Planescape: Torment & Icewind Dale Enhanced Edition - Recensione

Una remastered che omaggia un passato glorioso con poche novità di spicco

di Alessandro Spallino / giovedì 14 novembre 2019 / Recensione

Planescape Torment è un gioco di culto del 1999 partorito dalla mente di Chris Avellone, autore molto prolifico sul finire degli anni 90 e nei primi anni del 2000, responsabile di capolavori RPG come Fallout 2, Neverwinter Nights, Bladur’s Gate: Dark Allliance e molti altri.
Nonostante il nome Planescape non suoni famigliare ai più come i giochi sopracitati, si tratta di un vero e proprio capolavoro del genere, noto sopratutto per il suo comparto narrativo ricchissimo e innovativo, diventato nel giro di pochi anni un vero e proprio gioco di culto per la famelica comunità di giocatori appassionati di giochi di ruolo e fantasy.
A seguito di una lodevole operazione nostalgia il team Beamdog è riuscito nell’impresa di dar nuova linfa vitale a un titolo davvero cruciale per il genere RPG, riuscendo anche nella non facile impresa di svecchiare alcune dinamiche di gioco per rendere l’esperienza di gioco un po’ più digeribile anche per un pubblico più giovane. È nato quindi Planescape Torment: Enhanced Edition.

Planescape Torment è, senza se e senza ma, una pietra miliare della narrazione fantasy applicata al videogioco. Scordatevi i cliché narrativi tipici di opere più mainstream che vedono i protagonisti sempre intenti a dover fronteggiare una pericolosa e spaventosa minaccia che mette in pericolo le sorti di tutto il mondo. Qui le tematiche di fondo sono ben più profonde e la narrazione affonda le sue radici nell’intimità del nostro alter ego, il Senza Nome. L’avventura ci vedrà quindi impegnati nell’affrontare un viaggio alla riscoperta del passato del protagonista, con una formula narrativa mai scontata dalle tinte scure e decisamente adulte.
Il lavoro fatto sulla caratterizzazione dei personaggi è incredibile e si realizza grazie una scrittura decisamente verbosa - ed interamente in inglese - ma anche incredibilmente pregna di contenuti. Il viaggio alla scoperta del nostro passato è quindi lento e compassato e l’alternanza tra fasi narrative e fasi di combattimento è pesantemente sbilanciata a favore delle prime.
Parlare con gli NPC, approfondire la conoscenza di ciascuno di loro e addentrarsi nelle storie che rendono vivo questo splendido Universo di gioco sarà il perno centrale dell’avventura. Ogni personaggio di gioco gode di una caratterizzazione profonda che contribuisce a rendere il mondo di gioco incredibilmente vivo e tangibile. La sensazione che tutto esista indipendentemente dalla nostra presenza e dalle nostre azioni è concreto e rende ancora più vera, intima e disperata la nostra avventura.
A fare da contraltare ad un game design e un comparto narrativo eccellenti c’è invece un combat system solido ma che certo non fa urlare al miracolo, né ora ma nemmeno nel lontano 1999. Cercare di evitare gli scontri diventerà quindi presto una priorità ed è infatti possibile completare l’avventura esibendosi in ben pochi combattimenti. Non fraintendeteci, non stiamo dicendo che il sistema di combattimento non funzioni ma semplicemente che sia un po’ troppo sempliciotto, dominato da poche dinamiche davvero interessanti e generalmente meno incisivo se paragonato a quello di altri giochi illustri dello stesso genere e dello stesso periodo storico (qualcuno ha detto Baldur's Gate?).

Il processo di rimasterizzazione di un gioco di 20 anni fa non è certo cosa facile poiché deve riuscire nella difficile impresa di rendere presentabile il gioco agli occhi delle nuove generazioni, senza però snaturare l’idea originale. A complicare le cose ci si mette anche un comparto tecnico oramai decisamente sorpassato e un motore di gioco su cui è praticamente impossibile attuare drastiche revisioni.
Il risultato è però comunque davvero lodelove. Il team Beamdog, costantemente supervisionato dal buon Avellone, ha quindi deciso di rimanere quanto più fedele all’opera originale.
La prima grande novità che l’occhio attento di un appassionato non farà fatica a notare è il restyling delle interfacce di gioco che ora godono di una nuova disposizione decisamente più accessibile, non più a raggiera ma con una barra orizzontale sul margine inferiore dello schermo.
Le risoluzioni supportate sono molteplici e ovviamente quella in 4k è quella che più si fa notare sulle nuove interfacce di gioco e fa comunque il possibile sui pixel e gli sprite originali del gioco. Non aspettavi un comparto visivo nitido e ben definito neanche in 4k però; le imperfezioni grafiche figlie del tempo sono ancora tutte lì ma non è un grosso problema perchè a conti fatti rappresentano anche un forte elemento di continuità con il passato. Le tetre atmosfere fatte di pixel squadrati, i pochi sprite presenti sulle arene di gioco e un sistema di illuminazione che è rimasto identico all’originale restituiscono un feeling d’altri tempi che forse però solo i videogiocatori degli anni '90 potranno capire ed apprezzare veramente.
Se sul versante meramente visivo non sono quindi stati fatti grandi passi avanti, un discorso totalmente diverso è da fare per quanto riguarda le interfacce di gioco, i comandi e la fluidità. Nuovi shortcut sono infatti stati aggiunti per rendere più fluida l’esperienza di gioco e il campo visivo si è nettamente allargato.
È inoltre possibile attivare dei filtri per migliorare la resa visiva dei personaggi ma ci siamo resi conto che, nonostante questi facciano un ottimo lavoro, cozzano in maniera piuttosto vistosa con i fondali, sui quali, come detto non è invece stato fatto alcun intervento.

Planescape Torment Enhanced Edition è un gioco che consigliamo davvero a tutti gli appassionati di rpg, giovani e “vecchi”. Una pietra miliare del genere, sicuramente non semplice da digerire per via di un comparto tecnico che nonostante l’operazione di rimasterizzazione, rimane, volutamente, incredibilmente ancorato al passato ed è dotato anche di una narrazione davvero d’altri tempi.
Un gioco che potete giocare con calma, alternandolo magari ai titoli moderni, che vi riporterà indietro nel tempo e vi farà vivere atmosfere degne dei migliori libri fantasy.
Immergendovi nelle tetre atmosfere di Planescape scoprirete quanto quest’opera sia stata fondamentale per il genere e come il suo stile narrativo sia stato in grado di sdoganare, anche nel medium videoludico, forme di narrazione profonde e complesse.

In bundle con Planescape c'è anche Icewind Dale: Enhance Edition, terzo tassello della trilogia formata da Planescape e Baldur’s Gate. Anche in questo caso l’operazione di rimasterizzazione è stata curata da Beamdog e anche in questo caso il risultato può considerarsi più che buono e sempre rigorosamente rispettoso del materiale originale. Il modus operandi con cui il talentoso team canadese ha lavorato è infatti il medesimo adottato per Planescape che prevede quindi un’ottimizzazione delle interfacce di gioco al fine rendere il gioco più accessibile anche su console moderne e una riproposizione fedelissima delle atmosfere del tempo senza alcun intervento degno di nota per quanto riguarda il comparto tecnico.
A differenza di Planescape, in questo Icewind Dale si combatte tanto, forse troppo. Se a primo acchito questo può sembrare positivo, in realtà presto si giunge ad assistere ad un vistoso sbilanciamento verso l’azione frenetica, comunque mitigata da dinamiche RPG, che appiattisce un po’ troppo l’esperienza di gioco. Complici sono anche fattori come l’impossibilità di aggiungere nuovi membri al proprio party, una scarsa caratterizzazione dei personaggi e un bilanciamento delle fasi di gioco che va incontro a parecchi momenti di stallo, in cui le azioni da svolgere e i combattimenti da affrontare si fanno presto eccessivamente ripetitivi. Essendo però in bundle con Planescape, merita comunque l'attenzione dei giocatori ancorati a certe meccaniche del passato.

Pro

- Narrazione eccellente...

- Combat System e dinamiche RPG collaudate

- Interfacce di gioco ridisegnate e più intuitive

Contro

- ... ma anche troppo verbosa

- Tecnicamente non sono stati fatti passi in avanti

- Sembra ancora un gioco di vent'anni fa

Redazione

8,5

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