Ride Your Wave - Recensione

Un amore nato tra le onde del mare

di Marino Puntorieri / giovedì 21 gennaio 2021 / Recensione

Nel mondo dell’animazione nipponica il genere sentimentale è uno dei più utilizzati per raccontare il rapporto tra una determinata coppia di personaggi, solitamente creata appositamente per fomentare la community e creare un certo consenso intorno al progetto di riferimento. Nonostante il passare degli anni è un genere che, però, non invecchia mai e le sue meccaniche vengono spesso inserite per stratificare la psicologia di alcuni personaggi anche in opere che non ne avrebbero minimamente bisogno. Va comunque considerato che, con il successo scaturito dalla pubblicazione di Your Name nel 2017, l’asticella legata alle aspettative del pubblico si è alzata notevolmente negli ultimi anni, obbligando i vari team a triplicare gli sforzi per proporre qualcosa che andasse oltre la semplice accettazione del sentimento da parte dei protagonisti. E in effetti proprio per questo abbiamo deciso di analizzare Ride Your Wave, film d’animazione del 2019 disponibile da circa sei mesi sulla piattaforma di Amazon Video. Anticipiamo trattarsi di un’opera non priva di difetti, ma ricca di così tante peculiarità da avercene fatti dimenticare la maggior parte.

 

Il team dietro la nascita di Ride Your Wave è composto da due esperti del settore come Masaaki Yuasa, famoso per la regia di The Tatamy Galaxy e Devilman Crybaby, e Reiko Yoshida, autrice di fumetti che ha gestito la sceneggiatura dell’intramontabile School Rumble e l’originale serie Digimon (con annesso film); due figure che assieme non potevano che tirar fuori dal cilindro qualcosa di estremamente interessante. La storia ci presenta subito la vita della giovane Hinako, ragazza appassionata di surf sin dalla giovane età, che ha deciso di frequentare un college vicino al mare proprio per continuare a coltivare la sua passione per le onde; una vita vissuta tra lo studio e una tavola sempre a portata di mano. Un giorno come tanti il suo appartamento viene avvolto dalle fiamme a causa dell’utilizzo illegale di fuochi d’artificio da un gruppo di giovani sconsiderati e solo l’intervento tempestivo di un pompiere del luogo (Minato) evita quella che sarebbe potuta diventare una tragedia a tutti gli effetti.

Dall’incontro estremamente fortuito tra Minato e Hinako nasce un legame estremamente spontaneo e solido e che ci mette ben poco a sfociare nell’amore nella sua accettazione più pura. Il tempo a questo punto scorre veloce fino a un momento drammatico che segna un brusco cambiamento nella personalità di Hinako, ovvero la scomparsa prematura dell’amato; tranquilli, questo non è uno spoiler poichè è una vicenda che si sviluppa nelle primissime fasi del racconto e viene mostrata anche dal primo trailer. Il focus del lungometraggio è scoprire come reagisce la protagonista a questo nefasto avvenimento e come gli autori sono riusciti ad amalgamare realtà e fantasia con sorprendente equilibrio.  Parliamo di influenze fantasy perché grazie a una canzone cantata della ragazza manifestando estrema malinconia, il pompiere torna visibile ai suoi occhi (e solamente ai suoi) attraverso l’acqua; una scelta curiosa e che crea numerosi momenti tanto esilaranti quanto ricchi di riflessione. Oltre ai due protagonisti (estremamente sfaccettati e apprezzabili) vengono approfonditi gli intrecci con un ex collega e migliore amico di Minato (lo stravagante Wasabi) e la sua scontrosa sorellina minore (Youko).

Come già accennato in prefazione, gli autori ci hanno abituato alla pubblicazione di opere estremamente variegate nelle tematiche trattate, e in effetti non si può catalogare Ride Your Wave come un classico film sentimentale; il punto di forza è proprio il coraggio di mostrare una parte ben più nascosta e intima, legata all’eventuale perdita di ogni comfort zone, così come la lunga risalita verso l’accettazione della propria condizione e le proprie emozioni (siano esse positive o negative). Un film che ci lascia con una piccola lacrima e un sorriso, dove il rammarico maggiore sta nella difficoltà di gestire alcuni tempi morti soprattutto all’inizio della storia, così come per l’eccessiva foga di dover condensare in poco più di un’ora e mezzo troppe tematiche. Sotto quest’aspetto pende come una spada di Damocle il confronto con la qualità di Your Name proprio nel saper gestire tutte le tempistiche per momenti divertenti, riflessivi, frenetici e romantici in modo ciclico e costante. Se lo avessero proposto in modo più disteso, su una stagione di 12 puntate ad esempio, staremmo parlando di un lavoro ben più pregiato e capace di mettere tutti d’accordo.

Tecnicamente parlando Ride Your Wave colpisce per uno stile estremamente caratteristico che conferma le capacità di un autore come Masaaki Yuasa, con figure a fotocopia con quanto visto su Devilman Crybaby ricche di linee ondulate e dettagli incentrati principalmente sull’espressività facciale piuttosto che sulla reale riproposizione di una fisionomia omogenea. Ciò lascia anche spazio a una cura ben più minuziosa delle ambientazioni, soprattutto aperte, in grado di regalare alcuni scorci che ci hanno fatto spalancare gli occhi; merito anche di colori focalizzati sulle sfumature più calde e accese e utili per dare vita a ogni scena con energia. Ultimo, ma non per importanza, un buon comparto sonoro incentrato sull’originale brano del gruppo Generations from Exile Tribe, Brand New Story, traccia che nei numerosi casi nei quali viene cantata dalla giovane coppia strappa ben più di un sorriso. Tranquillizziamo anche sulla presenza di un discreto doppiaggio italiano.

Ride Your Wave è una produzione che merita di essere vista almeno una volta, capace di strappare un sorriso amaro sul come siano state trattate così tante tematiche in poco tempo. Avremmo preferito una serie di più ampio respiro con tempi più dilatati ma necessari per proporre tutta la qualità alla quale i due autori citati in prefazione ci hanno per anni abituato. Un po’ di rammarico rimane, insomma, ma se si riesce a soprassedere su questa (parziale) superficialità non si può comunque che rimanere soddisfatti e appagati.

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Scheda

  • Sottotitoli / italiano
  • Genere / Anime
  • Durata / 95 minuti

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