Moving Out - Recensione

Quando il trasloco diventa un party game!

di Andrea Piaggio / venerdì 24 aprile 2020 / Recensione

I giochi indie che offrono una cooperativa spassosa sono parecchi, basterebbe nominare il recente Good Job! o la serie di Overcooked, titoli che si rifanno ad attività di tutti i giorni, in cui vengono costruite situazioni bizzarre grazie all’ambiente in cui si devono compiere, finendo per ottenere una piacevole valenza comica. A queste oggi si aggiunge Moving Out nuova uscite prodotta dal mitico Team 17 e sviluppata da SMG Studio e DEVM Games.

Senza particolari introduzioni, in Moving Out saremo dei traslocatori, chiamati per prendere oggetti dalle case di diversi clienti per metterli sul camion della propria agenzia, tale P.E.T.O.. Da un menu piuttosto chiaro, rappresentato da una cittadina su cui potremo andare in giro con il nostro camioncino, sbloccheremo via via sempre più abitazioni che altro non sono che livelli con difficoltà sempre maggiore da completare entro un tempo limite. Ognuno ha tre medaglie da conquistare più una serie di obiettivi che richiedono di rigiocarli per prendere qualche oggetto non presente nella lista generale o di eseguire (o non eseguire) speciali attività. Tutto è idealmente molto semplice, e le azioni che potremo compiere al loro interno lo sono altrettanto.

Per farci subito prendere confidenza con i controlli, verremo accolti da un tutorial molto semplice che ci spiegherà come afferrare le cose, come lanciarle e come muoverci. Con un dorsale si prendono gli oggetti per poi portarli in giro per il livello, c’è un tasto per saltare, uno per prendere a schiaffoni le cose (o i propri amici) e uno per bloccare lo spostamento e far apparire un cono che indicherà la direzione in cui verrà lanciato l’oggetto che avrete in mano. Potete giocare da soli, usando un solo trasportatore che avrà la possibilità di muovere anche oggetti pesanti in solitaria come divani e frigoriferi, oppure potrete anche scegliere di usare contemporaneamente due personaggi a cui ognuno sarà dedicato uno stick e relativi pulsanti. Il “rischio di confusione”, come viene definito dal gioco stesso è elevato ma già il fatto che ci venga data la possibilità di provarlo, è un punto a favore di Moving Out.

Se state pensando che un gioco in cui si spostano cose potrebbe essere noioso e ripetitivo, probabilmente non avete mai giocato con Overcooked. Magari potreste anche avere ragione se siete giocatori solitari, visto che, seppur sia possibile, non è traslocando da soli che ci si diverte di più. Con almeno un’altra persona la situazione migliora però drasticamente. Coordinarsi per spostare un letto può essere davvero spassoso visto che il movimento spesso genera danni collaterali. Inoltre, quella che in molti giochi è solo una porta, in Moving Out diventa una sorta di miniboss! Riuscire a portare oggetti ingombranti attraverso passaggi stretti è infatti una delle operazioni più complesse, diventando piccoli incubi quando si tratta di muovere divani ad angolo e “pezzi” non proprio standard. La soluzione spesso è mollare la presa, cambiare la propria posizione e poi cercare di muoversi in una direzione più adatta alla forma dell’oggetto trasportato, magari togliendo prima un po’ delle cianfrusaglie che inizieranno a popolare la scena. Cambiate prospettiva, pensate fuori dagli schemi e magari lanciate il divano fuori dalla finestra per risolvere il problema.

In qualità di gioco indie Moving Out è un titolo semplice ma non per questo banale. I personaggi sono carini e personalizzabili ma ovviamente il grosso del lavoro viene fatto dagli scenari. Questi sono ricchi di elementi di contorno che garantiscono una sfida extra ma anche elementi su cui farsi quattro risate mentre si distrugge tutta la casa cercando di portare un mobile già da una scala per poi passare nel centro di un salotto. Le musiche e gli effetti sonori sono perfetti al loro scopo di accompagnamento, mentre la fisica è piacevolmente piegata per farci divertire nel lancio di oggetti e nei trasporti più strambi. Nulla da fare invece per il gioco online, possibilità che ritengo inutile in uscite nate e pensate per essere giocate sul divano, fisicamente accanto ai propri amici.

Moving Out fa esattamente quello che promette: ci fa partecipare a traslochi buffi e strampalati in cui ci si tira le cose, ci si incastra e si rompono oggetti, il tutto mentre le ambientazioni diventano sempre più complesse e fantasiose. Lo potete giocare anche da soli, con un’utile modalità assistita, ma anche solo la possibilità di lanciare un mobile pesante e sfruttare speciali strategie vi verrà negata. Guidare due omini da soli è possibile ma è una faticaccia, rendendo quindi il gioco cooperativo la scelta preferenziale per divertirsi. In questo periodo in cui mettere il naso fuori è pericoloso, oltre che complicato, può essere una bellissima alternativa per divertirsi in famiglia in modo spensierato.

Pro

- In compagnia prende parecchio

- Tanti livelli da affrontare

- Rigiocabile per record e obiettivi extra

- Attento anche al giocatore singolo…

Contro

- … anche se da soli perde fascino in fretta

- Da soli è quasi impossibile ottenere grandi valutazioni

- In certe sezioni ci si incastra fin troppo spesso

Redazione

8,0

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Scheda

  • Data di uscita / 28/04/2020
  • Sviluppatore / SMG Studio e DevM Games
  • Produttore / Team17
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1 - 4

Party Game su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, PC

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