Promare - Recensione

L'unica cosa che deve ardere è la tua anima!

di Marino Puntorieri / lunedì 10 febbraio 2020 / Recensione

Studio Trigger è da anni una garanzia nel mondo dell'animazione nipponica. Lo affermano le folte schiere di appassionati sparsi anche in Occidente, e lo certificano i numeri composti da incassi e ascolti da capogiro per tutte le principali produzioni. Cominciando con l'iconico Gurren Lagann (sul cui stile è stato fondato lo studio stesso nel 2011 con a capo Hiroyuki Imaishi), e passando per Kill La Kill, il team di Tokyo si è sempre contraddistinto per il racconto di storie dall'enorme impatto visivo ed emotivo. Un obiettivo, adesso, proiettato finalmente nelle sale cinematografiche grazie all'arrivo del film d'animazione Promare, figlio della rinnovata collaborazione tra Hiroyuki e Kazuki Nakashima, capace di creare proprio le mastodontiche saghe sopracitate. Esperienza in grado di soddisfare le aspettative? Assolutamente si, ma andiamo con ordine.

 

 

La storia di Promare si dipana attorno alla lotta contro i Burnish, umani capaci di controllare (chi più e chi meno) il fuoco ed utilizzarlo come vera e propria arma. In un futuro non troppo lontano, lo stress di una vita sempre più organizzata e votata alla pianificazione meticolosa di qualsiasi azione ridotta a semplice routine, con l'utilizzo di strumenti altamente tecnologici, è degenerato nella proliferazione di un vero e proprio potere tra diversi soggetti più a rischio, capace di causare morte e distruzione su tutto il pianeta. A trent'anni circa dal giorno zero, l'umanità si è organizzata per prevenire i rischi dall'utilizzo sconsiderato di queste fiamme e, se da un lato abbiamo la nascita di una vera e propria organizzazione terroristica denominata Mad Burnish, dall'altra il Governo promuove la nascita di organizzazioni volte al loro contenimento per salvaguardare la pace. Tra queste troviamo la Burning Rescue; una squadra di vigili del fuoco d'élite che include anche il testardo protagonista Galo Thymos, intenzionato a combattere con tutte le sue forze contro il leader terroristico Lio Fotia e i suoi scagnozzi.

Contrariamente a quanto si possa pensare inizialmente, la trama che si articola scena dopo scena è tutt'altro che banale, riuscendo a toccare diversi temi di rilevanza sociale-etica attuali più che mai e che non possono non portare ad un minimo di riflessione. Non mancano nemmeno alcuni colpi di scena ben studiati per tenere sempre alta l'attenzione dello spettatore, ma ovviamente in questo frangente non diciamo altro. Nel mezzo il rapporto di incontro-scontro tra i protagonisti evolve e riflette un delicato equilibrio sociale capace di spiazzare su più frangenti: i Burnish vengono trattati come un male da dover estirpare, una minoranza da etichettare a priori pericolosa perché diversa, quasi per convenienza. I personaggi secondari presentati sono numerosi e ben differenziati, ma vengono spesso messi da parte per lasciar spiccare solo quei due o tre, oltre ai protagonisti citati, proprio per necessità di tempo e di trama. La scelta è stata comunque saggia e, considerando il ritmo serrato di ciò che si palesa continuamente davanti ai nostri occhi, non ci siamo mai sentiti spaesati o in disaccordo sulle scelte intraprese.

Parlando proprio di stile ci troviamo davanti alla colonna portante dell'intera produzione. Promare è semplicemente sorprendente dal punto di vista visivo, facendo più e più volte ardere il cuore (giusto per restare in tema) dei fan senza preoccuparsi di rendere il tutto un minimo velato; ed ecco che ci troviamo davanti scontri incredibili e ricchi di pathos con robot sempre più grandi e attacchi sempre più esagerati, merito di un lavoro minuzioso sul lato delle animazioni, mentre Galo riprende a tutto tondo il personaggio di Kamina da Gurren Lagann, tanto impetuoso quanto spavaldo e testardo, e si potrebbe continuare con gli esempi all’infinito. Il ritmo è estremamente serrato e non presenta mai tempi morti, e se i combattimenti restano impressi nella mente degli spettatori lo si deve principalmente a due fattori: la scelta di una palette cromatica volutamente satura e ricca di colori accessi spesso in contrasto, e una telecamera estremamente dinamica che schizza un po’ ovunque durante i combattimenti, catturando i numerosi dettagli presenti e permettendoci di scoprire gli scontri sotto nuovi punti di vista, con angolature sempre diverse e ricche di piccole finezze. Come se ciò non bastasse, a supporto di tutto, interviene una colonna sonora incalzante grazie a una OST capace di valorizzare l’effetto visivo di ogni frame mostrato su schermo. Menzione speciale per il doppiaggio in italiano di buona fattura, con voci come quelle di Maurizio Merluzzo (Galo), Alessio Puccio (Lio) e Andrea Ward (Governatore Krey) in grado di enfatizzare ogni azione e ogni sentimento.

Promare ci ha convinti in pieno su tutti i fronti, il primo lungometraggio di Studio Trigger è una dichiarazione d’amore per tutti i fan delle passate produzioni, citate e rimescolate con una determinazione quasi disarmante. I capisaldi che hanno reso grandi Kill La Kill e Gurren Lagann emergono con forza fin dai primi minuti e vengono anzi accentuati per concentrare in nemmeno due ore quante più emozioni possibili. Un’esperienza che goduta al cinema rappresenta un must have per qualsiasi appassionato, a scapito in più frangenti della vista, ma che a causa di una programmazione come a solito fortemente limitante nei giorni e negli orari, obbligherà tantissimi ad attendere la versione blu-ray. Nonostante ciò ci si può solo alzare in piedi ed applaudire per gli sforzi compiuti nella realizzazione di un film che ha come unico difetto quello di finire, tra silenziosi, e paradossalmente assordanti, titoli di coda. Lunga vita a Studio Trigger.

Pro

- Storia interessante e ben architettata

- Combattimenti esagerati all'inverosimile

- Comprime in due ore tutto lo stile evoluto negli anni di Studio Trigger

- OST incalzante

Contro

- Alcuni frame colmi di colori saturi (sopratutto al cinema) assicurano un po' di mal di testa

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Scheda

  • Data di uscita / 03/02/2020
  • Produttore / Studio Trigger
  • Doppiaggio / italiano
  • Genere / Anime
  • Durata / 111 minuti

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