli scontri non è mai interessante. Questo, unito al design dei personaggi non sempre convincente frena il riultato complessivo di questo rifacimento. Le musiche invece convincono mentre l’effettistica si conferma un po’ troppo semplice. Il gioco poi è unicamente in inglese nei testi (in realtà sono presenti lingue orientali a me sconosciute, oltre al giapponese ma niente francese, spagnolo o tedesco) e questo sarà un ulteriore motivo per rallentare la diffusione di questa uscita qui da noi.

Langrisser I & II è una collection di due ottimi giochi che però non sono stati adattati al meglio al pubblico di oggi. Le avventure sono abbastanza classiche, i testi solo in inglese, la grafica non stupisce e, più in generale, si nota che non è un gioco pensato e realizzato per il pubblico occidentale. Ed è un peccato perché in questi anni molte serie che si credevano poco stimolanti per America ed Europa, si sono poi dimostrate capaci di grandi numeri. Qui si è scelto di cambiare quanto basta, concentrandosi principalmente sulla parte estetica e sonora, senza modificar eperò il gameplay. I giocatori duri e puri saranno felicissimi di questa soluzione e potranno godersi un titolo fedelissimo all’originale, gli altri potrebbero trovarlo ancora troppo grezzo ed ancorato agli anni ’90.

Pro

- Gameplay profondo

- Tante strategie possibili

- Profondo e personalizzabile

- Storia classica ma riuscita

Contro

- Sa essere molto difficile

- Manca un vero tutorial

- Character design non sempre azzeccato

- Solo in inglese

Redazione

7,5

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Scheda

  • Sviluppatore / Chara-ani Corporation
  • Produttore / NIS America
  • Doppiaggio / Giapponese
  • Sottotitoli / Inglese
  • Giocatori offine / 1
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Strategia su PlayStation 4, Nintendo Switch, PC

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