NBA 2K21 - Recensione

Si va schiacciare nei palazzetti, nei campetti e ovunque voi vogliate!

di Davide Ferrati / venerdì 18 settembre 2020 / Recensione

Nonostante i Play-off ancora in corso, cosa tutt’altro che normale, anche in questo strano settembre NBA 2K bussa puntualmente alle nostre porte per accomodarsi sulla nostra console preferita (e PC). L’annuncio del titolo è stato dato addirittura alla prima presentazione di PlayStation 5, ma per la versione next-genversione che molti considerano quella “definitiva” (ottenibile comunque anche acquistando la versione current-gen) c’è ancora da attendere qualche mese. Per ora comunque ci possiamo godere senza alcun paragone questo NBA 2K21, già ricchissimo di contenuti.

Partiamo da quello che ci accoglie all’avvio, e non sto alludendo a Damian Lilliard in copertina, ma al menù di gioco, rimodernato ancora una volta con dei tratti più minimalisti. Abbiamo immagini più grandi di giocatori attualmente rappresentativi, con piccole sezioni nella parte inferiore dello schermo che comprendono come sempre le modalità principali: Gioca Ora per una partita veloce da soli, con amici in locale oppure online, La Mia Squadra, fantastica modalità con le carte collezionabili dei nostri giocatori preferiti, La Mia Carriera, dov’è possibile creare il nostro personale giocatore e svilupparne le abilità di partita in partita e La Mia Lega, la modalità più gestionale dove si potrà effettivamente gestire al meglio non solo la squadra, ma tutte le società che vorrete rappresentare. Ovviamente ogni sezione poi si ramifica ulteriormente al suo interno permettendoci di divertirci per un numero pressocchè infinito di ore su ogni modalità, con La Mia Squadra e La Mia Lega che sembrano quelle più dense di novità.

Approfondiamo il discorso su La Mia Squadra: appena entrati veniamo accolti da un trailer dinamico che ci presenta le novità che apporta NBA 2K21, tra cui le carte evoluzione. Queste sono carte con un potenziale di base discreto, ma che può diventare eccezionale a seconda di quanto le userete in formazione e come ci giocheremo. Queste carte infatti si evolvono completando determinati requisiti durante le varie partite. Per fare un esempio, la mia prima carte evoluzione è stata Carmelo Anthony in franchigia Denver Nuggets, spacchettato con un globale di 80, dopo qualche partita è stato possibile farlo evolvere guadagnando un globale di 85, ma ovviamente la carta può ancora migliorare. Tornano invece le carte duo che, come la parola suggerisce, vanno a coppie e vogliono rappresentare le accoppiate di giocatori che hanno fatto la storia dei rispettivi team. Per quanto riguarda le modalità di gioco abbiamo sempre la possibilità di affrontare team offline e online, sia 5 contro 5 che 3 contro 3. Nel primo caso si affronteranno le vere e proprie squadre attualmente militanti in NBA, nel secondo invece scenderemo in un campetto per affrontare team appositamente selezionati e delle volte veramente tosti. In questa modalità più "da strada" si può giocare anche online, ma lo sconsiglio per i nuovi arrivati, poichè il matchmaking non risulta bilanciato come nelle partite 5 contro 5 e di conseguenza è molto più probabile incontrare giocatori con terzetti nettamente più forti dei vostri. Non vorrei invece spendere troppe parole sulle microtransizioni, perché saprete già della loro massiccia presenza, in particolare all’interno della modalità La Mia Squadra, con alcuni pacchetti addirittura ottenibili solo con soldi reali. Questo spinge un po' troppo il gioco verso l'odiato sistema del pay-to-win, ma se volete solo divertirvi in santa pace vi fiondate sulla componente offline e vivrete tranquillamente fino all'anno prossimo.

Per quanto riguarda invece La mia Carriera non ci sono grandi cambiamenti rispetto ai precedenti capitoli, se non nella storia che ci viene raccontata come preludio. Qui accompagenremo il nostro giocatore dal College fino al Draft con l’esordio in NBA. Per quanto riguarda la narrazione ci troviamo più o meno sempre sulla falsa riga dei precedenti, con anche citazioni vicine alla situazione attuale della massima lega. Tutto il contorno invece rimane sul classico con il miglioramento delle statistiche che viene effettuato tramite crediti ottenuti ad ogni partita giocata oppure che, tanto per cambiare, possono essere acquistati con valuta reale, garantendo lo sviluppo massimo del nostro alter ego in poche ore per poi buttarsi direttamente nel gioco online. Anche sul fronte del Quartiere le cose rimangono inalterate, se non per l’aspetto grafico differente: tutto quello che sapete sui campetti online appare come un semplice copia e incolla, cosa che comunque non dispiacerà a chi apprezza questa parte del gioco che anche quest'anno non mostra grandi sbavature, a patto di avere una buona connessione. Come sempre un grandissimo elogio alla personalizzazione del proprio giocatore, oltre che all’aspetto fisico con tagli di capelli ancora più elaborati, abbigliamento e quant’altro, ma soprattutto nella sempre infinita personalizzazione dello stile di gioco, grazie alla ricostruzione delle movenze di veramente TUTTI i giocatori più importanti che hanno solcato il parquet di un palazzetto statunitense.

La mia Lega assume le forme del comparto single player più completo e garantisce anche un divertimento fuori connettività, dal momento che la sezione online è stata separata da quella offline. La sezione dedicata comprende ovviamente l’impresa di giocare una stagione completa con la nostra squadra preferita, ma anche solo i play-off, oltre che all’ormai rodata sezione da general manager che comprende la gestione totalitaria di una franchigia NBA. Oltre a questa sezione maschile anche le ragazze della WNBA vengono prese in considerazione, con la possibilità di giocare un’intera stagione nel campionato femminile, composto da 12 squadre oppure solo i play-off. Come prima anticipato la sezione online viene richiamata a parte e permette di giocare un’intera stagione con i propri amici. Ognuno può scegliere la propria squadra e portare avanti simultaneamente in campionato in corso.

Tutto quanto detto dipende ovviamente dalla qualità del gameplay e tutto ciò che ci è sempre piaciuto di NBA 2K rimane invariato, rendendolo uno dei titoli sportivi più simulativi in circolazione. A confermarlo ci sono valanghe di schemi e di tattiche da attuare da chi ha una sviluppata intelligenza cestistica. I giocatori si muovono sul campo ancora meglio che in passato e talvolta selezionare un giocatore lontano dalla palla può servire ai meno esperti per vedere come i cmpagni gestiscono l'azione, senza però dimenticarsi di marcare continuamente il proprio uomo. L'unica postilla che nei primi giorni ha rovina un po' la festa è stato il cambiamento - ancora una volta - della tecnica di rilascio per il tiro; stavolta si è pensato ad un sistema di rilascio che si appoggia sulla levetta destra, chiedendoci però anche di mirare grazie alla direzione in cui muoveremo lo stick e di riaccompagnarlo al centro. Il risultato è stato che anche Damian Lillard ha twittato di non riuscire a mettere dentro i tiri liberi. Una patch correttiva dopo e la situazione è tornata quella di sempre, con la possibilità di scegliere se attivare o meno quella funzionalità alle difficoltà Rookie, Pro e All-Star. Anche così però è leggermente cambiata la barra per il tiro, e dove l'anno scorso c'era una colonnina da riempire per il rilascio perfetto, oggi abbiamo un indicatore ad arco in cui rilasciare la palla all'interno di un'area grigia. A questo ci si può comunque abituare. La parte tecnico è ormai consolidata e di difetti veri e propri ce ne sono veramente pochi: i giocatori sono riprodotti con lo scalpello, così come le loro movenze, senza contare i palazzetti, giornalisti e tutto quel contorno del magico universo NBA. Allo stesso modo anche la colonna sonora che ci accompagna in ogni schermata di gioco ci fa congratulare con la produzione, con un riuscito mix tra pezzi moderni e più datati, principalmente in chiave hip-hop. Chi apprezza il genere si sentirà a casa e anche la navigazione dei menu sarà un'esperienza più che piacevole.

In fin dei conti, NBA 2K21 è un titolo valido e divertente? Assolutamente si! C’è una grande differenza rispetto al precedente anno? Purtroppo no e questo è davvero un peccato, ancora di più in un momento cruciale per il mondo dei videogiochi con l’imminente uscita della console di nuova generazione. Saremo senza dubbio contenti di vedere una grafica migliorata giocando il titolo in next-gen, ma al contempo speriamo che il miglioramento non sia limitato alla solo parte garfica. Pur rimanendo semplicemente se stessò, senza particolari cambiamenti, NBA 2K21 è il gioco di basket per ogni appassionato e farà divertire sia chi preferisce la sfida contro la CPU sia chi ama quelle con gli amici sul divano, sia chi preferisce l'online, anche se in questo caso bisogna considerare il grande peso delle microtransazioni. Se siete esperti vincerete comunque ma se beccatte quello bravino con una super squadra, non avrete grandi possibilità.

Pro

- Il Gioco NBA più completo in circolazione

- Diverse modalità per ore infinite 

- Gameplay sempre divertente e profondo

- Tecnicamente splendido

Contro

- Non troppo diverso dal precedente

- Microtransazione invadenti in alcune modalità

- Rilascio del tiro un po' scomodo

Redazione

9,0

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Scheda

  • Data di uscita / 04/09/2020
  • Sviluppatore / Visual Concept
  • Produttore / 2K Sports
  • Doppiaggio / Inglese
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1 - 4
  • Giocatori online / 1 - 10
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