Monster Hunter World: Iceborne - Recensione

Il nuovo centro pieno di Capcom

di Salvatore Cardone / venerdì 13 settembre 2019 / Recensione

Nella foga di un momento in cui c’è l'ottimo Gears 5, l’imminente arrivo di Borderlands 3 e il ritorno in grande stile di giochi come FIFA, NBA 2K e PES, rischiava di scivolare nel dimenticatoio la gigantesca espansione Iceborne, che Capcom ha sapientemente confezionato per il suo gioiellino da 13 milioni di copie vendute: Monster Hunter World. Vogliamo subito farvi un piccolo spoiler: da appassionati, vi invitiamo a considerare Iceborne come un vero e proprio atto di fede fatto da Capcom proprio nei confronti di chi, come il sottoscritto, ama andare a caccia (e nel 90% dei casi prenderle) contro coriacei nemici che infestano inesorabilmente le meravigliose distese del nuovo mondo. Se pensavate, insomma, di trovarvi per mano un contentino, utile soltanto a far migrare i giocatori in direzione opposta dei Legiana e quindi tornare a popolare Astera, vi sbagliavate di grosso. Iceborne è da considerarsi un vero e proprio punto di ripartenza per tutto l’ecosistema di Monster Hunter: World. Siamo di fronte, infatti, ad un’espansione gigantesca, sia contenutisticamente parlando sia in termini proprio di novità introdotte che, siamo sicuri, farà la felicità di tutti gli appassionati del brand. Attenzione però: vi farete molto male e molto velocemente. Sappiatelo.

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Cronologicamente, ma anche ludicamente parlando, Iceborne si piazza dopo la fine degli eventi del gioco base. Una volta sconfitto il boss finale, infatti, la “pace” sembra essere tornata. Già, sembra. L’incipit narrativo che spalanca le porte ad Icerborne, alla nuove creature da cacciare e alla nuova – maestosa – area di gioco è dei più semplici. In linea con la tradizione della sarie, il tutto ruota ancora una volta intorno ai misteriosi movimenti innaturali della fauna locale, le cui variazioni sono assoggettate all’involontario volere delle più gigantesche creature presenti nel nuovo mondo. Le vicende di Iceborne, infatti, partono proprio da qui. La misteriosa migrazione dei Legiana e il ritrovamento di mostri congelati, portano i cacciatori ad insospettirsi sempre più nei confronti di una nuova minaccia, a quanto pare ormai alle porte. La conferma di ciò avviene proprio grazie al protagonista, che si ritrova catapultato nella nuova area di gioco proprio proseguendo le indagini. Giunti qui, e presa familiarità con ciò che necessariamente deve diventare la nuova base della flotta, si avvia una vera e propria lotta non tanto per la curiosità e per la scoperta, ma per la sopravvivenza. Questo, ad ogni modo, va a sposarsi con la solita realtà dei fatti che segue la serie: la trama non è certamernte il piatto forte, ma offre splendide motivazioni al giocatore per andare avanti e, soprattutto, mettersi costantemente alla prova. Ed è proprio qui che Iceborne tenta e riesce nel colpaccio, portando in dote al giocatore una quantità smisurata di attività, tante novità strutturali, un nuovo endgame e, soprattutto, un tasso di sfida elevato che farà la gioia anche del più incallito dei veterani.

La novità più importante, o comunque quella più attesa (ne siamo sicuri) da parte di tutti i videogiocatori, riguarda l’essenza stessa della caccia, in particolare quella legata alle nuove specie da sconfiggere. Con Iceborne, infatti, Capcom ha dimostrato di avere ancora tantissime cartucce da sparare, aggiungendo alla già ricca varietà di giganti da assoggettare, un altra corposa infornata di creature da affrontare. Un po’ come accaduto anche con il gioco base, le varie ore passate in compagnia di una “campagna” longeva e impegnativa, fanno da Cupido tra il giocatore e le nuove specie da cacciare, alcune di esse riproposte, in una veste grafica e soprattutto strutturale nuova e più curata, alcuni completamente nuovi. L’enorme roster di nemici da titar giù si rimpolpa anche con varianti di quelli già presenti, tutti in verità caratterizzati da un tasso di sfida molto elevato e che, siamo sicuri, sarà causa di diverse notti insonne per molti cacciatori, specialmente quelli più arrugginiti. Tranquilli, però, perché il gioco è spietatamente equo, e prende di faccia tutti quanti, compresi i giocatori più esperti. Già perché, obiettivamente, le nuove creature hanno tutte una caratteristica comune: sono incredibilmente aggressivi e sono capaci di arrecare una quantità di danni impressionante, anche al giocatore meglio attrezzato con equipaggiamenti di tutto punto. Va da sé che, rapidamente, la maggior parte delle armi e degli equipaggiamenti sudati nel corso del primo anno e mezzo di vita del gioco diventano rapidamente poco utili contro il Tigrex, il gigantesco Barchydos e quant’altro, “costringendo” il giocatore ad un nuovo tremendo, ma splendidamente bello, percorso di farming selvaggio, in pieno stile della serie, alla ricerca dell’equipaggiamento migliore. Discorso leggermente diverso, ad esempio, per i gioielli, ora più importanti e anche più facilmente reperibili. Questi ultimi si possono equipaggiare anche al mantello, per dirne una, e abbiamo notato in generale una maggior facilità nel dropparli, seppur questo rimanga una parte fondamentalmente ostica del farming in generale. Tutto il sistema legato ai nuovi equipaggiamenti (davvero tanti) offre al giocatore una quantità di attività veramente spiazzante. Sia i set generati dalla presenza dei nuovi mostri, sia quelli vecchi “potenziati” in una veste nuova con un indice di “Rarità” diverso e aggiornato, offrono – come al solito – una quantità di soluzioni importanti, legate anche alla build che si desidera costruire.

Oltre alle novità inerenti il bestiario e di conseguenza al vestiario, Capcom ha dimostrato di saper ascoltare con cura il feedback dei propri giocatori anche su altri aspetti. Finalmente, è stato aggiunto il tanto richiesto Grado Maestro (l’equivalente del G-Rank) che rende il tasso di sfida ancor più massiccio. Specialmente sul lungo andare, troverete i mostri veramente ostici, e spesso catturarli vi sembrerà la soluzione migliore, per timore di non riuscire a sconfiggerli in tempo. Tutti loro, infatti, sono caratterizzati da un quantitativo di punti vita impressionante, capace di scoraggiare – sulle prime – ma soprattutto di rendere ogni sfida sempre più adrenalinica ed emozionante. Le nuove aggiunte, comunque, non si fermano assolutamente qui.
Capcom ha inserito sia nuovi consumabili, ad esempio quelli legati alla nuova – splendida – mappa delle Distese Brinose, come la Bevanda Calda (di cui esiste anche una sorta di gioiello) necessaria per sopravvivere alle intemperie, e diversi nuovi strumenti per i nostri amici e aiutanti a quattro zampe. Abbiamo notato, ad esempio, il Toccasana Vigorvespa, una sorta di bolla di energia che ci salva la vita in alcuni frangenti, anche quelli più disperati, soltanto per fare un esempio. La novità più interessante, comunque, riguarda sicuramente l’introduzione del rampino. Quest’ultimo si presenta come un potenziamento della balestra, e può essere attivato sin da subito. La balestra risulta poi utilizzabile senza il bisogno di rinfoderare l’arma, il che è una miglioria davvero incisiva e importante, poiché consente di velocizzare le nostre azioni all’interno del gioco. Il rampino è uno strumento particolare e si può usare per aggrapparsi ai mostri e infliggere ad essi ingenti danni, stordirli o indebolire una delle parti del mostro, per renderla più vulnerabile ai nostri colpi. Uno strumento in apparenza semplice ma che in realtà è più sfaccettato di ciò che sembra: esso, infatti, consente ad esempio di far sbattere i mostri contro gli elementi ambientali o di farli finire in trappola, in base al tipo di attacco da noi arrecato.

Questa è certamente l’aggiunta più interessante di questo Iceborne, ma non è la sola, anzi. Gli sviluppatori hanno infatti deciso di inserire anche la possibilità di cavalcare i mostri di piccole dimensioni, per potersi muovere con maggior facilità all’interno delle vaste mappe di gioco, facendosi portare a destinazione tramite pochi, semplici, tasti. Altra caratteristica importante di questo aggiornamento è l’enorme mole di attività da svolgere che porta in dote, senza contare il farming necessario a costruirsi gli equipaggiamenti adeguati per sopravvivere nelle nuove, inospitali, mappe. Adesso, inoltre, le missioni non sono più caratterizzate da un Grado Cacciatore (GC) minimo per partecipare ad esse, ma semplicemente suddivise in vari Gradi Maestro. Le nuove missioni sono poi caratterizzate da un livello di sfida tarato verso l’alto, grazie alla presenza di nuove creature con un’enorme quantità di punti vita. Il tanto temuto endgame risulta ora, pertanto, imbastito in modo migliore rispetto al passato e mette sin da subito sul piatto tutte le più belle attività che il titolo è in grado di offrire, con una maggiore profondità e una maggiore necessità di progettarle a priori, in modo da non farsi trovare mai impreparati. Sul finale c’è poi una chicca riservata a tutti gli appassionati di vecchia data della serie, ma non vi vogliamo svelare nulla per non fare spoiler. Semplice ma efficacie, infine, è la differente gestione dell’inventario, con un menu più semplice da utilizzare e un’interfaccia più amichevole.

Graficamente parlando, Iceborne mostra i muscoli, dal punto di vista dell’ottimizzazione, in primis, ma anche della veste grafica in generale. Su PlayStation 4 Slim, la console più “debole” di casa Sony, Monster Hunter: Iceborne è davvero gradevole da vedere e dotato di una buona stabilità, anche per quanto concerne il framerate (stabile sui 30, ma con qualche svarione quando si ha a che fare con più mostri o con un mostro particolarmente grosso). In alcuni frangenti, quando ci si scontra col peggior nemico del gioco, la telecamera crea parecchi problemi, ma non ci sentiamo di dire nulla a Capcom: ci rendiamo conto di quanto sia difficile gestire mappe così vaste, creature così grosse e scontri così frenetici. Qualcosina in più si poteva sicuramente fare, da questo punto di vista, ma alla fine questa mancanza poco inficia sulla qualità generale. Per quanto concerne i nuovi equipaggiamenti, creature e zone di mappa inedite, dobbiamo fare un plauso agli sviluppatori, sia dal punto di vista meramente estetico sia da quello relativo all'influenza dell’ambiente circostante sul personaggio e viceversa: non sarà raro, per esempio, trovarsi rallentati dalla neve o vedere i mostri che spaccano lastre di ghiaccio camminandoci sopra. Davvero ben fatte anche le nuove creature che risultano di ottima fattura e capaci di usare l’ambiente circostante a loro favore, all’interno di un titolo che, comunque, non ha mai sorpreso più di tanto per risultati tecnici mirabolanti. Molto buono è ancora una volta il matchmaking: è molto semplice trovare aiuto da parte di altri utenti, a testimonianza degli ottimi server e della vastissma fetta di utenza che gioca a Monster Hunter: Iceborne. Se siete in difficoltà, quindi, potete contare sul fatidico “Razzo SOS” e troverete un cacciatore disposto ad aiutarvi in pochi secondi. Il nostro consiglio è però quello di provare sempre da soli ed imparare ad affrontare le varie creature, senza ripiegare da subito sulla succulenta possibilità di farsi aiutare dall’utente fortissimo di turno. 

Iceborne è tutto ciò che ogni appassionato delle serie Monster Hunter, e in particolare del capitolo World, potesse mai desiderare. I nuovi contenuti – tantissimi – uniti alle varie migliorie apportate un po’ ovunque, rendono l’esperienza di gioco finalmente “definitiva”, rendendo ogni singolo aspetto del gioco, funzionale e funzionante. Il rampino è una scelta di game design che ci sentiamo di premiare a pieni voti, così come l’introduzione delle nuove creature, tante, tutte molto belle e caratterizzate da un livello di sfida elevatissimo, complice anche una quantità di movenze offensive fuori dal comune. Se World vi ha catturato all’epoca, insomma, ora ne sarete praticamente innamorati. A patto, però, di sopravvivere al gelido – in tutti i sensi – impatto iniziale con una nuova sfida ostica e più duratura di quel che si potrebbe immaginare.

Pro

- Tantissime nuove attività

- Campagna semplice nella scrittura, ma ricca di contenuti e piacevole da vivere

- I nuovi mostri sono splendidi da vedere e da affrontare

- Endgame più ricco che mai, perfetto per i giocatori più hardcore

- Il rampino è una scelta di game design molto preziosa

Contro

- Le missioni di trama sono un po’ tutte uguali

- Alcuni mostri abusano troppo della loro stazza, rendendo gli scontri frustranti

- La telecamera è a tratti ingestibile

Redazione

9,3

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Scheda

  • Data di uscita / 06/09/2019
  • Sviluppatore / Capcom
  • Produttore / Capcom
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 1 - 4

Azione, RPG su PlayStation 4, Xbox One

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