Need for Speed Payback - Recensione

Corse nel deserto, derapate e potenziamenti

di Andrea Piaggio / martedì 21 novembre 2017 / Recensione

Quest’anno i racing game non sono proprio mancati, specie in questi ultimi mesi che hanno visto arrivare molti modi d’intendere il mondo delle corse. Il trend attuale sembra essere la ricerca della simulazione ma per chi invece ama correre senza troppi pensieri, arriva il nuovo Need for Speed: Payback. Arcade puro da ormai tanti anni, la serie di Electrinics Arts si è presa una pausa di un anno per rimettere in ordine le idee e provare a condensare in un unico titolo quanto di buono è stato fatto negli anni precedenti. Il risultato che segue è tutt’altro che perfetto, ma potrebbe soddisfare tutti i patiti delle corse che amano la velocità senza fronzoli in una grande mappa open world.

Non è la prima volta che la serie vuole proporci una trama e visti i risultati ottenuti con alcuni recenti titoli sportivi, vedi l’ultimo eccellente Madden NFL 18, non stupisce che il sottotitolo Payback derivi proprio da questa scelta. Il gioco ci propone la storia di Tyler e dei sui amici Mac e Jess, tre piloti che, come nel primissimo Fast & Furious, corrono per il brivido, ma soprattutto per compiere furti contro chi si è arricchito illegamente. Questi novelli Robin Hood però finiranno per essere traditi, si scoglieranno e dovranno nascondersi dalla polizia per evitare il carcere. Il tradimento avverrà per mano della misteriosa Loggia, un’organizzazione che trucca le corse e che per motivi tutt’altro che chiari, sta conquistando la città. A sei mesi dal tradimento i nostri torneranno in azione con lo scopo di distruggere chi li ha rovinati, ma per poter colpire dovranno partecipare e vincere il Rush dei Banditi, gara che accetta solo i migliori piloti. Il nostro scopo sarà quindi quello che guidare il gruppo battendo dieci diverse bande per farli approdare a questo evento e lì rovinare i piani dei cattivi. Senza girarci troppo intorno, la trama è il primo problema del gioco. La solita “lotta contro il sistema” è narrata in modo banale e senza alcuno spunto d’interesse, sfociando addirittura in battute così pilotate e infantili che probabilmente saranno sembrate stonate anche ai doppiatori che le hanno dovute recitare. Inoltre la prima ora abbondante è incredibilmente noiosa perché tra missioni a checkpoint e filmati che provano a descrivere questi personaggi spessi come un foglio di carta velina, si gioca poco e non si vede l’ora di essere lasciati liberi.

Il biglietto da visita con cui Need for Speed Payback si presenta al giocatore non è quindi dei migliori. Superato questo inizio ferruginoso le cose però migliorano. Si sceglie un’auto, si inizia ad esplorare la grande mappa suddivisa in più aree, e si incrociano le tante sfide che si attivano al nostro passaggio, da autovelox a zone di velocità e salti. E poi ovviamente ci sono le prove relative alle bande da battere, con gare che incrociano le varie discipline proposte. Tyler si occuperà di corse e gare d’accelerazione su un quarto di miglio, Mac si cimenterà in corse offroad e con sfide di derapata e infine Jess invece dovrà vedersela con le forze dell’ordine. Precisiamo che la polizia non è attiva durante la semplice navigazione libera, ma comparirà solo quando avremo a che fare con lavoretti illegali di recupero o di fuga o quando affronteremo alcune missioni legate alla storia. In questi casi si nota in modo positivo la pesantezza delle auto, con impatti convincenti che vengono però solo in parte supportati da un sistema di danni che crea ammaccature e sverniciate ma non deforma mai davvero l’auto.

La dinamica degli inseguimenti che tanto avevo portato fortuna alla serie in passato è quindi abbastanza secondaria, lasciando i riflettori puntati sulle corse su strada e offroad. Anche se i protagonisti sono differenti, il loro modo di guidare è pressoché lo stesso, così come il comportamento delle vetture che rimane molto simile tra loro. Le maggiori differenze tra gare su strada e non, sono il maggior numero di salti quando si corre sullo sterrato e la vastità degli ambienti che permette anche tagli di percorso tra un checkpoint e l’altro. Il vostro scopo ovviamente sarà sempre quello di arrivare primi, ma alla partenza vi verrà proposta una sfida extra che vi permetterà di scommettere un po’ di soldi ma che ve ne restituirà molti di più  se riuscirete a completarla: sfiorare un tot di macchine, restare in testa per almeno un minuto, colpire dieci elementi dello scenario sono tutti esempi che rendono un po’ più varie quelle che a conti fatti sono sempre e solo corse. Le sfide di derapata si svolgono invece su circuiti creati apposta all’interno dalla mappa, ma si risolvono abbastanza semplicemente visto che le auto dedicate a questa pratica entrano in sottosterzo senza quasi sfiorare il freno; vi basterà spostare rapidamente la levetta analogica nella direzione desiderata e l’auto inizierà a derapare, spingendo in alto sia il punteggio che il moltiplicatore. L’unica vostra preoccupazione sarà quella di evitare il contatto con i bordi della strada, pena il veder azzerare il moltiplicatore stesso. Terminano la lista le gare d’accelerazione che riportano alla mente quelle viste nel mitico Need for Speed Underground: partire mantenendo i giri del motore a livello ottimale e cambiare al momento giusto saranno la chiave per vincere queste sfide su più round basate più sulla prontezza del giocatore nell’osservare la barra che ci indica i migliori momenti per agire sul cambio, piuttosto che sulla guida in strada vera e propria che risulta sempre rettilinea o comunque con curve minime.

Scheda

  • Data di uscita / 07/11/2017
  • Sviluppatore / Ghost Games
  • Produttore / EA Sports
  • Doppiaggio / italiano
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 1 - 8
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